Piazza Affari, mercoledì 25 agosto: chiusura sui livelli della vigilia, bene Banco Bpm e Unicredit

La chiusura della seduta odierna della Borsa di Milano, titoli migliori e titoli peggiori di giornata. Uno sguardo anche all’andamento di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari. Una sintesi dei temi più importanti della giornata. 

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Ingresso di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Adobe stock)

Sulla scia di quanto accaduto ieri, anche la seduta odierna è stata caratterizzata da pochi movimenti, con gli investitori che preferiscono restare in attesa, come già raccontato nell’articolo relativo alla chiusura della scorsa seduta. I principali indici azionari europei hanno evidenziato, infatti, un andamento laterale, mantenendosi nei pressi della parità, nel contesto di una giornata nella quale spiccano le performance positive del settore aereo e, in più in generale, dell’intero settore legato ai viaggi. L’indice settoriale Ftse Italia Viaggi e Tempo Libero ha chiuso la seduta in rialzo del 2,79%. Molto bene anche il settore bancario, che sostiene il principale listino della Borsa di Milano, con il Ftse Italia Banche che evidenzia una performance di +1,28%.

Sul fronte dei dati macro, ancora in ribasso, per il secondo mese consecutivo, l’indice IFO sulla fiducia delle aziende in Germania: ad agosto, è risultato pari a 99,4, in calo rispetto al 100,7 registrato a luglio e al di sotto del 100,4 stimato dagli analisti.

Lane (Bce): ottimismo sulle prospettive economiche dell’Eurozona

In una giornata priva di particolari novità dal punto dei vista dei fondamentali macroeconomici, da segnalare le dichiarazioni di Philip Lane, capo economista della Banca Centrale Europea, in un’intervista rilasciata a Reuters.

Secondo Lane, la variante Delta del Covid-19 avrà, probabilmente, solo un impatto limitato sull’economia dell’Eurozona, grazie ad una campagna di vaccinazione avanzata e ad efficaci misure di salute pubblica, che stanno consentendo all’Europa di tenere il contagio sotto controllo, senza bisogno di procedere a nuove restrizioni, che costituiscono la principale minaccia per la ripresa economica. Infatti, circa due terzi dei residenti della zona euro hanno già ricevuto almeno una dose di vaccino e la maggior parte dei 19 paesi del blocco stanno rispettando misure di salute pubblica, come l’uso obbligatorio delle mascherine e le regole di distanziamento.

In considerazione di questi fattori, Lane ritiene che le stime di crescita economica possano rimanere stabili sui livelli stabiliti nel mese di giugno, quando la Bce ha pubblicato le sue ultime proiezioni economiche: la banca centrale aveva previsto una crescita del 4,6% nel 2021 e del 4,7% nel 2022.

Lane, però, pur evidenziando il secondo trimestre particolarmente positivo dell’Eurozona, ha sottolineato che “la variante Delta, malgrado abbia avuto un impatto più limitato rispetto alle ondate precedenti, rimane un vento sfavorevole”. Ciò significa che, pur potendo essere ottimisti sulla possibilità che l’impatto di questa variante sull’economia rimanga limitato, non bisogna sottovalutare la situazione e continuare a monitorare con attenzione lo sviluppo della pandemia.

Lane, inoltre, ha affrontato anche il tema legato al quantitative easing e, sulla possibilità di procedere ad un tapering (ridimensionamento) del programma di stimoli monetari attualmente in vigore, ovvero il Pepp, ha affermato che è ancora troppo presto per parlarne in quanto, come da previsioni, fino a fine marzo 2022, la Bce continuerà ad acquistare titoli obbligazionari dalle banche e a supportare l’economia, dato che la pandemia non è ancora stata definitivamente sconfitta e il tasso di inflazione si mantiene ancora al di sotto del target della Bce, che corrisponde ad un tasso simmetrico del 2% nel medio termine. L’aumento dell’inflazione osservato negli ultimi mesi, secondo Lane, è legato soltanto a fattori transitori, in quanto non è accompagnato da una crescita dei salari, condizione fondamentale di un’inflazione strutturale.

“Qualunque modifica alla politica monetaria, in tempi di pandemia, risponde ad una sola filosofia: mantenere condizioni di finanziamento favorevoli”, ha aggiunto Lane.

