Permessi legge 104: gli effetti in busta paga che non tutti conoscono

Permessi 104 e congedo straordinario e gli effetti sulla busta paga da considerare: non sulla pensione, ma su quali elementi? I dettagli

Quando si parla di permessi 104 e congedo straordinario si fa riferimento a due strumenti noti e utili a disposizione dei lavoratori, tuttavia non tutti sanno degli effetti che hanno sulla busta paga, anche se non in termini di retribuzione, non rispetto alla pensione: di cosa si tratta? I dettagli al riguardo di seguito.

Permessi 104 e busta paga: gli effetti in busta paga che non tutti sanno
fonte foto:adobestock

Tanti gli elementi di interesse ed attenzione quando si parla di lavoro, e tra questi di certo vi sono due strumenti, che sono a disposizione proprio dei lavoratori, circa l’assentarsi senza perdere la retribuzione ai fini dell’assistenza di un familiare disabile, come un figlio, un genitore ecc.

Come viene spiegato da Investireoggi.it, c’è però un aspetto che non tutti conoscono e che talvolta potrebbe essere sottovalutato, ovvero l’effetto che ne deriva sulla busta paga dello stesso, anche se, lo si sottolinea ancora una volta, non riguardo la retribuzione.

Permessi 104 e congedo straordinario: cosa sono, come funzionano e alcuni dettagli

C’è dunque grande attenzione per quanto riguarda i permessi 104, uno strumento che può essere impiegato dai lavoratori dipendenti che hanno la necessità di prestare assistenza ad un familiare disabile, e i quali spettano per un massimo di tre giorni al mese, e che possono essere goduti anche in ore.

A tal riguardo, di certo può essere utile approfondire in materia di, legge 104 e permessi la differenza tra convivenza civile e coppie di fatto, oppure ancora, ad esempio, all’estensione da parte di INPS e chi può usufruirne, le novità al riguardo.

Nel dettagli, come spiega Investireoggi.it, circa chi può chiedere il beneficio, oltre al disabile per se stesso, ad usufruirne possono essere: i genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità; coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto, parenti o affini entro il 3°grado di familiari disabilità in situazione di gravità.

Si può estendere i diritti circa tali permessi a parenti e affini di 3°grado solo se i genitori o il coniuge o la parte dell’Unione civile o il convinte di fatto del soggetto con disabilità grave abbiano compiuto sessantacinque anni, oppure quale anche loro abbiano patologie invalidanti oppure siano morti o mancati.

L’INPS recentemente ha esteso la possibilità dei permessi anche all’unito civilmente, secondo Circolare n.36 del 7 marzo 2022, oltre che nel caso in qui questi presti assistenza all’altra parte dell’unione, anche qualora presti assistenza ad un parente dell’unito. Nel rispetto del grado di affinità.

Rispetto al congedo straordinario legge 104, questo riguarda un periodi di assenza dal lavoro che può essere chiesto dai lavoratori dipendenti che devono prestare assistenza ad un familiare con disabilità grave; si può chiedere sino ad un massimo di anni di congedo straordinario durante la propria vita lavorativa. Un limite che va inteso come complessivo tra tutti coloro che ne hanno diritto per ciascun disabile grave, si legge.

Dunque, chi avesse più di 1 familiare disabile, potrebbe usufruire del congedo per ognuno, ma non avrà comunque modo di superare i 2 anni. Non vi è previsto il “raddoppio”. I 2 anni, inoltre, possono anche essere consecutivi.

Permessi 104 e congedo straordinario: occhio agli effetti su pensione, tredicesima, ferie, TFR

Ritornando al tema iniziale, come spiegato da Investireoggi.it nel proprio approfondimento, il periodo in cui si usufruire dei permessi 104 e del congedo straordinario, è retribuito e coperto da contribuzione figurati valida per il diritto e per la misura della pensione.

Si legge però che se ai fini pensionistici non vi sono effetti e conseguenze, occorre tener presente un aspetto, ovvero che i periodi di congedo non sono computati in merito alla maturazione di ferie, tredicesima e TFR.

Dunque, ad esempio, nei 2 anni di fruizione del congedo straordinario, il soggetto lavoratore non non troverà nella propria busta pagare il rateo della tredicesima e quello della quota legata al TFR.

Questi alcuni dettagli. Ad ogni modo è bene che ciascuno approfondisca il tema e si informi sui vari elementi, così da chiarire ogni eventuale dubbio, anche mediante un confronto con esperti del campo e professionisti del settore.

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