Piazza Affari, giovedì 6 maggio: chiusura in leggero rialzo, bene Unicredit, giù Telecom

La chiusura della seduta odierna della borsa di Milano, titoli migliori e titoli peggiori di giornata. Uno sguardo anche all’andamento di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari. Una sintesi dei temi più importanti della giornata. 

borsa
Palazzo Mezzanotte, Milano (Adobe stock)

Si conclude nei pressi della parità, ma comunque in territorio positivo, la seduta odierna della borsa di Milano. Dopo una prima mezz’ora caratterizzata dai rialzi, il FTSE MIB ha cominciato a ritracciare dai massimi di giornata, fino a raggiungere livelli inferiori al prezzo di chiusura di ieri. Infine, l’indice principale di Piazza Affari ha compiuto un rimbalzo, grazie al quale ha concluso la giornata in leggero rialzo. Dal punto di vista dei fondamentali, il principale driver di giornata è stato rappresentato dai risultati trimestrali, capaci di determinare movimenti rilevanti sui titoli interessati, oltre alla situazione legata al progetto rete unica, il cui probabile accantonamento ha innescato un’ondata di vendite su Telecom Italia.

Chiusura non molto distante dai prezzi della vigilia anche per le altre principali piazze europee. La sensazione è che oggi gli investitori abbiano preferito restare cauti prima di procedere a nuovi acquisti, considerando il rialzo osservato ieri nei mercati azionari europei e, estendendo l’intervallo temporale di osservazione, durante l’intero primo quadrimestre del 2021.

La chiusura dei principali mercati azionari europei: Londra migliore di giornata

Queste le performance registrate, in chiusura di seduta, dai principali indici azionari europei:

  • FTSE 100 (Londra): +0,52%
  • CAC 40 (Parigi): +0,28%
  • DAX (Francoforte): +0,17%
  • IBEX 35 (Madrid): +0,16%
  • FTSE MIB  (Milano): +0,13% a quota 24.495,07 punti indice
  • SMI (Zurigo): +0,02%

L’Euro Stoxx 50, indice composto dai titoli delle 50 principali società europee per capitalizzazione di mercato, termina la giornata di scambi sui livelli della vigilia, a quota 3.999,44 punti indice (-0,08%). Questo evidenzia la giornata di transizione vissuta dai mercati azionari europei, che non hanno manifestato una chiara direzionalità.

LEGGI ANCHE >> Piazza Affari, mercoledì 5 maggio: chiusura in netto rialzo, vola Stellantis

Titoli migliori del FTSE MIB: i risultati trimestrali spingono al rialzo Unicredit

I maggiori rialzi sono stati registrati dai seguenti titoli azionari, tra quelli facenti parte del paniere azionario del FTSE MIB:

  • Unicredit: +5,00%
  • Cnh Industrial: +4,42%
  • Bper Banca: +1,95%
  • Tenaris: +1,83%
  • Banco Bpm: +1,36%
  • A2a: +1,11%
  • Leonardo: +1,07%
  • Generali: +1,00%
  • Campari: +0,92%
  • Terna-Rete Elettrica Nazionale: +0,92%

Secondo quanto emerso dai risultati trimestrali pubblicati oggi, Unicredit ha concluso il primo trimestre del 2021 con un utile di 887 milioni di euro, ampiamente sopra le stime degli analisti che prevedevano un utile pari a 396 milioni. Questo ottimo risultato è stato determinato dall’effetto combinato derivante dal rialzo dei ricavi, dovuto all’incremento delle entrate da commissioni e trading, e da minori costi. Nello stesso periodo del 2020, l’istituto bancario milanese aveva subito, invece, una perdita di 2,71 miliardi, principalmente a causa delle scoppio della pandemia da Covid-19. Unicredit, grazie ai risultati appena descritti, ha chiuso la seduta a quota 9,29 euro, avvicinandosi al cruciale livello di resistenza posizionato in area 9,35, il cui superamento determinerebbe molto probabilmente una definitiva inversione rialzista del titolo, oltre che un buon segnale di acquisto, come descritto nel dettaglio in questo articolo.

