Monete rare, cercatele in casa: da semplice moneta a tesoro in banca è un attimo

Alcune monete segnano letteralmente la storia, l’esempio specifico può essere dato dall’esemplare in questione. Occhio ai dettagli.

Monete lire
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Monete che hanno fatto la storia della numismatica e del proprio paese. Monete che ancora oggi risultano essere quotidianamente, è il caso di dirlo, rincorse da appassionati e collezionisti di mezzo mondo, pronti  mettere le mani sugli esemplari più preziosi ancora in circolazione, almeno sul mercato collezionistico. Ci troviamo di fonte a veri e propri pezzi di storia italiana. Monete che hanno segnato un’epoca, che attraverso la propria immagine hanno scandito i tempi che man mano si alternavano. Monete che attraverso la propria esperienza, hanno fatto in modo che migliaia di appassionati si avvicinassero alle dinamiche per le quali oggi, letteralmente vivono.

La moneta della vecchia lira in questione è quella con il taglio da 100, una moneta più che popolare insomma, che però a modo suo ha goduto di una serie di vantaggi considerando il ritiro dalla circolazione datato 2002, quasi venti anni fa insomma. Moneta ultrapopolare, certo, ma che in alcune sue versioni ha saputo donare ai collezionisti o ai semplici appassionati alcune caratteristiche abbastanza rare. Fattori che hanno fatto in modo che quelle stesse monete andassero ad acquisire un valore via via sempre più prestigioso ed assolutamente fuori da ogni previsione.

Monete rare, cercatele in casa: la 100 lire Minerva, perla assoluta tra le varie versioni

100 lire minerva 1954

Ciò che è successo a cavallo degli anni 2001 e 2002 ha rappresentato per certi versi qualcosa di ampiamente atteso. Gli italiani hanno praticamente iniziato a mettere da parte monete e banconote della vecchia lira sperando che le stesse potessero negli anni acquisire maggiore valore. Di conseguenza milioni di banconote e monete sono state conservate chissà come e chissà come. Tra queste, sicuramente, qualche esemplare di valore ci sarà. Valore per l’appunto dato dall’anno di conio, particolari caratteristiche o anche lo stato di mantenimento della stessa moneta nel tempo. Coniata tra il  1955 ed il 1989, nella forma che noi tutti conosciamo  e nei primi anni novanta nella forma considerata mini, mai realmente piaciuta agli italiani, questa moneta è forse una delle più amate dagli stessi cittadini.

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Acmonital, diametro è di 27,8 millimetri, il peso è di 8 grammi con contorno rigato di 2 millimetri. Su una delle due facciata per l’appunto la dea Minerva che impugna una lancia. Per definire al meglio il valore eventuale di una versione rispetto all’altra, è bene considerare quelli che sono dei parametri ufficialmente riconosciuti. La classificazione della moneta in base alle sue condizioni di mantenimento. Avremo quindi le sigle che andranno a definire, per l’appunto lo stato della moneta stessa: B = Bella – moneta liscia e poco leggibile con rilievi che conservano solo 2 o 3/10 di metallo. MB = Molto Bella – moneta molto usurata e solo alcune parti leggibili con rilievi che conservano 4 o 5/10 di metallo. BB = Bellissima – moneta leggibile e intera, può presentare qualche colpo, con rilievi che conservano presentano 6, 7/10 di metallo. SPL = Splendida – moneta con leggeri segni di circolazione e con rilievi nitidi e che conservano da 8 a 9/10 di metallo.
FDC = Fior di Conio – moneta che non porta segni di circolazione, non presenta usura e i rilievi conservano 10/10 di metallo.

Esemplare assolutamente unico nel suo genere è senza dubbio la versione datata 1954 della 100 lire in versione di prova. In ottime condizioni di conservazione, oggi quella moneta potrebbe valere la bellezza di 3000 euro. Una delle più rare e preziose insomma. Tra gli esempi di versioni simili, dall’altrettanto elevato valore possiamo trovare ad esempio le seguenti monete con relativo anno di conio e valutazione:

  • 1955 – 900 euro in FDC, 150 in SPL, 5 in BB.
  • 1956 – 250 euro in FDC, 45 in SPL, 60 in BB.
  • 1957 – 300 euro in FDC, 45 in SPL, 30 in BB.
  • 1958 – 550 euro in FDC, 50 in SPL.
  • 1959 – 600 euro in FDC, 50 in SPL.
  • 1960 – 550 euro in FDC, 50 in SPL.
  • 1961 – 550 euro in FDC, 50 in SPL.
  • 1962 – 230 euro in FDC, 30 in SPL.
  • 1963 – 95 euro in FDC, 20 in SPL.
  • 1964 – 60 euro in FDC, 10 in SPL.
  • 1965 – 70 euro in FDC, 10 in SP.
  • 1966 – 45 euro in FDC.
  • 1967 – 40 euro in FDC.

Altre annate delle stesse monete possono valere oggi pochi euro per pezzo. Una moneta che ha fatto storia insomma. Una moneta che ancora oggi illumina gli occhi dei collezionisti, che in alcuni specifici casi farebbero davvero di tutto per portarsela a casa.

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