Pil in calo con inflazione in aumento: ‘inverno fatto di razionamenti per gas ed elettricità’

Tensioni sulle materie prime, inflazione e il rischio di una crisi politica fanno da sfondo alla rilevazione di Confcommercio che stima a luglio un Pil in calo dello 0,6%.

Il clima di incertezza non ha infatti dato ai consumatori la spensieratezza per tornare a usare i propri risparmi, prediligendo la cautela su un futuro che è tornato particolarmente incerto.

Crisi investimento

Un dato sicuro c’è; al momento nonostante i saldi i consumi sono fermi a una crescita dello 0,7% su base annua. A questo si aggiunge una crisi politica che rischia di ripercuotersi sull’economia.

Già a maggio l’economia italiana ha cominciato a evidenziare segnali di un forte rallentamento; nel mese la produzione industriale sia l’occupazione sono tornate a registrare una riduzione su base congiunturale. A giugno invece la fiducia delle famiglie si è collocata al valore minimo da novembre 2020.

La rilevazione di Confcommercio e i numeri dei settori più penalizzati proprio durante l’estate

Non sorprenderà quindi se i numeri del Pil di questo trimestre segneranno una prima contrazione. A poter sconfessare l’esito negativo c’è la crescita nel settore del turismo e dei servizi legati al tempo libero, aumentati dell’11,9% anno su anno.

Se le tensioni internazionali e la minaccia di un inverno fatto di razionamenti di gas ed elettricità impediscono di determinare l’esisto sui propri portafogli, a risentirne sono anche i beni durevoli. Tra questi ad esempio le auto, l’abbigliamento e le calzature. Le tensioni inflazionistiche d’altro canto creano un contesto di impoverimento progressivo; la riduzione del potere d’acquisto può determinare al contrario la volontà di non lasciare liquidi i propri risparmi.

Tuttavia anche con la bella stagione in molti casi i livelli di consumo sono ancora distanti dai valori dello stesso mese del 2019. La differenza maggiore si sconta proprio sui servizi ricreativi -46,2% su giugno 2019 e le consumazioni fuori casa -13,4%.

Per cercare di ridare anche all’Italia una prospettiva di normalità futura, la Commissione europea presenterà oggi il suo piano di emergenza per far fronte al taglio totale di forniture dalla Russia. Il portavoce della Commissione europea per l’energia, Tim McPhie ha commentato l’impossibilità di prevedere cosa farà Gazprom. Dodici Paesi hanno subito interruzione di fornitura da un giorno all’altro. Quello che farà quindi domani la società è una scommessa ed è giusto per questo essere pronti anche per lo scenario peggiore.

Le simulazioni illustrano come un risparmio volontario o programmato da parte degli utenti potrebbe ridurre le perdite economiche di un terzo. Un piano di razionamento ben organizzato, potrebbe ridurle fino a tre quinti. Nel frattempo l’Italia non sembra lontana dal poter acquisire nuove quote di mercato del gas necessario al suo fabbisogno energetico.

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