Titoli peggiori del FTSE MIB: forti vendite su Telecom

Le maggiori perdite, invece, sono state registrate sui seguenti titoli:

  • Telecom Italia: -5,52%
  • Recordati: -3,03%
  • Ferrari: -2,81%
  • STMicroelectronics: -2,22%
  • Interpump Group: -2,07%
  • DiaSorin: -1,91%
  • Finecobank: -1,78%
  • Amplifon: -1,51%
  • Prysmian: -1,21%
  • Saipem: -1,13%

Il notevole ribasso di Telecom Italia è stato determinato da alcune indiscrezioni di stampa riportate in giornata: secondo un articolo del quotidiano Repubblica, infatti, il progetto della rete unica in fibra ottica non sarebbe più nei piani del governo Draghi, in quanto non sarebbe stato inserito nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che l’esecutivo ha trasmesso all’Unione Europea. A quanto pare, le soluzioni alternative che il governo sta valutando determinerebbero meno benefici per Telecom rispetto alla creazione di una rete unica.

Stati Uniti: storica sospensione dei brevetti sui vaccini anti Covid?

Seduta caratterizzata dall’incertezza anche a Wall Street, dove il Nasdaq e l’S&P500 evidenziano un andamento laterale, mentre il Dow Jones si conferma come l’indice più performante degli ultimi giorni ed ha nuovamente aggiornato il massimo storico. Questo l’andamento dei tre principali indici della borsa statunitense, alle 19:15 ora italiana:

  • Dow Jones: +0,48%
  • S&P 500: +0,26%
  • Nasdaq: -0,13%

Il Nasdaq, durante la prima ora di negoziazione, è stato spinto al ribasso dalle perdite subite dai colossi del settore farmaceutico, coinvolti nella produzione dei vaccini, dopo che l‘amministrazione Biden ha dichiarato di voler procedere alla sospensione straordinaria dei brevetti sui vaccini contro il Covid-19, allo scopo di rafforzare la lotta contro la pandemia. Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha fatto intendere di essere favorevole alla proposta del presidente degli Stati Uniti. Lo stesso vale per Mario Draghi, secondo cui: “i vaccini sono un bene comune globale. È prioritario aumentare la loro produzione, garantendone la sicurezza, e abbattere gli ostacoli che limitano le campagne vaccinali”.

Sostegno ai mercati statunitensi dal dato relativo alle nuove richieste dei sussidi di disoccupazione, il cui rilascio era previsto nel calendario economico per le ore 14:30 italiane: su base settimanale, infatti, sono diminuite a 498.000, in miglioramento rispetto alle 590.000 della scorsa settimana e alla previsione degli analisti di 540.000.

Positivo anche il dato relativo alla produttività non agricola nel primo trimestre: è risultata in aumento del 5,4% rispetto all’ultimo trimestre del 2020, a fronte di una previsione di +4,3% e ad un dato precedente di -3,8%.

Altre notizie dai principali mercati finanziari: Bitcoin ancora nei pressi di area 58.000 dollari

Nel mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bund, ovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, sale ancora, seppur leggermente, attestandosi a quota 109 punti base: in rialzo il rendimento del Btp, pari +0,86%, mentre il Bund ha un rendimento di -0,23%, invariato rispetto a ieri. Moderato calo, invece, per il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato USA), che risulta pari a +1,56%, rispetto all’1,58% registrato ieri in chiusura.

Poco mosso il Bitcoin, considerando la volatilità che solitamente caratterizza questo strumento. Ha tentato anche oggi, ancora una volta invano, di rompere al rialzo il forte livello di resistenza collocato in area 58.000 dollari: il massimo di giornata risulta, infatti, pari a 58.420,83 dollari. Dopo aver toccato questo livello, però, la criptovaluta più famosa ha ritracciato e viene scambiata attualmente ad un prezzo di 56.930 dollari circa, in ribasso, su base giornaliera, dell’1%.

LEGGI ANCHE >> Bitcoin, investimento rischioso? Ecco come potresti perdere tutto

Nel mercato valutario, in rialzo il cambio Euro/Dollaro USA, che viene scambiato ad un tasso di 1,2054, corrispondente ad una variazione giornaliera di +0,41%.

Per quanto riguarda il mercato delle materie prime, deciso rialzo del prezzo dell’oro, che quota 1.815 dollari l’oncia, in aumento dell’1,70% su base giornaliera. Nuovamente impostato al ribasso, invece, il mercato del petrolio: il WTI (West Texas Intermediate, prodotto negli Stati Uniti) viene scambiato a 64,87  dollari al barile, con una performance di -1,14%, mentre il Brent (prodotto in Europa) quota 68,20 dollari al barile, in calo dell’1,11%.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *