Pensione, Quota 102 troppo penalizzante: chi ci guadagna?

Il Governo ripropone la Quota 102 in forma sperimentale per due anni con 64 anni di età e 38 anni di contributi, ma nasconde insidie e criticità. 

Pensione Quota 102
Riforma pensione e Quota 102

Inserita nel Dpb (Documento programmatico di bilancio) la pensione Quota 102, che prevede un requisito anagrafico di 64 anni e un requisito contributivo di 38 anni. Una nuova misura sulla falsa riga di Quota 100, che oltre ad avere due anni in più sul requisito anagrafico si presenta con altre criticità. In effetti, questa misura dovrebbe tamponare lo scalone di 5 anni lasciato da Quota 100, ma solo per due anni, infatti, è prevista in forma sperimentale. Poi, dovrà lasciare il posto alla nuova riforma previdenziale che comporta un riassetto in base alla manovra economica. Da considerare, che il Dpb è stato approvato il 19 ottobre dal Consiglio dei Ministri, ma la proposta di pensione Quota 102 è stata congelata. Questa misura non piace a tutti, infatti, non ha ottenuto l’appoggio della Lega. Al momento è prevista un altro riesame nei prossimi giorni. Ma cosa prevede questa nuova misura?

Pensione: ipotesi di Quota 102, ma chi ci guadagna?

La Quota 102 sembra non piacere a molti partiti politici, ma anche i lavoratori sono titubanti su questa misura “cuscinetto“, ricordiamo infatti, che è sperimentale con scadenza biennale. Quindi, dovrà dare il tempo al Governo di ristrutturare la riforma pensione. I dubbi su questa misura sono molti, il primo l’innalzamento dell’età, che passa da 62 a 64. Poi, si ipotizza il calcolo dell’assegno con il sistema contributivo e quest’aspetto produce una forte penalizzazione sull’assegno pensionistico.

In fondo, rispecchierebbe la pensione Opzione Donna, ma meno penalizzante in quanto i coefficienti di trasformazione in base all’età, sarebbero più convenienti, in quanto mancano solo tre anni dalla pensione di vecchiaia. Un altro aspetto è che sarà una misura adeguata all’aspettativa di vita. Ricordiamo che Quota 100 è calcolata come una normale pensione, quindi, senza penalizzazione. Inoltre, non era sottoposta all’adeguamento dell’aspettativa di vita in vigore con la Legge Fornero.

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Le criticità di questa nuova misura

Riepilogando, questa nuova misura conterrà due anni in più sul requisito anagrafico (64 anni in sostituzione di 62), forse sarà calcolata con il sistema contributivo (Quota 100 con il sistema misto) e sarà adeguata all’aspettativa di vita (Quota 100 non ha adeguamenti).

Una misura che scoraggia i lavoratori e questo potrebbe comportare una minore flessibilità nel mondo del lavoro con la conseguenza di un minore afflusso occupazionale. Da considerare, inoltre, che non esiste nel mondo “un sistema previdenziale che indicizzi l’anzianità di servizio”. La legge Fornero ha bisogno di una revisione in contemporanea con tutto il sistema previdenziale. Ma, la strada da seguire deve essere equa e non ledere i diritti dei cittadini.

Il governo è allo studio su una forma di compromesso, entro dicembre, e dovrà adottare strumenti anche minimi della Riforma pensioni, necessari nel momento storico, per favorire il ricambio generazionale nel mercato del lavoro.

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