Gli NFT potrebbero rivoluzionare radicalmente la nostra vita

I Non Fungible Tokens sono strumenti basati sulla stessa tecnologia delle criptovalute, in caso di diffusione del loro utilizzo, cambierebbero totalmente il modo in cui siamo abituati ad effettuare operazioni di scambio di beni fisici.

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Adobe stock

Gli NFT, acronimo di Non Fungible Tokens, sono strumenti basati su sistemi di crittografia (come le criptovalute) che recentemente stanno diventando molto famosi in rete. Il CEO di Twitter Jack Dorsey, ad esempio, ha messo all’asta il suo primo tweet,quello in cui annunciava al mondo che stava configurando il suo profilo, il 21 marzo 2006, sotto forma di NFT:

L’origine degli NFT risale ai “cryptokitties” o “criptogatti”, un fenomeno ideato dalla compagnia Axiom Zen nel 2017. Si tratta di gatti digitali, la cui identità è garantita da un codice registrato in modo indelebile sulla blockchain del sistema Ethereum. A ogni “gatto crittografico” viene  associato un valore numerico, che ne definisce la rarità: più basso è il numero, più prestigioso e prezioso sarà questo gatto virtuale. Possono anche replicarsi: ogni 15 minuti, infatti, il sistema crea un nuovo criptogatto a partire dai criptogatti già esistenti, come se si accoppiassero.
In altre parole, un vero e proprio gioco che ha causato un boom nella popolarità della rete Ethereum circa 4 anni fa. L’obiettivo di Axiom Zen era proprio quello di rendere la tecnologia blockchain più attrattiva e accessibile anche alle persone con scarse conoscenze di tecnologia.

È stato proprio questo particolare fenomeno a dare origine alla realtà dei Non Fungible Tokens, i quali possono essere consistere in immagini, GIF, video, file mp3, altri contenuti multimediali e potenzialmente anche quadri, automobili, case ed edifici vari.

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Definizione di NFT e differenza con le criptovalute

Un NFT può essere definito come un asset crittografico, ovvero un bene digitale di proprietà, monetizzabile e utilizzabile anche per pagamenti. Quindi, può essere comprato in cambio di un ammontare specifico di valuta come qualsiasi altro bene ma, al contrario di una criptovaluta, non può essere in alcun modo replicato (quindi beni “non fungibili”, cioè non intercambiabili). Infatti, mentre una unità di Bitcoin può essere scambiata con un’altra e all’utente non cambierebbe nulla (quindi le criptovalute sono beni intercambiabili), un NFT è unico ed è come se fosse un oggetto da collezione e un titolo di proprietà allo stesso tempo, perciò può essere acquistato, archiviato, scambiato e venduto ma ogni NFT ha un proprio valore indipendente che può cambiare rispetto a quello di un altro NFT.

Per il resto, Bitcoin e NFT condividono molte altre proprietà tipiche del mondo criptovalute: anche gli NFT, infatti, si basano su una blockchain (ovvero una struttura dati condivisa e non modificabile) e contengono delle informazioni, sempre digitali, che ne assicurano autenticità e proprietà da parte di un individuo, vengono conservati in un portafoglio digitale e restano esclusivamente digitali.

A cosa servono gli NFT e quali sono i vantaggi

Un NFT può essere utilizzato per associare una proprietà reale in maniera univoca ad un asset crittografico, ovvero ad una rappresentazione digitale unica nel suo genere, facendo sì che, alla vendita del token rappresentativo dell’asset digitale, il bene reale diventi di proprietà dell’acquirente.

Un NFT può consentire di suddividere in più parti asset fisici, creando dunque nuove forme di investimento e facilitando, ad esempio la ripartizione di un bene immobiliare digitale tra più proprietari: così facendo, più musei potrebbero spartirsi la proprietà di un quadro tramite NFT , assumendo ciascuno la responsabilità soltanto della parte di propria competenza. Oppure, un hotel potrebbe essere suddiviso in più NFT in modo che ciascuno di essi rappresenti univocamente le caratteristiche della corrisponde parte fisica dell’edificio: di conseguenza, se una parte dell’hotel si affaccia sul lungomare, mentre un’altra sul centro città, alla prima potrà essere attribuito un valore superiore rispetto alla seconda e tale valore verrebbe rappresentato nel token univoco. La vendita dei token relativi alle due parti dell’edificio potrebbe avvenire in modo indipendente e quindi anche a dei prezzi differenti, in grado riflettere il valore della parte fisica che rappresentano.

L’utilità di questo sistema è anche quella di rimuovere dalle transazioni intermediari di ogni tipo, permettendo a chi lo desidera di comprare o vendere una risorsa fisica tramite la sua rappresentazione digitale, in maniera completamente sicura. Si ottiene, così facendo, anche un aumento dell’efficienza, poiché convertendo un asset fisico in digitale e rimuovendo gli intermediari dalla transazione vengono ridotti i tempi dell’operazione ed aumentata la velocità nello scambio di denaro.

Questa tecnologia consente anche di ridurre la probabilità di frode: ad esempio, se un immobile viene associato a un NFT, la cronologia dei dettagli relativi alle transizioni precedenti, normalmente memorizzati in pile di carta o database, vengono attribuiti all’asset crittografico impedendo la sua duplicazione e, dunque, eventuali tentativi di intromissione nella transazione da parte dei malintenzionati.

Quali sono le prospettive future degli NFT?

Nonostante i Non Fungible Tokens siano molto promettenti, per tutti i motivi visti in precedenza, al momento l’estrazione (mining) necessaria per rendere possibile questo meccanismo consuma quantità di elettricità molto elevate, pari a circa 26,5 terawattora all’anno, quasi il consumo annuale di energia elettrica dell’intera Irlanda.

Un primo passo fondamentale, dunque, sarebbe quello di fare in modo che l’energia utilizzata per il mining (sia di NFT che di criptovalute) provenga da fonti rinnovabili, di conseguenza servirebbero maggiori investimenti in tutto il mondo. Ma, per fare ciò, potrebbe essere necessario il coinvolgimento dello Stato o di organi centrali nel mondo delle criptovalute, da sempre apprezzato proprio per la sua decentralizzazione, ovvero per il fatto di essere svincolato dalla regolamentazione di qualunque autorità (che sia uno Stato o una banca centrale).

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Inoltre, il mining delle criptovalute sta causando numerosi problemi anche in un altro contesto del settore tecnologico, dato che tale attività comporta  un elevato consumo di schede grafiche. Di conseguenza, vi è un’elevata domanda di schede grafiche sul mercato a fronte di un’offerta insufficiente, la quale deve essere compensata dai produttori di chip a cui, però, sta cominciando a mancare la materia prima per produrli, determinando l’aumento dei prezzi sia delle stesse materie prime che del bene finale.

In conclusione, così come per le criptovalute, anche per gli NFT solo il tempo ci dirà se si tratta di un progetto concreto e destinato a crescere e affermarsi in futuro o se, anche a causa degli ostacoli appena descritti, rimarrà soltanto un’idea interessante ma difficilmente realizzabile in modo proficuo.

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