Italia senza BCE vive l’ansia da spread BTP-Bund che supera quota 200: il pericolo è già realtà

Lo spread in area 190 punti base ormai è un dato di fatto. La soglia psicologica dei 200 punti può essere critica per il sentiment sull’Italia, tutto ciò considerando il nome di Draghi come garanzia sui conti pubblici.

Nonostante questo, infatti il mercato obbligazionario non accenna a smorzare una crescita che soprattutto dall’inizio del conflitto in Ucraina ha reso sempre più alti gli interessi.

Italia senza BCE vive l'ansia da spread BTP-Bund

Le congiunture economiche in questa fase offrono occasioni ghiotte per investire sull’obbligazionario superando il periodo storico dei tassi negativi. Il Bund a 10 anni è salito ieri all’1% per la prima volta dal 2015. L’analogo titolo decennale USa al 3% offre 200 punti base in più, inseguito a breve distanza dal BTp della medesima durata.

Al momento la BCE si limita ad attendere il momento adeguato per un rialzo dei tassi di interesse. Realisticamente le politiche monetarie restrittive devono prendere in considerazione l’esito della guerra commerciale con la Russia. Nel frattempo gli effetti dell’inflazione si scontano già sui conti pubblici italiani i suoi risparmiatori.

Lo stato italiano ha incassato 4,5 miliardi di euro in più di IVA grazie all’inflazione. Il dato rivela come la crescita record dei prezzi al consumo possa nel breve periodo portare qualche sollievo sul fronte del debito pubblico. Un’inflazione al 6,7% annuo porta alle casse dello Stato una riduzione del debito reale pari a 177 miliardi di euro all’anno. Tutto pagato con l’aumento dei costi di beni e servizi, compresi quelli essenziali.

Italia senza BCE vive l’ansia da spread BTP-Bund

A fronte di un aumento degli stipendi dello 0,8% nel primo trimestre L’ISTAT ha rilevato ad aprile un’inflazione al 6,4%. Questo significa che a valori invariati le retribuzioni di operai e impiegati stanno deprezzandosi al ritmo del 6% all’anno.

La situazione del Paese sembra comunque compromessa sul lungo periodo a meno del ritorno di misure sovranazionali straordinarie. Nel caso dell’Italia, la BCE acquistato 12,5 miliardi di euro di BTP al mese, arginando così la crisi che emergeva nella primavera e nei primi mesi del 2020 a causa della pandemia. Questo finanziamento al debito pubblico, è terminato da pochi giorni ma già da tempo non è più riuscito a trattenere la volatilità dei rendimenti dei BTP. Da aprile l’Italia è esposta direttamente alle esigenze di garanzie degli investitori privati che definiranno nuovi interessi in relazione a quella che sarà ancora la credibilità e l’affidabilità creditizia.

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