Pensioni, cosa succede in caso di lavoro part time: ecco tutte le risposte

Il tema delle pensioni sempre centrale nel dibattito pubblico. Ecco cosa si dispone con le ultime disposizioni in merito.

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Nel nostro paese, gli ultimi mesi sono tutti stati dedicati in gran parte al tema pensioni. L’argomento in questione è centrale per molti aspetti. Il sistema attuale non sembra garantire una gestione del tutto equa dell’intero processo pensionistico ed inoltre può rappresentare in alcuni casi un fardello non del tutto irrilevante per le casse dello Stato. A questo punto urge quindi mettere mano ad una riforma che possa in qualche modo risolvere quelle che sono le problematiche principali. Altro nodo venuto fuori nelle ultime settimane riguarda ad esempio la pensione per i lavoratori part time. Cosa succede in quei casi?

Nel caso specifico l’Inps ha individuato una diversa modalità di calcolo in merito a quella che viene considerata anzianità contributiva in un tipo di lavoro ad orario ridotto, considerato di tipo verticale o ciclico. In tal senso lo stesso ente ha reso ufficiale la valorizzazione per chi si appresta ad andare in pensione del tempo considerato non lavorato, cosi, come di fatto avviene nel part time considerato di tempo orizzontale. In merito quindi a tale dinamica l’Inps ha sviluppato una precisa ed elaborata riflessione sfociata in una serie di indicazioni atte a semplificare il compito di chi necessità di urgenti chiarimenti a riguardo.

Pensioni, cosa succede in caso di lavoro part time: tutte le disposizioni arrivate dall’Inps

La circolare n. 74 del 4 maggio 2021, ha chiarito, in un certo senso, la modalità scelta dall’Inps per regolare la gestione ai fini pensionistici del lavoro part time. In merito a tali modalità possiamo definire la dinamica disciplinata sotto i seguenti aspetti:

  • l’applicazione della norma nel settore privato;
  • i nuovi adempimenti per i datori di lavoro;
  • le posizioni assicurative dei lavoratori dipendenti diversi dagli operai agricoli.

“Il periodo di durata del contratto di lavoro a tempo parziale  – si dispone – che prevede che la prestazione lavorativa sia concentrata in determinati periodi è riconosciuto per intero utile ai fini del raggiungimento dei requisiti di anzianità lavorativa per l’accesso al diritto alla pensione”. Di conseguenza, il numero delle settimane da assumere per fini pensionistici viene determinato rapportando il totale della contribuzione annuale ed il minimale contributivo settimanale.

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Attualmente il calcolo per l’accesso alla pensione d’anzianità prevede 35 anni contributivi e 67 d’età. In caso contrario possono sorgere numerose altre varianti. Uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, in mancanza quindi di determinati requisiti è in ogni caso possibile in alcune situazioni. Tra queste possiamo trovare

  • Quota 100, attualmente in scadenza il 31 dicembre 2021
  • Opzione donna  attualmente prorogata
  • canali preferenziali per lavoratori precoci e per gli addetti a mansioni gravose e a lavori usuranti.

Le possibilità, quindi, in teoria sono abbastanza ed andare in pensione da lavoratore part time, si può.

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