Ftse Mib, analisi tecnica: si continua a salire nonostante la stagionalità?

Il bimestre maggio-giugno, appena iniziato, potrebbe rappresentare un periodo difficile per i mercati azionari, stando alle indicazioni degli studi statistici. Vediamo cosa ci suggerisce, invece, l’analisi tecnica del Ftse Mib e come combinarla con la statistica.

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La settimana che si è conclusa venerdì 6 maggio è stata per il FTSE MIB la migliore degli ultimi due mesi: l’indice principale della Borsa di Milano, costituito dalle azioni delle 40 società quotate con maggior capitalizzazione di mercato, ha guadagnato l’1,95%, soprattutto grazie ai risultati trimestrali tendenzialmente positivi pubblicati in settimana (tra cui spiccano quelli di Unicredit e Stellantis) e dall’ottimismo generato dai recenti dati macroeconomici, che sembrano fornire i primi segnali di ripresa economica dell’eurozona, grazie alle riaperture post lockdown. Per trovare una performance migliore di quella registrata in questa settimana, bisogna tornare indietro alla seconda settimana di marzo, quando il listino principale di Piazza Affari aveva fatto registrare una performance del +5,00%.

La seduta di martedì 4 maggio è stata l’unica a muoversi in controtendenza rispetto alle altre, con una chiusura in ribasso dell’1,81%, che aveva fatto pensare all’inizio di una fase discendente dei mercati: infatti, una correzione del forte trend rialzista osservato nei primi quattro mesi dell’anno era (e forse lo è ancora) ritenuta molto probabile da molti operatori, anche perché gli studi statistici dimostrano che i mesi peggiori dell’anno, durante annate di rialzo come è stato finora il 2021, sono proprio maggio e giugno (il peggiore in assoluto).

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La dinamica tipica dei mercati azionari in annate rialziste: cosa ci suggerisce la statistica

Un anno può considerarsi rialzista quando la chiusura del 31 dicembre avviene ad un livello superiore rispetto al prezzo di apertura del primo gennaio precedente. Secondo la statistica, quando l’anno chiude al rialzo, i mercati tendono a seguire questa dinamica: il movimento rialzista comincia subito, già dal mese di gennaio o, anche se questo non accade, il primo quadrimestre si chiude positivamente. Nel mese di maggio, invece, i mercati azionari cominciano a ritracciare dai massimi toccati nel periodo gennaio-aprile (spesso registrati proprio nel mese di aprile), dando vita ad un movimento di correzione che si intensifica a giugno, quindi a ridosso delle vacanze estive: infatti, giugno risulta essere, frequentemente, il mese peggiore dell’anno, in termini di performance degli indici azionari. A luglio e agosto, non si notano particolari ricorrenze anche se i mercati, a volte, rimbalzano dai minimi raggiunti a giugno, mentre a settembre la tendenza è ribassista (si tratta, infatti, del terzo mese peggiore dell’anno). Infine, nell’ultimo trimestre le quotazioni ricominciano la corsa al rialzo, fino alla segnatura del massimo dell’anno, solitamente nei mesi di novembre e dicembre.

In considerazione, quindi, delle indicazioni derivanti dalla statistica e del sostenuto rialzo dei mercati azionari a partire da aprile 2020, erano plausibili delle prese di profitto da parte degli operatori, già a partire dalla prima settimana di maggio. Concentrandoci sul FTSE MIB, si può notare come l’indice, dopo il crollo di marzo 2020, determinato dalla diffusione del Covid-19, abbia chiuso lo stesso mese a quota 17.050 punti indice. La quotazione attuale è pari, invece, a 24.612 punti: ciò significa che in tredici mesi il valore di mercato delle più importanti società italiane è salito, mediamente, del 44%. Si può comprendere, dunque, come, in questa situazione, un movimento di correzione al ribasso rientrerebbe nel normale funzionamento dei mercati, essendo questi ultimi costituiti da investitori che acquistano e, se è avvenuto il desiderato rialzo (come in questo caso), realizzano i profitti maturati, vendendo i titoli acquistati e generando, di conseguenza, dei fisiologici ribassi da realizzo.

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Analisi tecnica del FTSE MIB: parte una storica inversione rialzista?

Osservando il grafico del FTSE MIB e cercando di interpretarlo secondo le teorie dell’analisi tecnica, le prospettive sembrerebbero opposte rispetto a quelle che ci vengono suggerite dagli studi statistici. In particolare, è interessante analizzare l’indice su timeframe settimanale e mensile.

Il grafico 1, impostato su timeframe mensile, mette in evidenza come la candela del mese di marzo abbia chiuso al di sopra dell’importante livello resistenza collocato non distante da area 24.000 punti di indice. Dopo la forte discesa causata dalla crisi subprime del 2007-2008, e’ possibile notare come, a partire dal lontano 2009, il mercato ha tentato in quattro diverse occasioni di chiudere la candela mensile al di sopra dei 24.000 punti, senza mai riuscirci. Si tratta, quindi, di un importante segnale di rialzo, rafforzato dal fatto che il mese di aprile ha chiuso, seppur in ribasso, comunque al di sopra di tale livello, divenuto adesso area di supporto per i prezzi. Le quotazioni attuali distano 800 punti dai massimi di febbraio 2020, superati i quali il FTSE MIB darà un’ulteriore conferma dell’uscita da questa area di trading range che resisteva da oltre 10 anni.

Abbassando l’orizzonte di osservazione al timeframe settimanale (grafico 2), è possibile riscontrare un altro segnale di forza dei compratori: l’ultima candela ha, infatti, determinato la formazione di un pattern “bullish engulfing”, ovvero una configurazione a due candele, di cui la seconda candela è rialzista e, con il proprio range (spazio compreso tra il massimo e il minimo), ingloba interamente quello della precedente candela ribassista. Ciò significa, in altri termini, che durante l’ultima settimana è stato segnato un minimo più basso rispetto a quello registrato nella settimana precedente, ma poi i compratori hanno preso il controllo del mercato, determinando sia un massimo che una chiusura settimanale superiori rispetto al massimo di quella precedente.

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Come comportarsi se si vuole fare trading in questo periodo

In conclusione, la raccomandazione è quella di mantenere un atteggiamento prudente, più del solito, durante il prossimo bimestre. Le indicazioni dell’analisi tecnica suggeriscono chiaramente una ulteriore accelerazione al rialzo dell’indice italiano e la statistica può non essere rispettata in alcuni casi, ma è bene comunque tenerne conto perché ci fornisce informazioni preziose sui movimenti di mercato nel passato, in situazioni simili a quella attuale.

Perciò, in linea di massima ed in base a quanto ci suggerisce il grafico, ha un senso effettuare acquisti e puntare sul mercato azionario italiano adesso, ma è fortemente raccomandato di non rischiare una quota elevata del proprio capitale, in quanto, storicamente, i prossimi due mesi non rappresentano il periodo migliore per acquistare azioni.

Nota: questo articolo ha finalità puramente informative e didattiche, non deve essere inteso come consiglio operativo di investimento. L’attività speculativa comporta notevoli rischi e chiunque la svolga se ne assume piena responsabilità. Pertanto, gli autori declinano ogni responsabilità circa danni derivanti da decisioni di investimento prese dal lettore.

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