Perchè Draghi ha detto stop al Superbonus? Ecco quanto è costato fino ad oggi

Il Superbonus 110% non piace al premier Mario Draghi che lo considera troppo oneroso.

Nonostante lo stato di bisogno rimane importante la razionalità economica dei provvedimenti, soprattutto in un periodo di scarsità di risorse come questo.

Superbonus? Ecco quanto è costato

In questi termini Draghi critica il Superbonus 110% il cui costo di efficientamento è più che triplicato. In aumento anche i costi per avviare i lavori necessari alle ristrutturazioni. Questi risultano più che triplicati, il Superbonus 110% toglie l’incentivo alla trattativa sul prezzo con evidente disinteresse sui costi da chi si deve vedere rimborsare quanto speso.

Il report di Enea del mese di aprile conferma i livelli di spesa raggiunti; il costo del 110% viaggia al ritmo stabile di circa tre miliardi al mese. Miglioramento sismico e risparmio energetico degli edifici, fattori importanti che promuovono le intenzioni del Governo e avranno sicuramente ricadute positive anche se non facilmente quantificabili.

Superbonus; Ecco quanto è costato sino a oggi

Il valore totale degli interventi ammessi a detrazione al 30 aprile 2022 ammonta a 27.4 miliardi di euro contro i 24,22 miliardi di marzo. Ammonta invece a circa 19.2 miliardi di euro il valore dei lavori agevolati tramite 110% arrivati al traguardo del fine cantiere e pari al 69,9%. Tra le regioni in cui i cittadini sono più attivi nella richiesta dell’agevolazione ci sono la Lombardia con oltre 23 mila cantieri per un valore di 4,6 miliardi di euro, il Veneto con più di 19 mila cantieri dal valore di 2,7 miliardi di euro, a cui seguono Lazio ed Emilia Romagna rispettivamente con 14 e 12 mila cantieri per un valore di 2,6 e 2,2 miliardi di euro.

Di Superbonus si è discusso anche nell’ultimo Decreto aiuti approvato dal Consiglio dei ministri. Fra le varie misure si prevede infatti una proroga di tre mesi all’incentivo sulle villette. Chi possiede una villetta, quindi, vede posticipato il termine del superbonus 110% al 30 settembre. La condizione da rispettare, così si legge nella bozza del provvedimento, è che alla data del 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo, nel cui computo possono essere compresi anche i lavori non agevolati.

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