Crédit Agricole FriulAdria, la fusione ha portato sicurezza: ecco perché

La nuova realtà societaria, tramite fusione prende il posto di Banca Popolare FriulAdria.

Banca
Banca (Adobe)

L’istituto di credito italiano ha origini antiche e unisce un’esperienza che dal 1911 accompagna le sue scelte, per contribuire a un grande gruppo in espansione.

L’istituto di credito ha mutato, in accordo con i cambiamenti dell’economia e della sua influenza territoriale. il suo nome in FriulAdria, risultato della contrazione delle parole Friulana e Adriatica, che indicano l’area di origine e il bacino adriatico.

Crédit Agricole FriulAdria nasce nel 1911 con il nome di Banca Cooperativa Popolare di Pordenone. Come tutte le banche popolari l’istituto ha le sue radici nel legame con il territorio e la popolazione regionale. Ben 20 dei 51 soci fondatori sono infatti anche consiglieri comunali di Pordenone e sono quindi pienamente rappresentativi del territorio locale.

Date le solide basi e l’attenzione alle ricadute sociali ed economiche delle proprie iniziative la Banca riesce a cavalcare la crescita economica degli anni sessanta. Ne beneficia Pordenone e la provincia che insieme allo sviluppo dell’istituto accompagnano la sua crescita economica in reciproca relazione.

Nell’Italia post bellica Banca Cooperativa Popolare di Pordenone comincia una crescita costante, che la porta a incorporare altri istituti locali fino a superare nel 1966 l’assetto societario, divenendo Banca Popolare di Pordenone. La banca continua nella sua fase espansiva che la porta a espandersi all’intera provincia, arrivando a circa 300 dipendenti nei primi anni ‘80.

La storia economica recente di Banca FriulAdria

Negli anni ’90 l’istituto è ancora nella sua fase espansiva, così che nel decennio gli sportelli dell’Istituto passano dai 20 del 1989 ai 94 del 1998. Sono quelli gli anni in cui subentra la nuova denominazione che sostituisce quella che fu una banca popolare locale, con il più moderno assetto, rappresentativo della nuova realtà interregionale. La Banca estende la propria influenza nel tessuto economico e finanziario della regione Friuli Venezia Giulia, assumendo anche per questo il nome FriulAdria.

La Banca vorrebbe concludere un progetto di aggregazione delle Popolari della regione in un unico grande istituto. Fallito il tentativo decide di proseguire la sua crescita puntando su un gruppo già consolidato. Nel 1999 entra a così a far parte del Gruppo Intesa venendo a rappresentare la più importante realtà bancaria ad azionariato diffuso della regione.

Nel marzo del 2007 FriulAdria è entrata a far parte del nuovo gruppo bancario italiano guidato da Cariparma e controllato da Crédit Agricole. L’obbiettivo è quello di rappresentare il punto di riferimento per l’economia territoriale del Triveneto, nonché delle famiglie e imprese del Nord Est. Nel 2014 Crédit Agricole FriulAdria arriva ad avere 191 filiali sorrette dall’attività di circa 14.000 soci.

Contesto operativo e significato dell’OPA totalitaria su Banca FriulAdria

Il contesto operativo di Banca FriulAdria è segnato dal destino economico di Crédit Agricole, che ha concluso recentemente l’OPA volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie di Crédit Agricole FriulAdria. Oggi l’istituto francese con sede anche in Italia detiene oltre il 99% del capitale sociale di quello che fu una volta l’istituto di Pordenone.

OPA obbligatoria totalitaria scatta quando un soggetto, a seguito di acquisti arrivi a detenere una partecipazione azionaria superiore alla soglia del 30%. Se le azioni consentono il diritto di voto al superamento di un terzo del potere decisionale la società deve avanzare un offerta entro trenta giorni per l’acquisto della totalità delle azioni ordinarie rimaste. L’offerta pubblica d’acquisto delle azioni di Banca FriulAdria ha avuto un valore complessivo pari a circa 162 milioni di euro.

