L’euro digitale potrebbe presto fare il suo esordio, ma i nodi da sciogliere sono ancora tanti. L’Italia è davvero pronta?
L’euro digitale torna a far parlare di se. Il dibattito europeo spesso arenatosi in tema di criptovalute potrebbe trovare una sponda molto interessante nel concetto della moneta digitale. Certo non sono ancora maturi i tempi se consideriamo le posizioni dei governi, della politica in generale. Stesso discorso potrebbe essere preso in considerazione stando alle stesse posizioni dei cittadini sempre più restii in alcuni casi ad abbandonare il concetto di contante. Le ultime iniziative lo hanno dimostrato.
Il caso cashback potrebbe sintetizzare al meglio la qualità dell’approccio dei cittadini al concetto di pagamento digitale dell’abbandono parziale almeno del contante in favore di forme di pagamento tracciabili ed anche più sicure. Secondo il Governo Draghi l’esperienza cashback è fallita e quindi per ora non è stata rinnovata proprio perchè non sono cresciute proprio le operazioni con bancomat e carta di credito. I cittadini insomma resistono, e lo fanno senza tener conto di determinate necessità anche di natura economico finanziaria.
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A determinare per quel che riguarda il nostro paese un posizionamento non esattamente di primo piano per quel che riguarda la possibilità di adottare quanto prima la moneta digitale è proprio la concezione ancora forte che si ha del denaro contante. Altro dato fondamentale riguarda ad esempio proprio la percentuale di carta moneta in circolo, in qualche modo messa da parte dalle famiglie italiane ma non solo. Si è scoperto in una recente ricerca che leader in questa pratica è addirittura la Germania.
Non sono poche insomma le dinamiche che hanno contribuito anche negli ultimi anni che hanno ini qualche modo spinto i cittadini a rifugiarsi nel denaro contante. I tassi di interesse bassi, l’inflazione, tutti fattori che di certo non vanno a creare vantaggio all’ipotesi della moneta digitale.
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I fattori che in qualche modo remano contro l’ipotesi moneta digitale non mancano e non è ancora chiaro quando e se questa possibilità possa prendere corpo. Nel frattempo i governi continuano con piccole iniziative per cosi dire di sensibilizzazione, il futuro prossimo ci dirà se potranno essere o meno utili per i progetti europei futuri.
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