Atlantia, regina della mobilità: la sua storia, il dramma del ponte Morandi, i numeri

Negli ultimi anni il suo nome è stato al centro di molti dibattiti. Atlantia è ormai è legata alla mobilità italiana ma anche alla tragedia del Ponte Morandi. Ecco la sua storia, i suoi numeri. le prospettive future…

Atlantia autostrade
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Atlantia Spa è una società per azioni italiana che è attiva nel settore delle infrastrutture aeroportuali, autostradali, e dei servizi legati alla mobilità, con una presenza articolata in undici Paesi.

La sua storia si intreccia, nel bene e nel male (vedi la tragedia del Ponte Morandi a Genova) con quella dello sviluppo della mobilità del Belpaese. Ricostruiamone brevemente le tappe e cerchiamo di capire la sua struttura e le sue performances economiche.

 Tutto inizia nel 1950 con l’“Autostrada del Sole”

Nel 1950, per iniziativa dell’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI), nasce la Società Autostrade Concessioni e Costruzioni Spa.

Nel 1956 viene firmata la Convenzione tra ANAS e Autostrade: quest’ultima si impegna a cofinanziare, costruire e gestire la cosiddetta “l’Autostrada del Sole” (A1) tra Milano e Napoli, inaugurata nel 1964. Tra il 1962 e nel 1968 alla società viene data la concessione per la costruzione e l’esercizio di ulteriori arterie autostradali.

La privatizzazione di Autostrade e l’ingresso dei Benetton

Nel 1999 Autostrade viene privatizzata. All’IRI subentra un gruppo di azionisti guidato da Edizione (una holding di investimenti fondata e controllata dalla famiglia Benetton).

Le attività in concessione vengono separate, è il 2003, dalle attività non autostradali e nasce Autostrade per l’Italia Spa (ASPI), controllata all’88,06 per cento da Atlantia Spa (all’epoca Autostrade Spa), una holding di partecipazioni quotata alla Borsa di Milano.

Dal 2005 in poi, Atlantia ha iniziato un processo di diversificazione geografica con l’acquisizione della gestione di circa 2.000 chilometri di autostrade a pedaggio in Cile, India, Brasile e Polonia.

L’ingresso nel settore aeroportuale

Nel 2013 Atlantia è entrata nel settore aeroportuale e ha preso in gestione i due scali di Roma: Fiumicino e Ciampino. Nel 2016 ecco l’acquisizione di Aéroports de la Côte d’Azur, che controlla gli aeroporti di Nizza, Cannes-Mandelieu e Saint Tropez.

Con l’acquisizione di Abertis (2018), Atlantia diventa leader mondiale nelle infrastrutture di trasporto e nei servizi per la mobilità con una presenza articolata in 23 Paesi. Sempre nel 2018 ha acquisito il 15,5 per cento di Getlink, la società che gestisce l’Eurotunnel del canale della Manica.

Nel corso del 2020 ha acquisito il 55,2 per cento di Elizabeth River Crossing negli Stati Uniti e il 53,1 per cento di Red de Carreteras de Occidente in Messico.

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14 agosto 2018: la tragedia del ponte Morandi

La tragedia del crollo del ponte Morandi a Genova (14 agosto 2018) con le sue 43 vittime e l’eco mondiale che l’evento ha avuto, segna una linea di confine per quanto riguarda la presenza di Atlantia nel settore autostradale italiano.

Dopo una lunga querelle e a seguito della delibera favorevole del Consiglio di Amministrazione, il 12 giugno 2021 è stato firmato l’accordo per la cessione dell’intera partecipazione detenuta in ASPI (88 per cento).

La società, che aveva in concessione fino al 2038 la gestione della maggior parte della rete tricolore, passa a un consorzio guidato da Cassa Depositi e Prestiti (51 per cento), Blackstone (24,5 per cento) e Macquarie (24,5 per cento). L’operazione ha comportato un incasso di 8 miliardi di euro a favore di Atlantia.

