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La Cina ne approfitta della guerra: ecco come Pechino scuote i mercati

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La Cina è consapevole di avere ha un’occasione in termini economici e finanziari che possono metterla al centro dell’economia globale.

La posizione cinese di apparente neutralità può rafforza l’internazionalizzazione del renminbi e consolidare il Cips. Acronimo di Cross Border Interbank Payments System è il circuito globale dei pagamenti alternativo allo Swift.

Creato da Pechino nel 2015 è oggi uno strumento collaterale che permette alla Russia di evitare una parte dell’isolamento finanziario. L’amicizia tra Mosca e Pechino può essere l’occasione per la Cina di favorire la nascita di un nuovo sistema finanziario globale.

Questo non sarà più dominato dal dollaro ma bensì dal renminbi. La prospettiva che oggi la valuta cinese possa sostituire completamente il dollaro è improbabile. Tuttavia, il ritorno degli spettri di una crisi economica e il peggioramento della guerra commerciale che coinvolge oltre gli Usa, Russia ed Europa può fare scaturire un nuovo vincitore.

Pechino che non ha mai approvato l’invasione dell’Ucraina ha mostrato allo stesso tempo contrarietà verso le sanzioni dell’occidente. Il Cips è l’alternativa allo Swift che può rendere il renmimbi la valuta più scambiata nel mondo qualora la guerra deprima in modo particolare l’economia occidentale. Questo renderebbe più facile per la Cina il dominio degli Stati Uniti nei pagamenti e nella finanza globale.

Le ambizioni finanziarie della Cina: la nascita di un nuovo sistema finanziario globale

Il Cips ha circa 1.200 istituti membri in 100 paesi e dunque ha ancora un peso relativamente marginale nei pagamenti internazionali. Lo Swift invece ha circa 11.000 membri. Il sistema di compensazione transfrontaliero della Russia, il Mir, è ancora meno sviluppato, con circa 330 istituzioni in un numero molto inferiore di mercati.

Dopo l’inizio della guerra in Ucraina il rublo è crollato del 30% mentre lo yuan, che è l’unità base del renminbi, è rimasto sostanzialmente stabile, rimanendo vicino ai massimi degli ultimi quattro anni. Siamo in un momento della Storia economica in cui il mercato percepisce il renmimbi come una valuta che può mettere al riparo dalle turbolenze geopolitiche. Se la guerra rischia di innescare la stagflazione la stabilità dell’economia cinese favorisce sempre più la sua adozione.

Le sanzioni contro la Russia potrebbero incentivare paesi come l’Iran, la Corea del Nord e il Venezuela a diversificare la loro finanza sostituendo una parte dei dollari con il renmimbi e utilizzando il Cips.

Le ambizioni finanziarie cinesi si intrecciano con il rallentamento delle economie occidentali

Nel frattempo, Biden ha dichiarato “Non parteciperemo al finanziamento della guerra di Putin”, descrivendo le importazioni di energia da parte di Paesi esteri come “l’arteria principale dell’economia russa”. Oltre a questo Biden cerca di convincere gli alleati Usa nel mondo a tagliare l’acquisto di gas e petrolio russo, aderendo al boicottaggio. Il capo della Casa Bianca ha anche riferito che gli USA stanno lavorando a stretto contatto con l’Europa per sviluppare una strategia a lungo termine per ridurre la loro dipendenza dall’energia russa.

Il 7 marzo, il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ha affermato che queste erano “essenziali” per la vita quotidiana in Europa. La posizione dell’Unione Europea è tuttavia di grande prudenza. Il cancelliere tedesco e la ministra degli Esteri del Governo hanno entrambi confermato l’essenzialità di questo commercio per la vita europea. “Il settore dei trasporti si fermerebbe se la Germania seguisse l’esempio degli Stati Uniti e vietasse le importazioni di petrolio russo”. Nel frattempo la Commissione europea ha pubblicato piani per ridurre di due terzi la dipendenza dell’UE dal gas russo, mentre il Regno Unito poco prima dell’annuncio di Biden, ha dichiarato che avrebbe eliminato le importazioni di petrolio dalla Russia entro la fine dell’anno.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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