L’incontro e l’accordo tra FriulAdria e il gruppo francese è avvenuto nel 2007. In quell’anno  FriulAdria acquisisce 29 sportelli ceduti da Intesa Sanpaolo, incrementando significativamente la sua presenza in Veneto. In questo contesto e successivamente la fusione tra Banca Intesa e San Paolo Imi, Crédit Agricole vuole agire tempestivamente per espandere la sua quota di mercato in Italia, mettendo FriulAdria e Cariparma alla testa del Gruppo italiano che formerà il primo mercato europeo fuori dai confini francesi.

Oggi Crédit Agricole FriulAdria è una banca operante con 182 sportelli e 201 punti vendita diffusi in tutte le province del Friuli Venezia Giulia e del Veneto. La Direzione Generale, nonché sede legale, della banca, si trova a Pordenone, in Piazza XX Settembre 2.

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Chi controlla Crédit Agricole FriulAdria

Crédit Agricole FriulAdria controllata del Gruppo Crédit Agricole Italia ha un sistema di governo attribuita al Consiglio di Amministrazione. A questo sono assegnati, tra gli altri, il compito di promuovere e concretizzare la corretta gestione aziendale, nonchè la trasparenza di cariche e funzioni.

Il Consiglio di Amministrazione è composto pertanto sia da rappresentanti di Crédit Agricole e di Crédit Agricole Italia per rappresentare sia il territorio nazionale che la volontà della generalità dei soci.

Presidente Mio Chiara

Mio Chiara è Nata a Pordenone nel 1964 ed è presidente della Banca dall’ottobre 2014. È professore ordinario presso il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Qui tiene corsi incentrati sulla programmazione, controllo e misurazione delle performance e alla responsabilità sociale d’impresa. Tra gli altri, è delegata del Rettore di Ca’ Foscari alla sostenibilità ambientale e responsabilità sociale dell’ateneo.

Vice Presidente Ariberto Fassati

Ariberto Fassati è nato nel 1946, ha ricoperto numerosi incarichi di crescente responsabilità all’interno del Gruppo Crédit Agricole fino a raggiungere la carica di Presidente nel 2007. All’interno del Gruppo italiano ricopre anche il ruolo di Presidente di Crédit Agricole Leasing Italia. Tra le sue altre cariche è Consigliere dell’Associazione Bancaria Italiana e del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Quanto è sicura Crédit Agricole FriulAdria

Crédit Agricole FriulAdria somma la sua crescita economica all’espansione del Gruppo e al suo mercato con sbocchi internazionali. La banca trae beneficio da un ampio ecosistema finanziario capace di garantire un indotto notevole dato dal contatto con società e imprese in operanti dalla Francia in campo internazionale.

Crédit Agricole Italia potrebbe diventare la terza realtà più importante del Paese, modificando gli equilibri tutt’oggi esistenti nel mercato interno. La succursale italiana della banca di Montrouge è l’ottava istituzione finanziaria in Italia per dimensione. La presenza di Crédit Agricole può attualmente avere indubbie ricadute in termini di crescita per tutte le banche del Gruppo italiano. Questo è in grado di agevolare il rilancio di alcuni territori, rendendo efficienti e profittevoli istituti che isolati l’uno dall’altro non potrebbero sviluppare le stesse economie di scala.

Indici di redditività, coefficienti patrimoniali e qualità del credito di Crédit Agricole FriulAdria

L’esercizio 2020 di Crédit Agricole FriulAdria si è chiuso con un utile netto di 51,3 milioni. Il valore dei crediti in bonis trainato dall’erogazione di 4.500 mutui casa, si attesta a oltre 7 miliardi di euro aumentati de 4% anno su anno.

A oggi Crédit Agricole FriulAdria è una realtà solida che esce dalla crisi 2020 lievi perdite. Presenta al 2020 dati economici con proventi operativi netti in calo del -4,9%. Cresce invece la Raccolta diretta da clientela in aumento rispetto l’anno precedente del 10,7% e la raccolta indiretta che aumenta del 1,9%. Aumenta anche il Patrimonio netto del 8,2%.

