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Economia e Finanza

Bonus Renzi nel 730, attenzione agli errori: quando puoi recuperare fino a 100 euro al mese e quando rischi la restituzione

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Il trattamento integrativo IRPEF, conosciuto ancora da molti come Bonus Renzi, continua a creare dubbi nel modello 730. Chi non lo ha ricevuto in busta paga può recuperarlo in dichiarazione dei redditi, ma chi ha percepito importi non spettanti rischia invece il conguaglio a debito. Ecco come funziona davvero il recupero del bonus IRPEF e quali controlli fare sulla Certificazione Unica.

Trattamento integrativo IRPEF, Bonus Renzi, 730 precompilato, Certificazione Unica, Agenzia delle Entrate, redditi da lavoro dipendente, conguaglio fiscale, IRPEF, busta paga e detrazioni fiscali tornano protagonisti nella stagione dichiarativa 2026. Molti lavoratori dipendenti stanno infatti verificando il proprio modello 730 per capire se il bonus da 100 euro mensili sia stato riconosciuto correttamente dal datore di lavoro.

Bonus Renzi nel 730, attenzione agli errori: quando puoi recuperare fino a 100 euro al mese e quando rischi la restituzione (Trading.it)

In diversi casi il trattamento integrativo non compare in busta paga oppure risulta erogato solo parzialmente, con la possibilità di recuperarlo direttamente in dichiarazione dei redditi. Al contrario, alcuni contribuenti scoprono di dover restituire somme percepite durante l’anno perché non più spettanti dopo il ricalcolo complessivo dell’IRPEF. La verifica dipende dal reddito complessivo, dalle detrazioni spettanti e dai dati riportati nella Certificazione Unica.

Anche le modifiche agli scaglioni IRPEF e al cuneo fiscale hanno aumentato i dubbi interpretativi tra dipendenti, CAF e contribuenti.
Per questo motivo molti lavoratori controllano con attenzione il quadro C del modello 730 e le voci dedicate al trattamento integrativo.
Le discussioni online mostrano infatti numerosi casi di conguagli inattesi, bonus non erogati e importi da recuperare tramite dichiarazione fiscale.

Come recuperare il Bonus Renzi nel modello 730

Il trattamento integrativo IRPEF fino a 100 euro mensili può essere recuperato nel modello 730 quando il datore di lavoro non lo ha riconosciuto correttamente in busta paga.

Il recupero avviene attraverso il rigo C14 del quadro C del modello 730.

Nel dettaglio:

  • il codice indicato nella Certificazione Unica va riportato nella colonna 1;
  • l’importo eventualmente erogato va inserito nella colonna 2;
  • il CAF o l’Agenzia delle Entrate ricalcolano il bonus spettante in base ai redditi complessivi.

Se il trattamento integrativo risulta spettante ma non erogato durante l’anno, il contribuente riceve il credito direttamente nel conguaglio fiscale del 730.

La verifica avviene utilizzando:

  • reddito complessivo;
  • imposta lorda;
  • detrazioni da lavoro dipendente;
  • eventuali ulteriori detrazioni fiscali.

A chi spetta il trattamento integrativo IRPEF

Il bonus IRPEF spetta principalmente ai lavoratori dipendenti con redditi fino a 15mila euro annui.

In questa fascia il trattamento integrativo può arrivare fino a:

  • 1.200 euro annui;
  • 100 euro mensili direttamente in busta paga.

Per i redditi compresi tra 15mila e 28mila euro il bonus spetta solo in presenza di specifiche condizioni:

  • le detrazioni devono superare l’imposta lorda;
  • il bonus corrisponde alla differenza risultante dal calcolo fiscale.

Restano esclusi:

  • pensionati;
  • contribuenti incapienti;
  • redditi superiori a 28mila euro.

Il trattamento integrativo riguarda inoltre:

  • lavoratori dipendenti;
  • percettori NASpI;
  • cassa integrazione;
  • mobilità e redditi assimilati al lavoro dipendente.

Perché alcuni contribuenti devono restituire il bonus

Uno dei casi più frequenti riguarda il recupero del trattamento integrativo non spettante durante il conguaglio del 730.

Questo accade quando:

  • il datore di lavoro ha erogato automaticamente il bonus;
  • il reddito finale supera i limiti previsti;
  • le detrazioni non risultano sufficienti.

Anche online molti utenti segnalano importi da restituire dopo il ricalcolo fiscale della dichiarazione.

In alcune discussioni pubblicate su Reddit, diversi contribuenti spiegano di aver trovato nel 730 la voce “restituzione trattamento integrativo non spettante” nonostante avessero ricevuto il bonus in busta paga durante l’anno.

Altri utenti evidenziano dubbi legati:

  • alla presenza di due Certificazioni Uniche;
  • ai redditi NASpI sommati al lavoro dipendente;
  • alle nuove regole sul cuneo fiscale e sugli scaglioni IRPEF.

Le discussioni mostrano come il ricalcolo del 730 possa modificare sensibilmente il credito o il debito fiscale finale.

Come controllare CU e 730: il caso pratico

Un lavoratore dipendente che non ha ricevuto il bonus IRPEF in busta paga deve prima controllare la Certificazione Unica.

Nel quadro dedicato al trattamento integrativo occorre verificare:

  • codice riportato ai punti dedicati della CU;
  • eventuale importo erogato;
  • indicazione “non erogato”.

Successivamente bisogna controllare il rigo C14 del modello 730 precompilato.

Ad esempio, un dipendente con reddito inferiore a 15mila euro che non ha percepito il bonus durante l’anno potrebbe recuperare fino a 1.200 euro tramite il conguaglio fiscale.

Al contrario, chi ha ricevuto automaticamente il trattamento integrativo ma supera i requisiti reddituali rischia di dover restituire le somme nel prospetto di liquidazione del 730.

Angelina Tortora

Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il lettore nel disbrigo delle pratiche, dalle più semplici alle più complesse. Direttrice della testata giornalistica InformazioneOggi.it, impegnata in vari progetti editoriali e sociali. Profilo Linkedin

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