Piazza Affari, giovedì 18 novembre: chiusura in ribasso, male Tenaris

La chiusura della seduta odierna della Borsa di Milano, titoli migliori e titoli peggiori di giornata. Uno sguardo anche all’andamento di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari.

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Ingresso di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Adobe stock)

La Borsa di Milano chiude la seduta odierna in territorio negativo, con il Ftse Mib che perde circa mezzo punto percentuale rispetto alla chiusura della scorsa seduta. Giornata caratterizzata dai ribassi anche nelle altre principali piazze europee, dove ha prevalso la prudenza. Gli investitori, infatti, hanno preferito incassare i profitti maturati grazie alle posizioni rialziste, piuttosto che esporsi ulteriormente al rialzo, soprattutto a causa dei timori generati dal nuovo aumento dei contagi da Covid-19, che sta costringendo numerosi Stati europei a fare ricorso a misure restrittive per cercare di arginare questa nuova ondata della pandemia.

Negativa, a Piazza Affari, la performance dei titoli legati al petrolio, come Tenaris che risulta il titolo più venduto di giornata. Il ribasso del “settore oil” è dovuto ai timori legati al rilascio delle riserve strategiche di greggio da parte delle due principali potenze economiche mondiali, ovvero Cina e Stati Uniti, allo scopo di porre un freno alla salita delle quotazioni del petrolio. Si tratta di una mossa riportata da numerose indiscrezioni negli scorsi giorni, ma oggi è giunta una conferma importante, in quanto la Cina ha comunicato che metterà sul mercato una parte delle proprie riserve strategiche, senza fornire ulteriori dettagli.

Banche centrali: priorità al controllo dell’inflazione o alla ripresa economica?

Se dovesse proseguire con questo ritmo, la risalita dei contagi metterebbe le banche centrali dinanzi ad un trade-off di non facile gestione. Se i lockdown e le varie misure restrittive dovessero durare per mesi, prima che la pandemia faccia dei passi indietro, sarebbe inevitabile un nuovo rallentamento economico.

In un contesto macroeconomico nel quale l’inflazione è elevata, ma nello stesso tempo l’economia reale fatica a riprendersi, una politica restrittiva, verso la quale le banche centrali sono attualmente orientate (seppur con un passo differente, tra Bce e Fed), rappresenterebbe un ulteriore ostacolo alla ripresa.

D’altro canto, fare un passo indietro verso una politica accomodante, ovvero basata su un forte sostegno all’economia, comporta il rischio di spingere ulteriormente al rialzo l’inflazione, verso livelli che potrebbero diventare difficilmente sostenibili.

La chiusura dei mercati azionari europei: il peggiore è Madrid

Queste le performance registrate, in chiusura di seduta, dai principali indici azionari europei:

  • IBEX 35 (Madrid): -1,00%
  • FTSE MIB (Milano): -0,59% a quota 27.661,82 punti indice
  • FTSE 100 (Londra): -0,48%
  • SMI (Zurigo): -0,37%
  • CAC 40 (Parigi): -0,21%
  • DAX (Francoforte): -0,18%

L’Euro Stoxx 50, a conferma della tendenza negativa evidenziata oggi dalle principali borse europee, chiude la seduta in ribasso dello 0,39%, a quota 4.383,70 punti indice.

Titoli migliori del Ftse Mib

I titoli più acquistati, tra quelli inclusi nel listino principale di Piazza Affari, sono stati:

  • Hera: +1,65%
  • Amplifon: +1,43%
  • Italgas: +0,83%
  • Poste Italiane: +0,41%
  • Diasorin: +0,41%
  • Azimut Holding: +0,19%
  • Mediobanca: +0,14%
  • Snam: +0,06%
  • Stellantis: +0,05%

Titoli peggiori del Ftse Mib

I titoli azionari più colpiti da vendite, invece, sono stati:

  • Tenaris: -2,82%
  • Bper Banca: -2,51%
  • Buzzi Unicem: -2,37%
  • Recordati: -1,89%
  • Eni: -1,29%
  • Telecom Italia: -1,27%
  • Banco Bpm: -1,24%
  • Banca Mediolanum: -1,20%
  • Cnh Industrial: -1,19%
  • Unicredit: -1,07%

