Assegno unico: tutto ciò che c’è da sapere sulla nuova iniziativa Inps

L’assegno unico rappresenta una vera e propria rivoluzione nel settore. Tutti i pagamenti in unico versamento per i cittadini.

Bonus sostegni
Bonus sostegni (Adobe)

Il prossimo mese di gennaio vedrà la partenza di una misura attesa da tempo ed annunciata in pompa magna dal Governo. L’assegno unico per tutte le famiglie italiane. In un unico pagamento, in pratica, saranno accorpati tutti i bonus ed i contributi statali solitamente destinati alla famiglia. Assegni familiari, bonus bebè e quant’altro. La misura prevede inoltre l’ingresso dei lavoratori autonomi nella schiera di coloro i quali potranno avere diritto a numerose opportunità economiche prima a loro precluse.

Ciò che il Governo al momento prova a fare è far passare nella maniera più indolore possibile per le famiglie italiane la transizione tra l’assegno unico e quelle che sono ad oggi le modalità di ammortizzazione sociale. Inoltre saranno previsti per tutte le famiglie tutti gli arretrati spettanti, considerato che la misura dovrà essere calcolata come in partenza già da qualche mese. Gli italiani insomma attendono di capire quantomeno, in pratica a quanto possa o meno ammontare l’assegno in questione.

Assegno unico: tutte le disposizioni in merito e le reazioni

La misura, il cosiddetto assegno unico, dovrà essere richiesto direttamente all’Inps a partire dal prossimo gennaio attraverso i canali segnalati dallo stesso ente. In base all’Isee di ogni nucleo familiare saranno calcolati una serie di importi. 175-180 euro a figlio sotto i 15mila euro di Isee, con 250 euro dal terzo figlio. Gli importi in questione scendono con reddito  uguale o superiore a 40mila euro  di Isee fino a 40 o 50 euro a figlio. Tutto però è ancora incerto, o almeno cosi sembra, si attendono comunicazioni ufficiali in merito.

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Nonostante il parere favorevole, quasi velato d’entusiasmo si alcuni componenti delle forze politiche attualmente al Governo, segnaliamo alcuni pareri discordanti, come ad esempio quello di Paola Mancini della Fondazione nazionale consulenti del lavoro che dichiara: “È plausibile che i beneficiari ricevano il nuovo sussidio con diversi mesi di ritardo. Oggi – continua –  detrazioni e Anf vengono erogati direttamente in busta paga dal datore di lavoro, il quale provvede poi al recupero, con un meccanismo che consente al dipendente di fruirne immediatamente. In futuro – conclude – l’ente erogatore sarà l’Inps che rischia di non riuscire a corrispondere le somme in tempi rapidi, anche perché necessita prima dell’Isee”. Il punto è tutto nell’ufficializzazione di modalità e tempi. C’è da attendere ancora, insomma.

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