Chiedere un prestito con accompagnamento legge 104: le possibilità reali

Chiedere un prestito con accompagnamento potrebbe essere un sogno irrealizzabile, ma in presenza di determinate garanzie le cose potrebbero cambiare.

Se un soggetto disabile ha bisogno di liquidità, è sufficiente essere titolari di indennità di accompagnamento per l’approvazione del prestito?

Chiedere un prestito con accompagnamento
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Per ottenere un prestito l’indennità di accompagnamento potrebbe non essere sufficiente. Attualmente nessun istituto di credito concederebbe un finanziamento in presenza di una garanzia rappresentata solo ed esclusivamente dall’indennità. Nella maggior parte dei casi, infatti, è necessario essere in possesso di altre garanzie, beneficiando anche della cessione del quinto.

Chiedere un prestito con accompagnamento: una chimera

Le persone affette da invalidità difficilmente possono ricevere un prestito fornendo come garanzia la sola indennità di accompagnamento. Per questo motivo, il disabile che ha bisogno di denaro, ed è titolare solo ed esclusivamente dell’accompagnamento, dovrà presentare ulteriori forme di garanzie per ricevere un finanziamento.

L’indennità di accompagnamento è una forma di assistenza erogata in favore delle persone affette da disabilità grave o non autosufficienti. Ci stiamo, dunque, riferendo a quei soggetti che non riescono a svolgere le attività di vita quotidiana e hanno bisogno di assistenza continua. Per ottenere l’indennità di accompagnamento non è previsto il versamento di contributi o un limite reddituale. Di fatto, l’importo mensile attuale, adattato ogni anno al costo della vita, è pari a 528,94 euro.

Si tratta di una cifra estremamente bassa. Di conseguenza, se l’indennità di accompagnamento rappresenta l’unica forma di reddito del disabile, è praticamente impossibile che una banca o un istituto finanziario concedi in prestito.

Il motivo è presto detto: il rischio di insolvenza, a cui si esporrebbe l’istituto finanziario, sarebbe troppo elevato. In sostanza, con la sola indennità di accompagnamento il debitore potrebbe avere difficoltà ad onorare il prestito e, dunque, a restituire la somma di denaro ricevuta.

In ogni caso, è da ricordare che l’indennità di accompagnamento è una misura compatibile con l’attività lavorativa o altre prestazioni previdenziali. Di conseguenza, può accadere che un soggetto che percepisce l’indennità sia, in realtà, titolare anche di altri redditi, da lavoro o da pensione.

In questo modo, l’istituto finanziario riceverebbe un’adeguata forma di garanzia riuscendo a concedere il prestito.

Soluzioni finanziarie per invalidi

I lavoratori dipendenti o i pensionati affetti da invalidità hanno la possibilità di accedere ad una forma di finanziamento conosciuta con il nome di cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

Pertanto, se un disabile, oltre all’indennità di accompagnamento, percepisce anche un reddito da lavoro dipendente o una pensione di invalidità di tipo contributivo, egli ha la possibilità di chiedere un finanziamento cedendo un quinto del proprio reddito.

Questa tipologia di finanziamento è previsto dalla legge. Essa consente di ottenere una forma di denaro in prestito effettuando la restituzione tramite la cessione di un quinto del valore della pensione o dello stipendio del debitore.

In tal modo, sarà compito del datore di lavoro o dell’istituto previdenziale trattenere la somma di denaro che rappresenta la rata di rimborso del finanziamento.

Per questo tipo di finanziamento è prevista una durata di rimborso che parte da un minimo di 2 anni e arriva a un massimo di 10 anni.

Secondo quanto stabilito dalla legge, il finanziamento può essere rinnovato purché sussistano determinate condizioni.

Ad ogni modo, se il debitore è un pensionato egli ha la possibilità di effettuare una sola cessione del quinto. In sostanza, è possibile effettuare una sola trattenuta sulla pensione il cui importo sia pari ad un quinto della somma mensile percepita dal pensionato.

Se, invece, il debitore è un lavoratore dipendente, c’è la possibilità di effettuare più di una cessione del quinto, per un massimo di due trattenute.

Coloro che stipulano questo tipo di finanziamento devono sottoscrivere un’assicurazione (rischio lavoro o vita). Questa serve a garantire il rimborso della somma di denaro ricevuta, anche in caso di perdita di lavoro o di morte del titolare.

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