Controversie con la banca: quando conviene fare causa e come

In caso di controversie con la banca il cliente ha la possibilità di fare causa per far valere le proprie ragioni. Vediamo quando e come.

Dichiarare “guerra” ad un istituto bancario può sembrare un’impresa titanica. Tuttavia, esistono delle fattispecie per le quali il cliente ha la possibilità di far valere le proprie ragioni con buone chance di successo.

Controversie con la banca: quando conviene fare causa e come

In Italia, negli ultimi anni sono oltre 20 milioni i clienti degli istituti di credito che hanno fatto causa ad una banca. Nella maggior parte dei casi si tratta di ricorsi.

Tra i motivi che spingono un cliente ad intentare una causa nei confronti di una banca ci sono: l’anatocismo, l’usura, gli interessi moratori, le condotte illecite da parte della banca.

Controversie con la banca: quali sono i casi più frequenti

Uno dei motivi per i quali un cliente dichiara causa ad una banca è l’anatocismo. Ci stiamo riferendo ad un’operazione bancaria che permette di calcolare gli interessi su altri interessi scaduti e non pagati.

In sostanza, questo metodo di calcolo viene utilizzato dalla banca per compiere un’operazione con la quale si aggiunge, al capitale di un credito, una quota di interessi maturati. Salvo poi prendere il suddetto importo in maniera complessiva e calcolare nuovamente gli interessi su di esso.

Secondo la legge italiana, per le banche è disposto il divieto di anatocisimo. Di conseguenza sono vietate tutte le forme di produzione di interessi sugli interessi dovuti dal cliente alla banca.

Un altro motivo per il quale un cliente può ricorrere ad un intervento giudiziario riguarda l’esercizio dell’usura. Ma anche nel caso di interessi in mora, ovvero di una maggiorazione del costo di rimborso del credito qualora il creditore sia inadempiente.

Come fare causa alla banca

Generalmente quando si intende agire nei confronti di una banca, il procedimento prevede che il cliente danneggiato invii una diffida all’istituto.

In questo modo, la banca viene avvisata delle intenzioni del cliente di procedere per vie legali. Grazie questa procedura è possibile trovare un accordo immediato prima dell’intervento giudiziale.

Oltre all’ipotesi giudiziale, l’ordinamento ha previsto anche l’Arbitro Bancario Finanziario. Si tratta di uno strumento che ha lo scopo di risolvere in maniera alternativa le controversie tra cliente e istituto di credito. In sostanza, l’Arbitro è un organo collegiale autonomo e imparziale che viene chiamato a decidere sulle controversie tra banche, consumatori o altri intermediari finanziari.

Per indire una causa nei confronti di un istituto di credito è necessario avere a disposizione tutta la documentazione necessaria, che serve a dimostrare il torto subito e l’illecito commesso dalla banca.

Istituto bancario ha l’obbligo di fornire al cliente tutti i documenti, richiesti da quest’ultimo tramite raccomandata.

Il cliente dal canto suo ha diritto di ottenere entro e non oltre 90 giorni una copia della documentazione relativa alle singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni. Quest’intervento è a spese del cliente.

Il limite di 10 anni di cui sopra fa riferimento al termine di prescrizione fissato dalla legge.

I casi per i quali conviene fare causa ad una banca sono:

  • Condotta illecita da parte dell’Istituto di credito
  • Condotta illegittima
  • Comportamento lesivo dei diritti e degli interessi del cliente

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