La calda estate italiana pronta a scontarsi sulle quotazioni Atlantia

Atlantia S.p.A. è una società che poggia le fondamenta sul settore delle infrastrutture come autostrade e aeroporti, che la congiuntura economica attuale è in grado di rendere un ottima occasione di investimento.

trader e azioni

Non è semplice definire economicamente l’esito delle misure messe in campo per limitare i contagi finalizzate a incentivare al tempo stesso gli spostamenti e i viaggi.

Garantire che il comparto turistico, alberghiero, dell’aviazione e dei trasporti, riesca il più possibile a beneficiare della stagione estiva non è semplice, nonostante questo le aspettative sono orientate a un effetto positivo delle manovre per il corso generale dell’economia italiana. Per comprendere quali possano essere gli effetti del comparto turistico e alberghiero sull’economia della Penisola basti pensare che nel nostro paese sono presenti il 30% delle strutture ricettive dell’eurozona.

Il trasporto aereo incide per il 3,6% sul PIL italiano e i maggiori aeroporti come Malpensa e Fiumicino, hanno perso nel 2020 rispettivamente il 74,9 e il 77,5% dei passeggeri rispetto al 2019. Per questi motivi la nuova tendenza in atto si sconta lentamente sulle quotazioni di società come Atlantia, il cui titolo si trova stabilmente all’interno di un range di prezzo compreso tra i 14 e i 16 euro almeno da febbraio 2020, quando il crollo dovuto alla diffusione delle notizie sul coronavirus portò le quotazioni ai loro minimi, passando dai 22,10 ai 9,14 euro con una perdita del 60% del loro valore.

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Le quotazioni Atlantia recuperano e si avvicinano a un trigger point

Agosto vede le quotazioni recuperare a 15,76 tornando a livelli di prezzo che non si vedevano da almeno otto mesi, saliti a partire dal 4 agosto del 6%. A sostenere le aspettative degli investitori ci sono da una parte il miglioramento dati sul traffico aereo e autostradale, dall’altra le prospettive di creazione di valore legate alle potenzialità di una nuova espansione del settore in ambito europeo, che potrebbe avere come protagonisti Telepass e Autogrill Spa, quest’ultima legata per il 17% dei suoi proventi alle autostrade italiane.

Telepass è una multinazionale che gestisce i sistemi di pagamento elettronico del pedaggio autostradale in dodici paesi europei compresa l’Italia. L’azienda posseduta al 51% da Atlantia potrebbe quotarsi in borsa entro aprile del 2024. Un orizzonte di tre anni che potrà sicuramente dare spazio a un consolidamento patrimoniale per un eventuale Ipo. Già ora le quotazioni di Atlantia sono in grado di offrire spunti operativi, data l’attuale fase di accumulazione che potrà concludersi in correlazione al recupero dell’economia italiana e del mercato del lavoro, con un incremento di prezzo che sul medio periodo potrà tornare, una volta superata la resistenza a 16 euro, tra i 18,50 e i 20,00 euro. Queste grandi realtà imprenditoriali devono comunque fare i conti con un ciclo che, se sul breve termine risulta sicuramente rialzista, sul lungo periodo deve scontare la sua parte discendente, che questo mese a livello aggregato registra in Europa una differenza negativa che è ancora del 38% rispetto al 2019.

Il settore è direttamente correlato dalle dinamiche che hanno determinato il crollo del turismo, nonostante l’esito positivo della campagna vaccinale che ha comunque segnato il consumatore, a partire dalla dimensione emotiva che il viaggio o la vacanza sono in grado di rappresentare in termini di spensieratezza e relax. L’obbligo del green pass, lunghe code, prenotazioni per l’accesso alle strutture al chiuso, assenza di eventi culturali, prelievi di temperatura e tamponi, sono in grado da soli, anche in assenza di espliciti divieti di spostamento, di diminuire in modo significativo i viaggi e i voli. L’Italia ha fatto del turismo uno dei settori trainanti e il Belpaese ha saputo essere quest’anno per tantissimi italiani la meta delle proprie vacanze. Il traffico autostradale è tornato per la prima volta sopra i livelli del 2019 registrando valori positivi rispetto alla perdita del 17% registrata dall’inizio dell’anno.

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