Johnson&Johnson: ecco perché potrebbe perdere la gara sui vaccini

In Italia come in altri paesi europei le somministrazioni del vaccino AstraZeneca e Johnson&Johnson saranno presto interrotte. Le motivazioni sono da ricercarsi non tanto nella indisponibilità del siero quanto al fatto che queste non vengono utilizzate rischiando di scadere.

Covid vaccini

Il governo sembra avere deciso per il momento di non ordinare più i vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson, utilizzati in quantità maggiore nella prima fase della campagna vaccinale, in quanto applicabili con sicurezza solamente sugli over 60, per questo motivo la domanda sembra essere in calo a livello globale. Mercoledì l’azienda farmaceutica USA ha fornito una proiezione dei ricavi per l’anno 2021 derivanti dalle vendite del vaccino che raggiungeranno almeno i 2,5 miliardi di dollari, con una produzione che dovrebbe tuttavia calare a causa delle modifiche sulla prescrizione in base alla fascia di età, dovute agli effetti collaterali del vaccino nonché ultimamente da problemi logistici.

La Food and Drug Administration USA ha infatti trovato, dopo un ispezione avvenuta ad aprile, una lunga serie di problemi nello stabilimento di produzione di Baltimora, rilevando delle falle sanitarie legate allo stato della produzione e dei prodotti, nei quali al di là dei sieri vaccinali, sono stati rinvenute tracce di sostanze cancerogene.

Il margine di profitto per J&J si riduce e si lega a variabili cicliche

Dall’inizio della pandemia, i morti in Italia tra i 10 e i 29 anni sono stati 85, vale a dire lo 0,1% del totale dei contagiati. A partire dal 6 agosto sarà obbligatorio il green pass per certificare l’immunità temporanea dal covid-19, al fine di poter accedere ai tavoli di bar e ristoranti, ma anche teatri, cinema, concerti e musei e naturalmente le attività sportive al chiuso. Nonostante il vaccino dovrebbe garantire l’immunità dalla malattia, il green pass sarà valido soltanto nove mesi, è possibile che questo venga scontato a livello ciclico sulla produzione e l’acquisto di nuove dosi, soprattutto per i vaccini più adatti alla popolazione anziana più diffusa e propensa alla vaccinazione rispetto agli under 30.

Johnson&Johnson si aspetta di produrre tra i 500 e i 600 milioni di dosi per il 2021 un’aspettativa in calo di quasi il 50% rispetto al miliardo di dosi preventivate durante la sua produzione. Con la diminuzione dei vaccini prodotti e venduti in proporzione rispetto alla domanda attuale, il prezzo per ogni dose aumenterà secondo le stime dell’azienda di almeno il 65%, passando dai cinque agli otto dollari di fine anno. Con alcuni paesi che stanno già scontando i rincari di prezzo che raddoppiano per il Sudafrica, dove il vaccino J&J è arrivato ai 10 dollari ogni dose.

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L’enorme divario nei rendimenti delle case farmaceutiche

Il divario nei rendimenti della corsa tra le case farmaceutiche e biotecnologiche impegnate nella produzione e nella vendita del vaccino sembra aumentare, con Pfizer e Moderna hanno previsto rispettivamente 26 e 19,2 miliardi di dollari di profitto derivanti dalla vendita dei loro vaccini per l’anno in corso. Nonostante questo gli analisti hanno affermato che una minore domanda del vaccino di J&J non dovrebbe influire sulla sua performance finanziaria, in quanto questo settore rappresenta solo una piccola parte del complesso delle sue attività economiche.

Dal punto di vista tecnico le quotazioni di Johnson&Johnson rappresentano un ottima occasione da sfruttare sia in ottica rialzista che al contrario ribassista. Il nuovo trend long iniziato a partire da dicembre 2020, quando il prezzo ha superato i 151 dollari fino ai 170 attuali ha realizzato un incremento del valore del 15%. I prezzi infatti a partire dal 26 gennaio 2021 hanno raggiunto i massimi a 173,65 e hanno da allora scambiato in range proprio tra questi due livelli, confermati dai minimi del 4 marzo a 151,47 dollari.

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Johnson&Johnson: l’andamento delle quotazioni

Attualmente le quotazioni si trovano vicine alla resistenza posta tra i 166 e i 168 dollari, costituendo quello che potrebbe essere il triplo massimo in grado di decretare la fine della tendenza long, che in ottica ribassista potrebbe rivelare un occasione di ingresso al superamento del minimo sotto i 164 dollari. Diversamente nuovi rialzi di prezzo potrebbero riuscire a superare la resistenza fino a prezzi intorno almeno ai 174 dollari.

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Le varie società impegnate nella produzione dei vaccini potrebbero rivelare nuove opportunità di guadagno laddove verranno stabiliti con sicurezza scientifica, la durata e la corrispondente immunità registrata contro il covid-19 e le sue nuove varianti, che potrebbero costituire la nuova incognita economica in grado di garantire il successo di un siero in base alla sua molteplice efficacia nel corso del tempo. Proprio l’immunità garantita dal vaccino J&J sembra poter durare per almeno otto mesi ed essere per ora efficace contro le varianti prevalenti di coronavirus. Un altro vantaggio di questo tipo di soluzione è la sua capacità di avere efficacia completa a partire da una singola dose, diminuendo i costi di produzione e di stoccaggio al netto delle tecnologie utilizzate per realizzarlo.