Postumi della pandemia: inaspettato come cambia il mondo del lavoro e il modo di lavorare

La Pandemia, sembra quasi sparita dalle esistenze quotidiane di tantissime persone. Eppure qualche effetto di long covid nella società contemporanea si conta. Basti pensare al mondo del lavoro.

Una ricerca portata avanti dagli analisti della Federal Reserve di New York ha certificato come nel Nord Est del Paese circa il 20% dei lavoratori impegnati nei servizi operi in smart working.

pandemia lavoro
Pixabay

Numeri che andrebbero a salire se considerassimo i servizi professionali, inerenti la finanza e gli affari. Qui parleremmo del 50%.

Gli studiosi in questione accertano come questo postumo pandemico vada ritenuto durevole, affermando con convinzione come l’epoca degli uffici volga al tramonto. Il remoto sarebbe la nuova era del lavoro moderno, sembrerebbe quasi un ossimoro.

La pandemia e i suoi effetti duraturi negli Stati Uniti

Negli Usa l’apprensione per Covid si è vista parecchio ridimensionata. Locali e stadi sold out, exploit di partenze, aerei in volo come non mai.

La sola eccezione si segnala alla voce uffici, il luogo per eccellenza del lavoro appare semideserto. Quanti si dichiaravano convinti che le trasformazioni del mondo del lavoro indotte dall’emergenza sanitaria si sarebbero rivelate solamente un passaggio obbligato, dovranno ricredersi.

Spentasi la paura, terminati i sostegni pubblici, lo smart working prosegue la sua strada. I dubbiosi rivedano le proprie posizioni. Non si torna indietro.

Il caso della Apple

Sorprende quanto stia avvenendo in una società come la Apple. Sebbene l’amministratore capo dell’azienda, Tim Cook, abbia dato l’ok al rientro alla sede di lavoro (prevista la presenza settimanale in ufficio per tre giorni), non tutti si sono pronunciati favorevoli. La richiesta dei dipendenti è quella di maggiore dinamicità e comprensione. Le giustificazioni sono differenti: disabilità misteriose, problematiche in famiglia, tutela della salute, complessità ambientali o economiche.

Ma il problema non è solo quello della celebre azienda. Non vi è località americana che non conti di queste difficoltà. Sono tantissimi gli uffici quasi vuoti. Non mancano leader con grande carisma che si sono mossi in prima persona invocando un rientro complessivo verso l’attività lavorativa in presenza.

Si veda su tutti Elon Musk, che chiede di chiudere con il ciclo del «pseudo ufficio remoto». E ancora, Jamie Dimon, direttore della Chase, che afferma come solamente l’effettiva presenza in sede lavorativa possa garantire percorsi professionali trionfanti, stimolando creazione e dialogo.

Conseguenze della Pandemia

La suddetta analisi della Federal Reserve di della Grande Mela testimonia come nel Nord Est americano quasi il 20% dei lavoratori dei servizi operi lavorando in smart working. Una ricerca portata avanti dagli analisti della Federal Reserve di New York ha certificato come nel Nord Est del Paese circa il 20% dei lavoratori impegnati nei servizi operi in smart working. Numeri che andrebbero a salire se considerassimo i servizi professionali, inerenti la finanza e gli affari. Qui parleremmo del 50%.

Gli studiosi in questione accertano come questo postumo pandemico vada ritenuto durevole, affermando con convinzione come l’epoca degli uffici volga al tramonto.

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Si tratta della prima conseguenza della crisi pandemica sul mondo del lavoro ratificata con assoluta evidenza. A ogni modo, non sarà la sola, considerando la costante problematicità nel reperimento di manodopera non solamente negli Stati Uniti, ma anche in Stati con notevoli indici di disoccupazione.

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