Nuove regole per le imprese e i contribuenti con debiti contributivi verso INPS e INAIL. Dopo la pubblicazione del decreto attuativo e delle istruzioni operative, diventa possibile dilazionare i versamenti fino a 60 rate mensili in presenza di difficoltà economico-finanziarie. La misura punta ad alleggerire il peso dei debiti previdenziali e a favorire la regolarità contributiva.
Rateazione INPS, debiti contributivi, INAIL, DURC, contributi previdenziali, rate mensili, decreto attuativo, Cassetto previdenziale, difficoltà economica e Collegato Lavoro 2024 diventano temi centrali per imprese, professionisti e consulenti del lavoro. Le nuove disposizioni consentono infatti di estendere in modo significativo i tempi di pagamento dei debiti previdenziali e assicurativi non ancora affidati agli agenti della riscossione.
La novità arriva dopo la pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta Ufficiale e della successiva Circolare INPS n. 60/2026 che ha definito modalità operative, requisiti e tempistiche. La misura interessa aziende in temporanea difficoltà economico-finanziaria che vogliono regolarizzare la propria posizione senza perdere accesso a DURC, agevolazioni e appalti pubblici.
Fino a oggi la disciplina ordinaria permetteva piani molto più brevi, generalmente fino a 24 rate, salvo casi particolari. Con il nuovo sistema cambia anche la gestione delle domande e la possibilità di rideterminare piani già esistenti. Molti contribuenti stanno infatti verificando se convenga trasformare vecchie dilazioni in nuovi piani più lunghi. Anche online aumentano le richieste di chiarimento su requisiti, interessi applicati, revoche e modalità telematiche per presentare domanda all’INPS o all’INAIL.
La nuova disciplina nasce dall’articolo 23 della legge 203/2024 collegata al lavoro ed è stata resa operativa con il decreto interministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale e con la Circolare INPS 60/2026.
Le nuove regole prevedono:
Per ottenere la dilazione occorre dimostrare una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria. La rateizzazione riguarda:
Rientrano inoltre:
La misura punta a favorire il riequilibrio finanziario delle imprese evitando situazioni di blocco contributivo.
La richiesta di rateazione deve essere presentata esclusivamente online attraverso il Cassetto previdenziale.
Possono inoltrarla:
Per accedere servono credenziali:
La domanda deve includere tutti i debiti contributivi maturati verso le Gestioni INPS, con esclusione delle somme contestate in sede giudiziaria o amministrativa.
Con la presentazione dell’istanza il debitore:
L’INPS conclude l’istruttoria entro 20 giorni dalla domanda e definisce:
Il piano diventa effettivo con il pagamento della prima rata.
Dal versamento della prima rata il contribuente torna in regola con gli obblighi contributivi, con effetti anche sul rilascio del DURC.
Questo aspetto risulta particolarmente importante per:
La normativa prevede anche la possibilità di ottenere una seconda dilazione in casi specifici:
L’INPS però non concede nuove dilazioni:
La revoca scatta:
Anche il mancato pagamento della contribuzione corrente può portare alla decadenza della rateazione.
Le nuove disposizioni si applicano anche ai piani di rateazione già richiesti dal 12 gennaio 2025 e ancora aperti alla data del 21 maggio 2026, se più favorevoli al contribuente.
Chi ha già una dilazione attiva può quindi chiedere:
La richiesta deve essere presentata entro il 20 giugno 2026 tramite il Cassetto previdenziale.
Ad esempio, un’impresa con un debito contributivo elevato e una precedente rateazione breve potrebbe ottenere un piano più lungo, riducendo l’importo delle singole rate mensili e mantenendo la regolarità del DURC.
Anche nelle discussioni online molti contribuenti e professionisti confrontano le nuove regole, soprattutto in relazione ai tempi delle istruttorie INPS, alle richieste di regolarizzazione e alle difficoltà di accesso agli incentivi collegati alla posizione contributiva.
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