Nuovo BTP Italia: il rischio default apre una ridotta finestra temporale in correlazione all’oro

E’ disponibile online la scheda del nuovo BTP Italia la cui emissione si terrà da lunedì 14 a giovedì 17 novembre 2022.

È un contesto molto particolare che preannuncia un nuovo trend short delle quotazioni dei titoli di Stato.

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Stock.Adobe

Si evince una potenziale inversione di tendenza rialzista sull’oro; le banche hanno acquistato un ammontare record del metallo prezioso. Le motivazioni sono intuibili; il rischio default apre una ridotta finestra temporale per acquistare l’oro a copertura dei sistemi finanziari di cui fanno parte. Nel terzo trimestre il saldo degli acquisti dal 2022 è arrivato a 400 mila tonnellate; è il record dal 1967 quando ancora l’emissione del dollaro si legava all’oro detenuto dalla Banca centrale Usa.

Tutto ciò può dare un’anticipazione delle prospettive che gli istituti centrali hanno del prossimo futuro. È così che in un contesto recessivo e di alta inflazione il BTP Italia con scadenza a sei anni offre un investimento con un orizzonte temporale ottimale per sfruttarne le caratteristiche.

Come preannunciato, il titolo garantisce un premio fedeltà dell’8 per mille sul capitale investito per coloro che lo acquistano all’emissione e lo detengono fino alla scadenza. Il BTP Italia 2028 sarà collocato in due fasi esclusive rispettivamente per gli investitori individuali e istituzionali.

Quando e come verrà collocato il nuovo BTP Italia 2028 di novembre

Il collocamento avverrà nella prima fase in tre giornate, da lunedì 14 a mercoledì 16 novembre, salvo chiusura anticipata. La chiusura della prima fase è prevista per le 17,30 del giorno 16 novembre 2022. La seconda fase si svolgerà invece nella sola mattinata del 17 novembre.

Per quanto riguarda la prima fase dedicata agli investitori al dettaglio, individuali o retail a seconda della definizione che si intende usare, il lotto minimo sarà pari a mille euro. Per la seconda fase invece questo sarà pari a 100.000 euro. Il tasso reale annuo minimo garantito per questa nuova emissione sarà comunicato al pubblico il giorno venerdì 11 novembre, mentre il tasso reale annuo definitivo verrà comunicato nella mattinata del 17 novembre, prima dell’apertura della Seconda Fase.

Anche per questa emissione, non verranno applicate commissioni di collocamento mentre sul rendimento del titolo si continuerà ad applicare l’usuale tassazione agevolata sui titoli di Stato pari al 12,5%.

Quattro eventi passibili di condizionare le prospettive dei BTP e dei mercati

Il titolo offre oggi una buona copertura dagli effetti dell’aumento dei prezzi al consumo, con una cedola minima fissata al 1,6%. Questa è riconosciuta a prescindere dal livello di inflazione, ed è semmai accresciuta secondo la variazione positiva di questa. Oltre questo il titolo è rimborsato in unica soluzione a scadenza al valore nominale non rivalutato.

Meccanismo di fissazione del Tasso cedolare reale annuo definitivo avverrà come di consueto sulla base delle condizioni di mercato del giorno 17 novembre 2022. Da cosa può dipendere il rendimento del BTP Italia di novembre? Nel giro di questa settimana avremo quattro eventi passibili di condizionare le prospettive dei mercati per il resto dell’anno. saranno questi probabilmente a creare le condizioni a contorno che incideranno sulla domanda dell’asta e sui rendimenti.

Dopo la riunione della FED mercoledì e la rilevazione sul mercato del lavoro Usa di venerdì, l’otto novembre sono previste le elezioni presidenziali preliminari. I rami del parlamento Usa potranno essere modificati incidendo sulle possibilità future per la rielezione di Joe Biden.

Una presidenza democratica con un congresso repubblicano non è tuttavia un elemento negativo per i mercati, tanto che in occasioni passate in cui si l’evento si è verificato l’indice S&P 500 non ne ha subito influenze negative. Il 10 novembre infine avremo la rilevazione sui prezzi al consumo Usa; forse l’evento dei giorni che precedono l’emissione che è in grado di avere il maggiore impatto sulla volatilità dei prezzi. Parecchia fibrillazione, infine, anche sul comparto delle materie prime, in vista dei tagli OPEC+ con i paesi del Cartello sempre più in contrasto con le politiche occidentali.