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Aspettativa retribuita: le patologie che danno diritto ad un prolungamento

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L’aspettativa può essere richiesta per svariati motivi. Di studio, di salute e quant’altro. In alcuni casi è possibile prolungarla.

Aspettativa malattia (Adobe)

Diverse ragioni potrebbero portare un lavoratore dipendente a richiedere un periodo di aspettativa. I motivi potrebbero essere numerosi. Lutto, studio, problemi relativi alla salute.  Il periodo di assenza però non comporta la perdita di determinate tutele inserite in ogni caso nel contratto nazionale di riferimento della categoria in questione. L’aspettativa come si diceva può essere richiesta per numerosi motivi, ma in genere quella più particolare nella sua completezza è quella per sopraggiunta malattia del soggetto richiedente.

In quel caso specifico si può addirittura godere di una retribuzione ed usufruire di ulteriori 18 mesi di congedo dal lavoro. Certo facciamo riferimento a casi in cui il soggetto richiedente, il lavoratore insomma è assolutamente impossibilitato a svolgere la sua funziona lavorative. Situazioni spesso drammatiche non mostrano altre vie d’uscita. In questo caso è giusto chiarire anche quali sono le patologie che danno diritto ad un ulteriore periodo di aspettativa, richiedibile da parte del lavoratore.

Aspettativa dal lavoro: le patologie che danno diritto ad un ulteriore prolungamento

L’articolo 2110 del codice civile spiega come il lavoratore abbia il pieno diritto di chiedere stipendio o una indennità per il periodo cosiddetto di comporto, in cui si è assenti dal lavoro per questioni legate alla propria salute. Il titolare, in questo caso non può licenziare il lavoratore in questione e nemmeno negare a quest’ultimo la retribuzione per il periodo di assenza stabilito dalla stessa legge. Esistono, inoltre, come detto, patologie che danno inoltre diritto ad un prolungamento del periodo di aspettativa.

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Tra le malattie che danno diritto ad una aspettativa retribuita possiamo contare i disturbi e le sindromi che ostacolano il lavoratore nello svolgimento delle proprie mansioni. Ovviamente patologie di natura oncologica e neurologica che possono in qualche modo compromettere l’autonomia stessa del lavoratore. Specifici trattamenti terapeutici, come ad esempio chemioterapie, emodialisi o percorsi riabilitativi particolari, si pensi all’Aids, hanno diritto a richiedere ulteriori 18 mesi di aspettativa, retribuita. I casi, insomma, possono essere numerosi, e in questo senso, le garanzie per il lavoratore sono assolutamente garantite.

Paolo Marsico

Giornalista pubblicista dal 2012 con numerose collaborazioni alle spalle tra carta stampata e web. Appassionato di scrittura e tra le altre cose di cinema, calcio e teatro. Autore racconti brevi, poesie e testi per il teatro.

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