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Non pagare il Canone di locazione fa scattare lo sfratto: ecco i casi previsti

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Nel caso in cui l’inquilino smetta improvvisamente di pagare il canone di locazione e questa situazione si protrae per diverso tempo, l’affittuario può tranquillamente far scattare lo sfratto. Ecco i casi in cui è prevista questa possibilità.

Nel caso in cui l’inquilino di una casa in affitto smetta improvvisamente di pagare il canone di locazione, il proprietario può agire tutelando i propri interessi. In particolare, egli può far scattare lo sfratto, soprattutto quando le somme non vengono versate da diversi mesi.

Attraverso questa procedura, infatti, l’affittuario può intimare all’inquilino di lasciare l’abitazione in seguito al mancato pagamento del canone stabilito in sede di contratto.

Vediamo nel dettaglio come funziona la procedura e quali sono i casi previsti è possibile tutelarsi con questa possibilità.

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Canone di locazione: i casi in cui non pagare la cifra stabilita fa scattare lo sfratto

Secondo la procedura di sfratto, l’affittuario al quale non sono stati corrisposti uno o più canoni di locazione può attivare la procedura di sfratto. Egli, dunque, chiederà all’inquilino in debito di liberare l’abitazione in questione il prima possibile.

Questo procedimento è piuttosto rapido e si compone di diverse fasi: la prima è quella di inviare una lettera di diffida nella quale si solleciti al pagamento delle cifre non corrisposte. In tale lettera, inoltre, verrà fissato un termine ultimo di riferimento dopo il quale bisognerà liberare l’abitazione in questione.

Successivamente e qualora la lettera di diffida non abbia ottenuto i risultati sperati, si può procedere per vie legali e quindi inviare un atto di intimidazione di sfratto o, addirittura, citare in udienza l’inquilino moroso.

Come può difendersi l’inquilino

Nella situazione descritta, l’inquilino moroso ha dinnanzi a sé numerose ipotesi di comportamento. In primo luogo, se chiamato a giudizio egli potrebbe presentarsi all’udienza e opporsi allo sfratto. Allo stesso modo egli può comunque presentarsi e pagare la cifra in debito: in questo modo potrà continuare a godere della struttura abitativa.

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Ancora, egli può presentare al giudice il termine di grazia. Questa opzione darà adito al giudice di valutare la situazione e stabilire o meno un’ulteriore scadenza di 90 giorni. Al termine di questi ci saranno ancora 10 giorni di tempo dopo i quali si terrà una nuova udienza.

Infine, è anche bene valutare l’ipotesi secondo la quale il debitore non si presenta all’udienza o si presenta senza fare nulla. In questo caso il giudice potrebbe essere molto più favorevole nel convalidare lo sfratto: esso potrà essere eseguito anche con l’intervento dell’ufficiale giudiziario.

Nicola Sabatino

Studente di Banking and Finance presso La Sapienza di Roma, da tempo per passione mi occupo della redazione di contenuti per testate online. Mi occupo di tematiche fiscali e di strumenti di investimento. Creatore di contenuti per la testata Trading.it da oltre un anno.

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