Di fatto Il controllo passa allo Stato Italiano, nella persona della Cdp. E’ la prima volta in Italia che una grande opera viene ripristinata prima di aver trovato una soluzione giuridica al riguardo.

Un deciso cambio di rotta nell’ultimo anno

A testimonianza del profondo ripensamento strategico che Atlantia ha intrapreso, il 2021 è stato segnato da significative iniziative, oltre a quella sopra descritta.

Il 3 marzo, Atlantia ha partecipato a un private placement della società tedesca Volocopter, leader mondiale nella commercializzazione di soluzioni innovative e sostenibili di mobilità aerea urbana. Il 24 giugno, Atlantia ha lanciato, in collaborazione con SDA Bocconi, “Mobius”, il primo Smart Mobility Lab in Europa per studiare e ricercare nuove tendenze e forme di mobilità integrata.

Ecco i principali azionisti di Atlantia

Tra i principali azionisti si annoverano: Sintonia (contenitore di Edizione, holding operativa facente capo alla famiglia Benetton), GIC Pte Ltd, Fondazione CRT, Lazard Asset Management, HSBC Holdings. Fabio Cerchiai è il presidente.

Nel dettaglio, il capitale sociale di Atlantia Spa ammonta a 825.783.990 di euro ed è suddiviso in azioni ordinarie prive del valore nominale: 50,98 per cento flottante; 0,94 per cento azioni proprie; 4,54 per cento Fondazione Cassa di Risparmio di Torino; 5,01 per cento HSBC Holdings; 8,29 per centoGIC Pte; 30,25 per cento Sintonia (Edizione)

I numeri dell’ultima semestrale

La holding ha un fatturato di circa 11 miliardi di euro, Ha chiuso il primo semestre con ricavi operativi a 2,8 miliardi di euro, in aumento del 14 per cento come effetto della ripresa del traffico autostradale, con un Ebitda di 1,7 miliardi (+26 per cento) e con un utile netto di pertinenza del gruppo di 34 milioni (dalla perdita di 772 milioni di euro del 2020).

Un impulso è arrivato sicuramente dal traffico autostradale in crescita del 21 per cento sul 2020, con recupero in tutti i Paesi. Il settore aeroportuale risulta in calo del 50 per cento. Gli investimenti sono stati pari a mezzo miliardo (+8 per cento) e l’indebitamento finanziario netto si attesta a 28,2 miliardi di euro, in riduzione di 2,5 miliardi di euro.

E’ ipotizzato un miglioramento dei risultati del 2021 rispetto all’esercizio 2020 confermando le previsioni dei volumi di traffico autostradale e aeroportuale rispettivamente al -10 per cento e al -70 per cento rispetto al 2019.

Conseguentemente la previsione per l’esercizio 2021, escludendo il contributo del gruppo Aspi, è di ricavi di gruppo nell’ordine di 5,7 miliardi di euro.

I principali obiettivi delle nuove linee guida

Atlantia punta a crescere a livello internazionale nel settore autostradale, con Abertis come piattaforma per nuove acquisizioni.

Sul fronte aeroportuale, il progetto è di vagliare le possibilità che potrebbero aprirsi nel Vecchio Continente, ampliando l’attuale rete di aeroporti a destinazione turistica.

Telepass è chiamata a estendere la propria piattaforma di servizi digitali per la mobilità (parcheggi, assicurazioni, ticketing), che nello Stivale registra crescita annuali a due cifre, nei 14 Paesi europei dove è già presente con servizi diversificati di tolling.

Si vuole ampliare il proprio core business anche ai settori innovativi riguardanti la mobilità sostenibile e integrata. Atlantia ha investito 15 milioni di euro nella startup tedesca Volocopter, che sta costruendo droni elettrici per il trasporto di merci e persone. Usando questa tecnologia, la controllata ADR sta realizzando il primo “vertiporto” (aeroporto a decollo verticale) che consentirà ai passeggeri, entro i prossimi due-tre anni, di raggiungere il centro di Roma a bordo di un drone.

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