Il PNRR potrebbe cambiare definitivamente il nostro Sistema Sanitario Nazionale

Il settore delle costruzioni e della riqualificazione delle infrastrutture è uno dei settori in grado di accresce in modo determinante il PIL italiano. 

dati sanitari

L’impatto degli investimenti sulle infrastrutture del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienzain termini di ricchezza e di lavoro sarà significativo. Se nel breve termine è in grado di creare nuovi posti di lavoro, nel lungo periodo è in grado di aumentare la competitività del paese, migliorando e rendendo più efficiente la fruizione dei servizi e gli dando impulso alle attività economiche.

All’interno del PNRR gli investimenti sotto la voce Missione Salute prevedono 15,63 miliardi di euro da investire per il potenziamento del Sistema Sanitario Nazionale. Nel pacchetto di misure pianificato in accordo alla Commissione europea e alle sue istituzioni è prevista l’erogazione di 7 miliardi di euro da destinare al miglioramento degli ospedali, nonché lo sviluppo di Case della Comunità, centri di intervento sanitario delocalizzati su tutto il territorio nazionale finalizzati a intervenire diminuendo il rischio sistemico, dati i limiti di capienza dei grandi centri ospedalieri.

Perché sono così importanti gli investimenti nelle infrastrutture?

Gli investimenti nelle grandi opere e nelle infrastrutture sono importanti per il loro carattere anticiclico e per il loro effetto moltiplicatore sulla crescita del PIL. La loro forza risiede nella capacità di generare ricchezza al di là della tendenza del ciclo economico, dando un effetto quasi immediato al mercato del lavoro e generando un ritorno molto maggiore in termini economici rispetto al capitale investito per realizzarli. Questi sono tra gli investimenti più riconosciuti dagli economisti al fine di influire concretamente sugli esiti economici di un paese rilanciandone sul medio e lungo periodo l’efficienza e la competitività con una liquidità che arriva direttamente sul territorio e sull’economia correlata all’apertura di un cantiere.

L’Italia è stato il primo paese in Europa a essere stato colpito dalla pandemia, così che il settore sanitario e ospedaliero ha mostrato fin da subito quanto questo può diventare essenziale e strategico per l’intera economia nazionale. La razionalizzazione economica dei costi sarà accompagnata, nell’attesa di sapere se questa estate verrà definitivamente risolta l’emergenza sanitaria, da nuovi investimenti atti a recuperare qualità delle strutture, capienza e numero di posti letto, sicurezza dei pazienti e del personale medico ospedaliero. A questo fine la stima del capitale necessario affinché il sistema sanitario italiano possa essere messo paragone con i modelli più moderni ed efficienti, è pari a 25 miliardi di euro.

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Le spese della sanità per affrontare l’emergenza Covid

A fronte di tali numeri non si può fare a meno di metterli a paragone della spesa per l’acquisto del vaccino contro il Covid, più di 12 miliardi di euro spesi dai paesi dell’Unione Europea soltanto per il vaccino di Moderna, che in tutto questo ha avuto un rendimento nel 2021 pari a 18,4 miliardi di dollari.

Già durante l’ultimo anno di emergenza sanitaria, sono stati spesi 4,5 miliardi di euro al solo fine di adeguare gli ospedali, data la nuova capienza necessaria, alla normativa antincendio, potenziare i piani di assistenza territoriale, effettuare nuove assunzioni e aumentare sia il personale che il numero dei posti letto per le terapie intensive, migliorare la funzionalità dei Pronto Soccorso e acquistare nuove ambulanze. In Puglia, ad esempio, è oggi in costruzione l’ospedale di Monopoli Fasano, con una struttura capace di offrire 299 posti letto e 9 sale operatorie.

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