Milano, Metropolitana: biglietti usati riveduti a metà prezzo? I dettagli

Il caso a Milano dei biglietti usati della metropolitana rivenduti a metà prezzo fa discutere, un fenomeno che desta attenzione: i dettagli in merito

Fa discutere e desta attenzione, secondo quanto emerge, starebbe accadendo in quel di Milano, e nel dettaglio circa i biglietti della metropolitana venduti, usati, a metà prezzo ed ancora validi: ecco di cosa si tratta e il caso in questione con particolari.

metro tornelli
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Quando si sente parlare dei ‘bagarini’, generalmente si fa riferimento ad eventi legati ad esempio agli stadi, oppure ad i concerti, in relazione a biglietti ricercati da chi vuole prendervi parte e rivenduti ad un prezzo alto.

Tuttavia, in questo caso la storia sembrerebbe diversa, come si legge nell’approfondimento di Quifinanza.it, e come riportato da diverse testate giornalistiche e come documentato da Il corriere della Sera, e si lega alla città di Milano e al fenomeno della vendita di biglietti della metropolitana usati e ancora validi, rivenduti a metà del prezzo.

Qualcosa che accadrebbe dal momento che il biglietto è diventato ri-utilizzabile e consente più volte l’ingresso nella metro. E dunque consentirebbe il fenomeno in questione, sotto gli occhi degli addetti.

Si tratterebbe di un fenomeno dalla sempre maggior espansione per quel che concerne la città in ottica Metro, e nel dettaglio, si legge su Quifinanza.it, sin dalla fermata di Lampugnano e sino al Duomo. Vi sarebbero infatti dei rivenditori i quali fermerebbero i passeggeri e proporrebbero a quest’ultimi la possibilità di acquisire ad 1€ (e non 2) un biglietto usato ma ancora valido.

La possibilità del molteplice passaggio dai tornelli col medesimo ticket, nel lasso di tempo della durata di un viaggio di novanta min., è arrivata sin da quando il costo degli stessi, circa Atm a Milano e dintorni, è passato da uno e cinquanta € a due €.

Non vi sono limitazioni neanche per quanto attiene giornalieri e con la scadenza in seguito alle ventiquattro ore, così come quelli validi per tre giorni, pur se, al riguardo, questi sono dalla minor diffusione dal momento che il costo è da sette ai dodici €.

Al di là della questione tariffa, ciascun biglietto sarebbe però – si legge – personale e non cedibile, e dunque ciò andrebbe a rendere il fenomeno che emergerebbe legato alla rivendita degli stessi, usati, vietata.

Metropolitana Milano, biglietti usati e rivendita a metà prezzo: la questione aumento

Tiene dunque banco e desta attenzione il fenomeno legato alla città di Milano e ai biglietti della metropolitana, come detto riportato da varie testate giornalistiche, il quale si sarebbe diffuso pur con l’impegno delle forze dell’ordine e degli operatori del Polmetro. Tale fenomeno infatti sarebbe in espansione sin dal 2019.

Come si legge su Quifinanza.it, già all’epoca “Striscia la notizia” si era occupata del caso, ma il caso può rischiare di crescere ulteriormente in vista di una ipotesi che potrebbe portare ad altri aumenti del costo del servizio. 

A tal proposito, non tutti sanno degli aumenti in cinque Regione italiane circa i prezzi del trasporto pubblico, ecco perché e di cosa si tratta.

Tornando invece al caso in questione, si legge che Sala, sindaco della città, sarebbe intenzionato a scongiurare tali aumenti dei ticket della metropolitana, il cui prezzo rischierebbe di salire di venti o trenta cent. Tuttavia la suddetta ipotesi, e dunque un costo adeguato all’inflazione, non può esser esclusa a priori.

Di recente, nell’ambito della cerimonia fatta per ricordare il gen.Dalla Chiesa, il sindaco ha spiegato che pur intenzionato a non procedere con i rincari in merito al trasporto pubblico, i costi più alti Atm li ha, e dunque o si fanno “pagare di più i biglietti”, oppure, ha continuato, “in qualche modo la collettività li deve pagare”.

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Il sindaco si è soffermato su di un aspetto, ovvero sia circa l’evidenza che, mediante tale legge, vi è l’autorizzazione circa le società operanti sul trasporto pubblico, all’adeguamento delle tariffe oppure alla richiesta ai concessionario degli effetti dell’inflazione. Aggiungendo però che vi è sempre spazio circa le efficienze ed è ciò su cui si lavora, schiarando che la scelta finale non è stata ancora presa, non si è ancora deciso il da farsi.

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