Pensione casalinghe 2023: la scomoda verità sull’importo

La pensione casalinghe spetta a tutti coloro (uomini e donne) che si occupano, in maniera totalmente gratuita, della cura della casa e della famiglia.

Il presupposto fondamentale per accedere alla prestazione pensionistica è l’iscrizione al cd. Fondo pensione casalinghe INPS.

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Pensione casalinghe – Trading.it

Solo versando, ogni mese, i contributi, si avrà diritto all’erogazione del sussidio economico, da parte dell’Istituto di previdenza. L’importo dei versamenti previdenziali è assolutamente libero.

Analizziamo, dunque, attentamente la disciplina normativa e vediamo a chi è rivolta la pensione casalinghe, a quanto ammonta la prestazione e in che modo viene calcolata.

Pensione casalinghe: i requisiti contributivi

Il Fondo casalinghe INPS è stato istituito nel 1997, per assicurare tutela a tutti coloro che sono dediti alla cura della casa, senza percepire in cambio alcuna retribuzione.

Per percepire la pensione casalinghe bisogna, innanzitutto, iscriversi al Fondo e versare i contributi all’INPS. La cifra viene decisa direttamente dall’interessato e può essere anche esigua. Precisiamo, però, che, per maturare un mese di contribuzione la cifra minima è di 25,82 euro; il contribuente è, comunque, libero di versare anche di meno.

Facciamo degli esempi. Tizio ha versato, in un anno, mille euro di contributi. Poiché la cifra è maggiore del minimo di 25,82 euro annui, l’assegno pensionistico sarà più elevato.

Se, invece, Tizio, in un anno, ha versato 200 euro totali di contributi, l’INPS procederà ad accreditare versamenti previdenziali per soli 7,7 mesi (infatti 200: 25,82= 7,74).

Se non risultano contributi accreditati, non si può accedere alla prestazione. Si potrà, però, fare richiesta per l’Assegno sociale. Quest’ultimo consiste in un trattamento economico di circa 450 euro al mese, riconosciuto per 13 mensilità.

L’Assegno sociale spetta se non si possiedono contributi e se si rispettano tali limiti reddituali:

  • 5.824,91 euro annui lordi, per i non coniugati;
  • 11.649,82 euro annui lordi, per i coniugati.

Importo della prestazione

Per la determinazione dell’ammontare della pensione casalinghe si utilizza il metodo contributivo. Di conseguenza, si valutano i seguenti fattori:

  • montante contributivo: è rappresentato dalla somma di tutti i versamenti presenti sul Fondo casalinghe;
  • coefficiente di trasformazione: è una percentuale che si applica al montante e che consente di conoscere la cifra dell’assegno pensionistico. Più elevata è l’età, maggiore è la percentuale.

La Tabella A, allegato 2 Legge n. 247/2007 riporta i coefficienti stabiliti in base all’età. Nel dettaglio:

  • 57 anni: coefficiente del 4,304%;
  • 58 anni: coefficiente del 4,416%;
  • 59: coefficiente del 4,535%;
  • 60: coefficiente del 4,661%;
  • 61: coefficiente del 4,796%;
  • 62: coefficiente del 4,940%;
  • 63: coefficiente del 5,094%;
  • 64: coefficiente del 5,259%;
  • 65: coefficiente del 5,435%

Un esempio relativo al meccanismo di calcolo può agevolare la comprensione di quanto finora sottolineato. Caio ha 60 anni e ha versato, un tutta la vita professionale, contributi per un totale di 30 mila euro. Questa cifra, dunque, costituisce il montante sul quale applicare il coefficiente di trasformazione per l’età posseduta. A 60 anni, è pari al 4,661%. La pensione che spetta a Caio si calcola in questo modo:

4,661% di 30 mila euro = 1.398,3 euro annui, che corrispondono a 116,525 euro al mese.

La pensione casalinghe è davvero conveniente?

Agli uomini e alle donne interessati, conviene versare i contributi nel Fondo casalinghe? La domanda è lecita, se si analizzano, attentamente, gli esempi che abbiamo proposto. Caio, infatti, ha pagato ben 30 mila euro di versamenti, per ricevere un assegno pensionistico di soli 116 euro al mese.

In mancanza di contributi, invece, al compimento dei 65 anni, avrebbe diritto all’Assegno sociale, il cui importo di circa 450 euro al mese.

La decisione spetta al singolo contribuente, che deve scegliere in base alla propria situazione personale. Se, infatti, sa di non possedere alcun altro reddito, allora potrebbe rinunciare alla pensione casalinghe, in favore dell’Assegno sociale.

Al contrario, se possiede dei redditi che non rientrano nei limiti stabiliti per l’Assegno sociale, potrebbe optare per la pensione casalinghe ed avere, così, una piccola rendita futura.

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Pensione di inabilità e di vecchiaia per gli appartenenti al Fondo

Gli iscritti e le iscritte al Fondo casalinghe hanno diritto alla pensione di inabilità e alla pensione di vecchiaia.

La prima prestazione spetta solo in presenza di gravi condizioni di salute, con un’invalidità riconosciuta al 100%  e almeno 5 anni di contribuzione (pari a 60 mesi).

La pensione di vecchiaia, invece, viene erogata al compimento dei 65 anni di età agli iscritti che possiedono almeno 5 anni di contributi.

Se, tuttavia, si ha diritto ad una prestazione corrispondente all’importo dell’Assegno sociale maggiorato del 20%, si può richiedere anche con 57 anni di età e 5 di contribuzione. Per esempio, da una simulazione, Sempronio scopre che la sua pensione casalinghe sarà di almeno 540 euro, ossia del 20% in più dell’Assegno sociale (che è pari a 450 euro al mese). Egli, dunque, potrà presentare richiesta per la prestazione anche a 57 anni (se ha i 5 anni di anzianità contributiva).

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Come presentare domanda per la pensione casalinghe?

L’iscrizione al Fondo casalinghe va effettuato in modalità telematica, tramite il sito dell’INPS. Al momento del raggiungimento dei requisiti per la pensione, la domanda va presentata necessariamente tramite il portale dell’Ente.

Ai fini di tale operazione, è necessario possedere il PIN dispositivo INPS, oppure avvalersi dell’assistenza di un Patronato.