Stiamo vivendo la più pesante crisi energetica da cinquanta anni a questa parte, per scongiurare una ricaduta futura si ripropone il nucleare affiancato dalle rinnovabili.
Quelle che oggi sono le carenze dovute all’approvvigionamento e l’aumento dei prezzi possono ripresentarsi in futuro in relazione alle rinnovabili a causa dei mutamenti climatici imprevedibili.
Si accavallano emergenze sulla disponibilità e sui prezzi dell’energia; la soluzione più immediata per il futuro oltre a quella di nuovi accordi commerciali, è quella del nucleare. Una soluzione particolarmente difficile da attuare nel nostro Paese fortemente contrario fin dagli anni ’80.
È necessario affrontare l’attuale emergenza con tutti i sistemi che ci consentano di avere sicurezza degli approvvigionamenti e prezzi contenuti. Naturalmente questa crisi ha messo in luce vulnerabilità in grado di ripetersi in futuro. È così che una parte della classe dirigente immagina al fianco dei progetti per l’azzeramento delle emissioni di Co2 in Europa, anche il ritorno del nucleare.
L’obbiettivo è convincere l’opinione pubblica della necessità di inserire il nucleare tra le nostre fonti di produzione di energia; oltre a quella ecologica da fusione, che arriverà almeno tra 30 anni, quelli di terza o quarta generazione. A fermare questo genere di proposte i pregiudizi verso i pericoli di guasti o contaminazione radioattiva.
L’ecologia dovrà necessariamente fare i conti nei prossimi trent’anni con la consapevolezza dei limiti attuali delle tecnologie che utilizzano fonti naturali per produrre energia pulita. È necessario non confondere il punto di vista ecologico ignorando le probabilità di nuovi deficit energetici in un mercato europeo che vive di importazioni da Cina e asia. In questo senso bisogna prendere atto della necessità di una fonte energetica che garantisca la continuità dell’approvvigionamento.
La tecnologia nucleare di terza generazione funzionante ad acqua pressurizzata. L’obbiettivo è un modello tecnologico che consenta standard di sicurezza elevati e costi ridotti. In questi reattori l’acqua viene tenuta a una pressione molto più alta di quella atmosferica; in questo modo le altissime temperature a cui è esposta per la produzione di energia non la fanno cambiare di fase trasformandola in vapore.
I vantaggi di questo tipo di fonte di energia pulita a parte l’efficienza energetica, sono la sua capacità di contribuire a garantire una diversificazione alle tradizionali fonti di energia rinnovabile nei rispettivi paesi. Il tempo a nostra disposizione per fronteggiare il cambiamento climatico sembra troppo ristretto per non avere ricadute sul processo democratico e sull’economia liberale. Per correre ai ripari degli effetti climatici si rischia però di subire quelli negativi sul piano economico in grado di privare la società del beneficio auspicato.
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