Per quanto riguarda gli indici di redditività il rapporto costo utili è pari 57,2%

Per quanto riguarda la qualità del credito, la Banca si conferma su ottimi livelli l’incidenza dei crediti deteriorati lordi sugli impieghi è infatti del 4.6%, mentre quella dei crediti deteriorati netti è pari al 2%. In decisa crescita anche gli indicatori di solidità. I Coefficienti patrimoniali di Crédit Agricole FriulAdria sono Cet1 ratio 13,6% e Total Capital ratio 14,4%

Il CET1 è il parametro più osservato per valutare e classificare la solidità di un istituto di credito. Esso descrive il rapporto percentuale tra capitale a disposizione della banca e le sue attività ponderate per il rischio, come crediti deteriorati e inadempienze finanziarie.

Total Capital Ratio è parametro indica il rapporto percentuale tra il patrimonio di vigilanza e i crediti che tale banca ha concesso ai clienti. Maggiore è il valore assunto di questi parametri, maggiore è la stabilità dell’istituto di credito.

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Prodotti finanziari

Crédit Agricole FriulAdria in sinergia con Crédit Agricole Italia offre una gamma di Fondi Comuni e Sicav.

Tramite l’adesione a un fondo comune il risparmiatore mette a disposizione una parte del proprio capitale che viene reinvestito con l’obbiettivo accrescerne il valore. Questo viene ottenuto tramite la compravendita di diverse attività finanziarie come azioni, obbligazioni e titoli di stato, a seconda del tipo di fondo.

Le Sicav è una società per azioni a capitale variabile che a differenza di un fondo comune non investe il capitale acquistando altri asset, ma più semplicemente offre al pubblico le proprie azioni. I sottoscrittori di una Sicav diventano soci con tutti i relativi diritti, come partecipare alle assemblee ed esercitare il diritto di voto. Credit Agricolè da quindi modo di investire in modo professionale, massimizzando la diversificazione e ottimizzando le performance.

Gestione patrimoniale

Attraverso la gestione patrimoniale Crédit Agricole offre la possibilità di essere affiancati da un trader esperto in tutte le fasi dell’investimento. Il gestore patrimoniale, diversifica assegna e gestisce il capitale creando un portafoglio in base al profilo di rischio. Questo viene costruito secondo i propri obbiettivi d’investimento, alla sua durata, al capitale disponibile e al reddito personale.

Pir

I Pir nascono per dare sostegno all’economia delle piccole medie imprese italiane presenti sia sul territorio nazionale che nell’eurozona. Questa tipologia di invesitmento può essere strutturata in modo da contenere diversi prodotti finanziari. Tra questi vi possono essere azioni, obbligazioni, ETF. Oltre il naturale vantaggio dei rendimenti, il Pir offre un’agevolazione fiscale che garantisce l’esenzione dalle imposte sul reddito da capitale, qual’ora si rimanga investiti per almeno cinque anni.

Obbligazioni

L’istituto di credito offre obbligazioni emesse direttamente Crédit Agricole Italia. Queste danno diritto al pagamento di interessi sotto forma di una cedola periodica che può essere trimestrale, semestrale o annuale. Le obbligazioni così emesse non prevedono costi di sottoscrizione ne di estinzione anticipata.

Con un investimento minimo a partire da 1.000 euro si può investire in base alla propria propensione al rischio scegliendo quattro tipologie di rendimento. Oltre alle classiche a tasso fisso e a tasso variabile, con interessi che variano nel tempo in base all’andamento del mercato vi sono anche:

  • Step up: queste obbligazioni hanno cedole semestrali o annuali che hanno rendimenti crescenti e danno il vantaggio di potere conoscere il loro valore futuro in qualsiasi momento nell’arco della sottoscrizione.
  • Zero coupon: queste obbligazioni si differenziano dalle altre per l’assenza di cedole. Proprio come il trading su titoli come le azioni, il rendimento è calcolato unicamente in base alla differenza tra il prezzo di acquisto del titolo e quello di rimborso, stabilito all’atto dell’emissione. Alla scadenza dell’obbligazione il sottoscrittore incassa il capitale versato e gli interessi maturati, in base all’andamento del mercato.
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