Piazza Affari, giovedì 23 dicembre: chiusura in verde, bene A2A e Pirelli

Borse europee in rialzo anche nell’ultima seduta di contrattazione della settimana. Domani i principali mercati internazionali saranno chiusi o osserveranno un orario ridotto, mentre è atteso in serata l’annuncio delle nuove restrizioni decise dal governo italiano per contrastare la nuova avanzata della pandemia.

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Ingresso di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Adobe stock)

La Borsa di Milano chiude, per la terza seduta consecutiva, in territorio positivo. Ottimismo, dunque, a Piazza Affari, anche nell’ultima seduta di negoziazione prima di Natale, nonostante le preoccupazioni legate alla variante Omicron e, più in generale, alla quarta ondata della pandemia, che sta costringendo i governi a varare nuove misure restrittive per cercare di contenere l’aumento dei contagi.

E’ in corso, dalle ore 17, il Consiglio dei Ministri nel quale verranno adottate nuove restrizioni anche in Italia. Secondo le indiscrezioni, sarà reintrodotto l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto, mentre sui mezzi di trasporto e per accedere a cinema, teatri e stadi sarà necessario indossare la FFP2. Inoltre, la validità del Green Pass, a partire da febbraio, sarà ridotta da 9 a 6 mesi e, dal 28 al 31 dicembre, per partecipare a feste in un locale o accedere in una discoteca sarà necessario aver fatto la terza dose del vaccino o presentare l’esito negativo di un tampone.

Una notizia positiva, sul fronte della pandemia, è legata ai risultati di uno studio scozzese, condotto su circa 5 milioni di contagiati. E’ emerso, infatti, che Omicron, pur essendo più contagiosa della variante Delta, provoca sintomi meno gravi e, dunque, determina meno ricoveri in ospedale.

Piazza Affari: settimana positiva perché gli istituzionali non vendono a fine anno?

Il Ftse Mib chiude la settimana in rialzo dell’1,52%, recuperando, proprio nelle ultime fasi di contrattazione, la soglia dei 27.000 punti. Ancora positiva la performance giornaliera di Cnh Industrial, quando si avvicina l’assemblea straordinaria che dovrebbe confermare la scissione di Iveco.

Come detto nell’articolo relativo alla chiusura della scorsa seduta, i rialzi avvenuti nelle ultime sedute potrebbero essere dovuti al fatto che, essendo i grandi investitori in fase di rendicontazione dei risultati annuali, essi stiano effettuando soltanto operazioni di scarso rilievo volumetrico per non alterare troppo i risultati conseguiti durante l’anno (si registrano, infatti, volumi di negoziazione inferiori alla media). Soprattutto, è possibile che essi, a ridosso del Natale e di fine anno, non vogliano esporsi al ribasso, dunque il contro il trend dominante da inizio anno.

Sarà, dunque, molto interessante vedere come aprirà il nuovo anno e se, il possibile rallentamento economico causato dalla pandemia, potrà generare dei sell-off come quello avvenuto lo scorso 26 novembre, quando è entrata in scena la variante Omicron, o addirittura una inversione di tendenza dei mercati azionari.

La chiusura dei mercati azionari europei: il migliore è Madrid

Di seguito, le performance registrate, in chiusura di seduta, dai principali indici azionari europei:

  • IBEX 35 (Madrid): +1,24%
  • DAX (Francoforte): +1,04%
  • CAC 40 (Parigi): +0,77%
  • FTSE MIB (Milano): +0,70% a quota 27.016,22 punti indice
  • SMI (Zurigo): +0,56%
  • FTSE 100 (Londra): +0,43%

L’Euro Stoxx 50, indice in grado di sintetizzare l’andamento complessivo delle borse europee, chiude la seduta in rialzo dell’1,16%, a quota 4.265,86 punti.

Titoli migliori del Ftse Mib

Tra i titoli inclusi nell’indice principale della Borsa di Milano, i più acquistati di giornata sono stati:

  • Cnh Industrial: +3,45%
  • A2A: +1,51%
  • Pirelli: +1,36%
  • Generali: +1,33%
  • Ferrari: +1,04%
  • STMicroelectronics: +1,04%
  • Azimut Holding: +0,97%
  • Exor: +0,97%
  • Intesa San Paolo: +0,92%
  • Poste Italiane +0,89%

Titoli peggiori del Ftse Mib

I titoli azionari più venduti, invece, sono stati:

  • Recordati: -1,34%
  • Telecom Italia: -1,24%
  • Bper Banca: -0,87%
  • Banco Bpm: -0,62%
  • Campari: -0,55%
  • Finecobank: -0,33%
  • Mediobanca: -0,32%
  • Diasorin: -0,12%
  • Banca Generali: -0,05%

Stati Uniti: l’inflazione resta ai massimi dal 1982, ma la salita di Wall Street non si ferma

Positivi anche gli indici principali dell’azionario statunitense. Questo l’andamento registrato a circa metà seduta (ore 18:15 italiane):

  • Nasdaq 100: +0,90%
  • S&P 500: +0,70%
  • Dow Jones: +0,60%

I dati macro rilasciati in giornata hanno evidenziato nuovamente un’inflazione in crescita. L’indice dei prezzi PCE (Personal Consumption Expenditure), relativi cioè alle principali spese per consumi personali, a novembre, è risultato in rialzo, su base annuale, del 5,7%, rispetto al +5,1% registrato ad ottobre. Si tratta di numeri che non si vedevano dal mese di giugno 1982.

In crescita, invece, gli ordini di beni durevoli, in rialzo del 2,5% nel mese di novembre. Ad ottobre, invece, la crescita era stata pari soltanto allo 0,1%. Le stime degli analisti prevedevano un dato di +1,6%.

Nessuna particolare novità, invece, per quanto riguarda le nuove richieste di sussidi di disoccupazione. Nell’ultima settimana, infatti, le richieste iniziali di sussidio sono state pari a 205.000 unità, stesso dato rilevato nella scorsa settimana (rivisto oggi al ribasso, rispetto alle 206.000 unità comunicate giovedì scorso).

Notizie dagli altri mercati: continua la salita dei rendimenti obbligazionari, Bitcoin in ripresa

Nel mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bund, ovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, sale leggermente a 135 punti base, in rialzo di un punto rispetto alla chiusura della seduta precedente. Il rendimento del Btp sale a +1,10%;  aumenta anche il rendimento del Bund, pari a -0,25%. Stessa dinamica per il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato Usa), pari +1,49%, in aumento di tre punti rispetto al precedente valore di chiusura.

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