La Grecia teme l’attacco di Erdogan e si rivolge a Nato, Ue e Onu, ecco cosa potrebbe accadere nel Mediterraneo orientale!

La tensione in Grecia è palpabile. Ad Atene i rappresentanti dello Stato temono un attacco e ne informano le istituzioni internazionali.

Le prime pagine dei quotidiani sono perlopiù sold out, tra la scomparsa della Regina Elisabetta, la questione energetica e il caro bollette, l’incessante conflitto in Ucraina, lo spazio a disposizione su carta sembra povero.

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Non sono in molti tra gli occidentali ad accorgersi di come nel Mediterraneo stia formandosi una pesante crisi che potrebbe scaturire nella guerra tra due affiliati della NATO.

La Grecia teme un attacco della Turchia

Le autorità greche hanno compiuto un gesto che non ha precedenti: ossia, informare l’headquarters della NATO, l’Ue e le l’Onu del pericolo di un imminente conflitto con la Turchia, alla stregua di quanto avvenuto in Ucraina.

I due Stati sono da tempo protagonisti di accese discussioni sui diritti marittimi, sullo stato giuridico delle isole greche del Mar Egeo e sulle trasgressioni dello spazio aereo.

I documenti inviati da Atene al principio di questa settimana, hanno rispolverato la ridondante oratoria bellicista di Recep Tayyip Erdoğan.

Il leader turco, in occasione di un comizio andato in scena nel weekend, ha esplicitamente intimorito la Grecia:

Potremmo cadere all’improvviso una notte […] il prezzo sarà pesante.

L’accusa di Erdogan e la reazione di Dendias

Erdogan ha imputato ad Atene la militarizzazione delle isole che fronteggiano le coste turche in non osservando così le norme di accordi storici.

Le comunicazioni formali a Ue e Onu querelano le asserzioni palesemente intimidatorie e “infiammatorie” provenienti dalla Turchia. Riferendosi ai contenuti dei documenti inviati, l’Associated Press ha messo in risalto la complessità del momento attuale, equiparando le apprensioni ai livelli di Russia-Ucraina poco prima che cominciasse l’attacco russo.

L’Esecutivo greco ha fatto appello ai partner della NATO e dell’Ue e al primo rappresentante dell’Onu: la richiesta è quella di condannare ufficialmente le parole sempre più bellicose dei burocrati turchi. Non è tutto, i greci sono convinti che le suddette tensioni bilaterali possano purtroppo trasformarsi in un secondo combattimento aperto in territorio europeo.

Non ci va certo morbido il ministro degli Esteri greco Nikos Dendias quando afferma che la condotta dello storico antagonista regionale del suo Stato, anche associato della NATO, dovrebbe essere censurata dalle tre Istituzioni. Nelle sue parole il ministro allude al conflitto in Ucraina, augurandosi di non dover tornare a vedere e vivere episodi del genere nel cuore dell’Europa: “Non facendolo in tempo o sottovalutando la gravità della questione, rischiamo di assistere nuovamente a una situazione simile a quella che si sta attualmente verificando in qualche altra parte del nostro continente“.

La Grecia teme la mobilitazione della società turca

Nel testo si segnala anche come le affermazioni di Erdogan stiano fomentando un portamento bellicista all’interno della società turca. Le parole del leader turco iniettano ostilità, avversione e disprezzo nel popolo turco, un mix da riversare proprio nei confronti dei greci, veri e propri vicini di casa.

Una ventata d’odio quotidiana, condita di avvisaglie e oratoria ostile, veicolata da Ankara e dai media turchi. Un momento complesso quello che si vive al confine tra Grecia e Turchia. Il ministro degli Esteri greco lo sa bene ed ha quindi chiarito le posizioni, indicando chi sia realmente a “la dinamite alla coesione della nostra alleanza in un periodo pericoloso”.

Ostilità dalle radici storiche, occhio al Mediterraneo orientale

È da molto tempo che tra Turchia, Grecia e Cipro si agita (e bolle) una disputa dal sapore di conflitto: l’oggetto dei desideri l’allargamento della voce in capitolo su trivellazione di petrolio e gas nel Mediterraneo orientale.

La Turchia usa come pretesto la sua occupazione di Cipro Nord per dichiarare come tutte le acque circondanti l’isola siano territorio di caccia per le sue imbarcazioni da esplorazione e da trivellazione. Nel corso degli ultimi 50 anni non sono mancati episodi potenzialmente pericolosi. Il timore di un conflitto militare non è comunque cosa nuova da quelle parti.

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L’Ue non ha mancato di far sentire il suo appoggio, specie per conto della Francia, sempre al fianco e a difesa delle istanze di Cipro. I francesi hanno addirittura portato avanti innumerevoli esercitazioni assieme a Grecia e Cipro in segno di accordo solidale.

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