Stati Uniti: Wall Street inverte la rotta dopo una partenza negativa

Dopo una prima ora di negoziazione con intonazione negativa, che ha accentuato le perdite degli indici europei e nella quale sembrava che Wall Street potesse effettuare una correzione ribassista, gli indici statunitensi hanno recuperato le perdite subite inizialmente, tanto che oscillano attualmente tra la parità (Dow Jones) e il netto rialzo (Nasdaq 100). L’S&P 500, indice di riferimento a livello mondiale, dopo aver toccato un minimo di sessione in area 4.672 punti, è tornato al di sopra dei 4.700 punti e sembra ben indirizzato verso il massimo storico collocato in area 4.714 punti.

Questo l’andamento registrato dai tre indici più importanti, alle 18:20 ora italiana:

  • Nasdaq 100: +0,97%
  • S&P 500: +0,37%
  • Dow Jones: -0,10%

Per quanto riguarda i dati macroeconomici, il numero di persone che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione, nella settimana terminata sabato 13 novembre, è sceso a  268.000, rispetto ai 269.000 registrati nella scorsa settimana, stando ai dati riportati dal Dipartimento del Lavoro. Le stime degli analisti, però, prevedevano un calo ancora più accentuato a quota 260.000. Si tratta, in ogni caso, del valore più basso raggiunto da questo dato dall’inizio della pandemia. L’indice di produzione manifatturiera della Fed di Philadelphia, invece, ha raggiunto un valore nettamente superiore sia rispetto alle attese che in confronto alla lettura del mese precedente, segnale di espansione dell’attività nel settore manifatturiero di Philadelphia.

Notizie dagli altri mercati: risalgono Eur/Usd e petrolio, male il Bitcoin

Nel mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bundovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, scende leggermente a 120 punti base, in calo di un solo punto rispetto alla chiusura della scorsa seduta. Il rendimento del Btp scende a+0,89%; in ribasso anche il rendimento del Bund, che si attesta a -0,31%. Stessa dinamica per il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato Usa), pari a +1,58%, in calo di due punti rispetto all’ultimo valore di chiusura.

Scende ancora il prezzo del Bitcoin,  giunto nei pressi del supporto in area 58.000 dollari, la cui tenuta in chiusura di seduta è fondamentale per scongiurare ulteriori affondi ribassisti della criptovaluta più famosa. Va comunque considerato che il trend del mercato resta rialzista e che i ribassi osservati nell’ultima settimana configurano, almeno per il momento, soltanto una correzione e non un’inversione di tendenza. Il Bitcoin quota attualmente 57.9000 dollari, corrispondenti ad una performance su base giornaliera di -4,00%.

Nel mercato valutario, sale il cambio Euro/Dollaro Usa, che tenta il rimbalzo dopo un forte ribasso che ha portato il cambio principale del Forex ai minimi da luglio 2020, a causa delle divergenze tra le future mosse di politica monetaria della Federal Reserve e quelle della Banca Centrale Europea, in considerazione dell’inflazione che sale ad un ritmo più elevato negli Usa. L’Euro quota attualmente 1,1373 Dollari, in rialzo dello 0,48% rispetto alla chiusura della seduta precedente.

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Per quanto riguarda il mercato delle materie prime, in leggero ribasso il prezzo dell’oro, che quota 1.862 dollari l’oncia, corrispondenti ad una performance di -0,29% rispetto alla chiusura della seduta precedente. In ripresa, invece, il prezzo del petrolio, che oscilla in territorio positivo, dopo una prima parte di giornata che aveva dato seguito ai ribassi avvenuti nelle sedute precedenti, per le ragioni descritte in apertura di articolo. Il WTI (West Texas Intermediate, prodotto negli Stati Uniti) quota 79,22 dollari al barile, corrispondenti ad una performance di +0,89% su base giornaliera, mentre il Brent (prodotto in Europa) quota 80,88 dollari al barile, corrispondenti ad una performance di +0,75% rispetto all’ultimo valore di chiusura.

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