Cibercurity, le figure professionali che non possono mancare in azienda

Gli Stati Uniti insieme all’Unione Europea si preparano alla gestione di attacchi informatici, che potranno prendere piede con effetti sempre più sistematici tanto più sarà forte la nostra interconnessione con la rete.

Internet delle cose 4.0

Negli Stati Uniti, dove il comparto finanziario è particolarmente responsivo dei mutamenti nel settore economico e sociale, sono nate create polizze assicurative che proteggono le attività locali dagli effetti dell’intrusione e dai danni degli attacchi informatici.

L’assicurazione contro i cyber attacchi è solo l’ultima delle evoluzioni nel settore finanziario e informatico atto a contrastare i danni economici che nell’ultimo anno a livello globale hanno raggiunto la cifra record di 945 miliardi di dollari, quasi 1% del Pil mondiale, mentre l’investimento per prevenirli è arrivato a 145 miliardi. Tutto ciò che riguarda la cybersecurity, si sta evolvendo e spostando dalla tutela degli interessi nazionali e le funzioni essenziali dello Stato dalle piccole aziende fino ai privati. In questo senso investire in una polizza di assicurazione informatica dipenderà dal tipo di attività, dal numero di dipendenti, dalla rete e dalla tecnologia che collega l’attività produttiva dell’azienda al valore dei potenziali danni. Una polizza di questo genere non è naturalmente in grado di prevenire gli attacchi informatici, ma tramite il suo premio è in grado di mitigare il rischio economico.

Qualsiasi azienda che utilizza un computer e telefoni, accetta carte di credito e memorizza dati sensibili nel cloud o su un dispositivo elettronico, dovrebbe considerare una protezione assicurativa, a meno che non investa primariamente su software o professionisti in grado di monitorare e prevenire gli attacchi ai dati sensibili dell’azienda. L’impennata degli attacchi informatici alle aziende di tutte le dimensioni è aumentata in modo notevole a partire dal 2020, tanto che quest’anno il Consiglio dei Ministri italiano ha approvato l’istituzione dell’ACN, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

Le nuove figure professionali ricercate nel settore dell’Intelligenza Artificiale

Per quanto riguarda il mercato del lavoro gli specialisti in Intelligenza Artificiale sono la professione più in crescita negli Stati Uniti. Negli ultimi quattro anni, la richiesta di queste figure è aumentata in media del 74% l’anno. L’impennata nella richiesta di queste figure tecniche fa comprendere meglio la proporzione di quello che sarà il trend, non solo nella ricerca ma anche in soluzioni che arrivino a incrementare l’efficienza e la dimensione del business dell’azienda.

La nuova figura professionale deve essere in grado di facilitare l’integrazione dell’AI nel business e avere quindi un’ottima conoscenza dell’azienda, del suo giro d’affari nonché elementi di economia e finanza, associati naturalmente a una conoscenza operativa del funzionamento dell’analisi artificiale. È possibile per i professionisti attuali integrare queste due ambiti al fine di potenziare il proprio curriculum e le possibilità presenti oggi sul mercato.

Negli ultimi due decenni, l’impatto delle tecnologie nuove ed emergenti e l’aumento della digitalizzazione sono diventati i principali motori della globalizzazione e della concorrenza internazionale. Gli Stati di tutto il mondo così come l’Unione Europea stanno facendo della supremazia tecnologica e dell’innovazione il punto focale a garantire la sicurezza e il futuro economico dell’Unione. La Commissione europea sotto la presidente Ursula von der Leyen, sembra avere preso una chiara direzione in relazione al rafforzamento strategico dell’Unione, focalizzato sulla geopolitica e in particolar modo sui temi della digitalizzazione, Spazio, settore energetico e tecnologie emergenti.

L’Unione europea cerca di proporre un approccio pragmatico per evitare dipendenze e coercizioni geopolitiche in settori tecnologici critici per la stabilità e la sicurezza dell’eurozona. A partire dal marzo dello scorso anno la nuova strategia industriale dell’Europa prevede lo stanziamento di fondi, atti a creare sinergie chiave tra l’innovazione e la difesa, coinvolgendo sia il settore privato che le istituzioni.

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I tre pilastri della sovranità tecnologica

I tre pilastri fondamentale della sovranità tecnologica sono il controllo sui dati, la connettività sicura e lo sviluppo di sistemi in grado di avere la potenza di calcolo necessaria a mantenere funzionanti le infrastrutture, senza dipendere da hardware e software di paesi terzi.

Solo in questo modo l’Europa può promuovere l’infrastruttura della sua economia digitale, coinvolgendo nel processo le istituzioni assicurandosi che i valori democratici fondamentali non vengano compromessi dalle distorsioni e dalle discriminanti dei mezzi digitali. Le vulnerabilità in questo settore possono avere effetti in grado di colpire le catene di approvvigionamento, le infrastrutture critiche e i servizi essenziali, di conseguenza minare la sicurezza delle istituzioni e i processi democratici.

I settori che l’Europa intende sviluppare, al fine di aumentare l’efficacia e l’efficienza degli strumenti di prevenzione e contrasto degli attacchi informatici, all’interno della sua nuova strategia industriale sono i seguenti:

  • Elettronica e digitale: Rafforzamento della sicurezza delle telecomunicazioni, Intelligenza artificiale, analisi avanzate e big data, tecnologie di cibersicurezza, tecnologie forensi digitali, elaborazione ad alte prestazioni, archivi cloud e microprocessori di nuova generazione.
  • Manifattura: Tecnologie avanzate dei materiali e materiali ecosostenibili, nanotecnologie, robotica, semiconduttori e microelettronica.
  • Spazio e Aeronautica: Tecnologie di geolocalizzazione e navigazione, tecnologie per osservazioni della Terra ad alta definizione, comunicazione e connettività sicure basate su satellite.

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