L’inflazione è occulta e ha un peso enorme, 2.500 euro l’anno dal conto corrente di ogni italiano, 7 euro al giorno

L’inflazione rende tutti nervosi, la frustrazione si sconta anche tra i professionisti dei mercati finanziari.

Ieri le tre principali borse USA: Dow Jones, S&P e Nasdaq, in attesa di un corposo rialzo di mezzo punto dei tassi, hanno avuto un improvviso rally con incrementi rispettivamente del 2,82%, 2,97% e 3,19%.

L'inflazione è occulta e ha un peso enorme, 2.500 euro l'anno dal conto

Persino Warren Buffett ha commentato di recente fiammata dell’inflazione. Nei mesi scorsi il finanziere Usa aveva affermato che l’inflazione “truffa” gli investitori azionari. Ieri invece ha dovuto ammettere che l’inflazione “truffa anche l’investitore obbligazionario e non solo, anche chi tiene i soldi sotto il materasso. Insomma, imbroglia quasi tutti”.

È quello che è successo ieri a Wall Street, è lo specchio di questa consapevolezza. I risultati dei listini hanno fatto registrare la miglior seduta da due anni. L’esito che l’aumento dei tassi di interesse sulle borse è paradossale, considerando che una politica monetaria restrittiva è solitamente precursore di un rallentamento generale dell’economia.

Il capo della Fed, Jerome Powell ha escluso un aumento dello 0,75% del costo del denaro nei prossimi due meeting di giugno e luglio confermando per quelle date un possibile rialzo dello 0,5%. Gli investitori hanno apprezzato l’assenza di sorprese e dopo i timori di una politica monetaria troppo aggressiva, hanno ritrovato un po’ di forza per reagire. Positivo sui listini anche il settore energetico, spinto dal prezzo del petrolio; Wti e Brent hanno chiuso in rialzo di oltre il 5% a New York. Sulla scia dell’avvicinarsi del possibile embargo europeo al petrolio russo i due titoli rimangono rispettivamente sopra 108 dollari e oltre 110 dollari al barile.

L’inflazione è occulta e ha un peso enorme, ecco un esempio degli effetti sulle tasche dei cittadini

L’inflazione insomma sembra avere incontrato terreno fertile almeno in Europa anche per i mesi a venire. Le motivazioni dell’aumento del costo della vita sono dovute a contingenze di domanda e carenze nella catena di approvvigionamento. Bastano pochi numeri per raccontare il fenomeno:

I tempi d’attesa delle navi nei porti di massimo smistamento al mondo passati da un giorno medio a circa 25 giorni e l’aumento dei costi di noleggio dei container saliti dai mille ai 29.000 dollari. Tutto questo si è associata una richiesta straordinaria di energia che ha fatto impennare vertiginosamente il prezzo di gas e petrolio. La guerra da canto suo ha inciso sulle materie prime, sia energetiche che alimentari, facendo pesare in modo molto più diretto l’effetto sui consumatori.

L’ISTAT ha rilevato nel primo trimestre un aumento degli stipendi dello 0,8% un’inflazione al 6,4% ad aprile. Questo significa che le retribuzioni di operai e impiegati stanno deprezzandosi al ritmo del 6% all’anno. Lo stesso avviene sulla liquidità compresi i conti correnti. Il livello attuale di inflazione annua considerando il dato del 6,7% equivale a una perdita dello 0,56% al mese.

Solamente tra stipendi e conti correnti, staremmo perdendo qualcosa come 2.500 euro a testa, 6,8 euro al giorno e circa 208 euro al mese. Perderemo così l’equivalente di una quota di affitto o della rata di un finanziamento.

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