Le alternative di Luigi De Magistris per pensioni e salari minimi, ma anche per scongiurare la crisi energetica e fermare il conflitto

I protagonisti dell’imminente tornata elettorale prendono la parola. Tra i tanti ecco Luigi De Magistris leader di Unione popolare.

Sono diverse le tematiche e argomentazioni portate avanti dall’ex sindaco di Napoli, dal Rdc portato a 1.000 euro a zero Iva sui prodotti alimentari. Non solo, De Magistris chiede anche un ripensamento delle sanzioni inflitte alla Russia di Putin.

intervista de magistris
Pixabay

Insomma non mancano le mozioni economiche e diplomatiche da parte di De Magistris. Unione popolare si muove su salari, pensioni, imposte e rincaro prezzi.

Le proposte di Luigi De Magistris, retribuzione e reddito di cittadinanza

Non sono poche le idee messe sul banco dall’ex sindaco di Napoli. Innanzitutto andrebbero adeguati le retribuzioni e le pensioni all’effettivo costo della quotidianità. Sarebbe poi fondamentale un salario minimo a 10 euro l’ora, diversamente anche i lavoratori potrebbero considerarsi indigenti. Occorrono anche provvedimenti a sussidio delle aziende nazionali e locali. Si pensi solo al taglio del cuneo fiscale.

Altra proposta consisterebbe in alcuni miglioramenti del Reddito di cittadinanza. La revisione andrebbe fondata su fondamenta personali, non solamente familiari. Per il leader dell’Unione popolare il Rdc andrebbe fissato intorno a mille euro mensili. La soglia di ingresso Isee sarebbe quindi innalzata da 9360 a 12.000 euro. Parimenti, andrebbero consolidate verifiche e accertamenti, onde evitare i soliti illeciti.

Intensificando le politiche attive del lavoro tale disposizione si trasformerebbe in un momentaneo reddito di povertà.

Stando a De Magistris: “I centri per l’impiego e in navigator non hanno funzionato: dobbiamo rivedere il modo in cui i percettori entrano in contatto con le imprese. Poi il sussidio va affiancato con un reddito domestico, per garantire dignità ad ogni persona”.

Una nuova ricetta diplomatica per scongiurare la crisi

Per De Magistris altra revisione andrebbe messa in campo per la questione diplomatica e bellica. Le misure adottate sinora si sarebbero rivelate inadeguate.

La proposta sarebbe quella di imbastire un nuovo approccio nelle relazioni con Mosca, intavolando un diverso dialogo con l’autocrate Vladimir Putin. L’ambizione del leader e del suo partito? L’edificazione di una pax italiana e il conseguente scongiuro della crisi dei prezzi energetici. Le sanzioni starebbero spossando più Paesi, non solo la Russia ma l’intera Europa, a partire dall’Italia. Il prezzo è elevato, ed è a tal ragione che l’ex sindaco di Napoli invoca una totale rettifica al disegno strategico a oggi adottato.

De Magistris con Brunetta sull’azzeramento Iva sui beni alimentari

Il leader di Unione popolare si è detto totalmente in linea con la posizione di Brunetta. Sarebbe necessario, anche per un periodo circoscritto, limitare o addirittura azzerare l’Iva sui beni alimentari, in un momento che registra un rischioso lievitare dei costi.

Il ministro della Pubblica amministrazione, del resto, aveva predisposto un programma straordinario che si sarebbe mosso proprio in questa direzione. La pianificazione è in seguito saltata per via della caduta dell’Esecutivo guidato da Mario Draghi.

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Cancellare la legge Fornero

La posizione in questione è abbastanza convinta: occorre cancellare la legge Fornero. In quanto alle pensioni è necessario riabilitare un numero considerevole di diritti completamente annientati. I cittadini dovrebbero avere la possibilità di andare in pensione a 60 anni o con 35 anni di versamenti contributivi, applicando una soglia limite alle pensioni che gravano maggiormente sulle spese pensionistiche.

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