Investire nel BTP a 30 anni: attenzione al deprezzamento con un rendimento al 3%

Investire in BTP a 30 anni con scadenza settembre 2052 è conveniente. Anche se, rispetto alle emissioni di gennaio si è assistito ad un deprezzamento.

Gli effetti dell’inflazione colpiscono tutti i settori, ma per fortuna la massa dei bond con rendimenti negativi è quasi scomparsa dall’Eurozona. Ad oggi si registra un meno 400 miliardi di dollari rispetto ai 2.700 miliardi di inizio anno.

Investire nel BTP a 30 anni: attenzione al deprezzamento con un rendimento al 3%

Quello che fino a qualche anno fa era considerato un investimento che permetteva di ricevere il rendimento nominale inferiore allo zero, oggi si sta trasformando in un investimento con tassi sempre più alti.

Sul mercato italiano spiccano i BTP a 30 anni che sono stati emessi nei primi giorni del 2022, con la scadenza prevista per il 1° settembre 2052. Attualmente questi strumenti di investimento hanno una cedola pari al 2,15%.

Si tratta di un investimento particolarmente conveniente per chi desidera tenere impegnato il proprio capitale per molti anni.

Investire nel BTP a 30 anni

Il nuovo BTP a 30 anni, collocato in scadenza il 1° settembre 2052, è stato emesso il 5 gennaio 2022. Il tasso annuo è pari al 2,15% viene pagato in due cedole semestrali.

L’importo è emesso a gennaio 2022 è stato pari a 7 miliardi di euro. In sostanza, il titolo è stato collocato ad un valore pari a 99,987. Di conseguenza il suo rendimento lordo annuo all’immissione è pari a 2,162%.

Di conseguenza, chi ha effettuato quest’investimento potrebbe potenzialmente ottenere, al termine dello stesso, ovvero nel 2052, un rendimento pari al 31%.

Il prezzo del Bond è diventato interessante

Secondo i dati raccolti a marzo 2022 il tasso d’inflazione in Italia è pari a 6,5%. Questo valore è fondamentale per chi investe in bond perché il rendimento netto reale attuale è dato dalla differenza tra tasso di inflazione e rendimento dei titoli. In questo caso si tratta di un valore negativo, ovvero pari a -3,6%.

Allora, perché è ancora conveniente investire in BTP? Gli investitori che scelgono questo strumento finanziario lo fanno guardando ad un orizzonte temporale lungo durante il quale si possono verificare diverse situazioni. Tra queste la speranza di tutti è che il tasso di inflazione torni al target BCE del 2%.

Se questa previsione dovesse concretizzarsi, per gli investitori sarebbe possibile proteggere il potere d’acquisto del capitale impegnato.

Nel caso di un ritiro prima della scadenza, prevista il 1° settembre 2052, potrebbe potenzialmente andare incontro ad un rendimento minimo che oscilla tra 1,4% e 6,65%.

Nuova asta di titoli BTP

Per chi è interessato a questa forma di investimento la data da segnare in rosso sul calendario è quella del 26 aprile 2022, quando sarà prevista una nuova asta.

La comunicazione è avvenuta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha pubblicato il calendario per i nuovi titoli BTP di breve periodo. La comunicazione e il calendario sono pubblicati sul sito ufficiale del MEF.

In questo caso si tratta di strumenti finanziari emessi il 28 gennaio 2022, che avranno scadenza il 29 novembre 2023. Si parte dall’importo di offerta minima di €2.250 per arrivare a un massimo di €2.750.

Un’altra importante forma di investimento è rappresentata dai titoli BTP a 5 anni, in tal caso si tratta di titoli emessi il 29 giugno 2020 che scadranno il 15 maggio 2026.

La cedola annuale è pari allo 0,65% e l’importo minimo offerto parte da €750 per arrivare ad un valore massimo di €1.000.

Per partecipare alle suddette aste è necessario essere specialisti o aspiranti specialisti in titoli di stato. Ciascun operatore potrà formulare fino a 5 offerte, sempre con prezzo diverso.

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