La chiusura dei mercati azionari europei: il migliore è Londra

Di seguito, le performance registrate, in chiusura di seduta, dai principali indici azionari europei:

  • FTSE 100 (Londra): +0,34%
  • IBEX 35 (Madrid): +0,32%
  • CAC 40 (Parigi): +0,18%
  • FTSE MIB (Milano): +0,12% a quota 26.060,27 punti indice
  • DAX (Francoforte): -0,28%
  • SMI (Zurigo): -0,58%

L’indice Euro Stoxx 50 chiude la seduta sui livelli della vigilia, ovvero a quota 4.181,12 punti (+0,07%).

Titoli migliori del Ftse Mib

  • Banco Bpm: +3,49%
  • Unicredit: +3,14%
  • Bper Banca: +2,09%
  • Cnh Industrial: +1,80%
  • Saipem: +1,39%
  • Interpump Group: +1,39%
  • Banca Generali: +0,98%
  • Tenaris: +0,89%
  • Mediobanca: +0,79%
  • Buzzi Unicem: +0,68%

Titoli peggiori del Ftse Mib

  • Terna-Rete Elettrica Nazionale: -3,85%
  • Snam: -3,36%
  • Italgas: -2,32%
  • A2a: -1,47%
  • Recordati: -1,34%
  • Hera: -1,18%
  • Nexi: -0,65%
  • Pirelli: -0,54%
  • Leonardo: -0,52%
  • Amplifon: -0,50%

L’andamento dei principali indici di Wall Street

Wall Street continua a salire (seppur lentamente e con bassa volatilità) e l’S&P 500 ad aggiornare il proprio massimo storico, mentre gli investitori sono in attesa di avere maggiori notizie sul momento in cui la Fed ha intenzione di avviare il tapering che, al contrario di quanto detto prima in riguardo alla Bce, dovrebbe partire entro fine anno, stando alle previsioni degli analisti, secondo cui la banca centrale comunicherà il proprio piano di graduale uscita dagli stimoli monetari durante il prossimo meeting, in programma il 21 e 22 settembre.

Queste le performance evidenziate dai principali indici azionari Usa, alle 18:40 ora italiana:

  • Dow Jones: +0,33%
  • S&P500: +0,31%
  • Nasdaq 100: -0,03%

Altre notizie dai principali mercati finanziari: Bitcoin prossimo al superamento dei 50.000 dollari?

Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bundovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, sale a quota 108 punti base, in rialzo di tre punti rispetto all’ultimo valore di chiusura: il rendimento del Btp sale a +0,66%, aumenta anche il rendimento del Bund, pari a -0,42%. Ancora in rialzo il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato Usa), che risulta pari a +1,33%, in aumento di 4 punti base rispetto al precedente valore di chiusura.

Segnali di forza del Bitcoin, dopo il ribasso registrato ieri ed imputabile semplicemente ad un movimento tecnico, legato alla presenza dell’importante livello di resistenza in area 50.000 dollari (soglia psicologica) che, almeno finora, ha impedito una ulteriore salita delle quotazioni. La sensazione, considerando che non vi è stato un vero e proprio rifiuto del prezzo in quella zona, è che nei prossimi giorni questa resistenza verrà rotta al rialzo e, qualora ciò accadesse, l’impulso rialzista della criptovaluta più famosa potrebbe continuare con maggiore intensità, portando il prezzo, prima in area 58.000 dollari, e poi a rivedere i massimi in area 64.900 dollari. Il Bitcoin quota attualmente 48.650 dollari, corrispondenti ad una performance su base giornaliera di +1,92%.

Nel mercato valutario, sale leggermente il cambio Euro/Dollaro Usa, la cui impostazione di fondo rimane comunque ribassista, in quanto la divergenza nella politica monetaria delle rispettive banche centrali potrebbe determinare ulteriori discese del cambio anche nelle prossime settimane. Infatti, la Fed è ormai vicina a ridurre gli stimoli monetari, mentre la Bce, come confermato dal capo economista Lane, non prende ancora in considerazione questa possibilità. Il cambio più utilizzato dai traders del Forex quota attualmente 1,1761 dollari, corrispondenti ad una performance di +0,06% su base giornaliera.

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Per quanto riguarda il mercato delle materie prime, in ribasso il prezzo dell’oro, che quota attualmente 1.790 dollari l’oncia, corrispondenti ad una performance di -0,73% rispetto all’ultimo valore di chiusura. Continuano a salire le quotazioni del petrolio, supportate anche dal dato positivo, rilasciato oggi, sul livello dello scorte di petrolio greggio in giacenza presso le aziende statunitensi: nel corso dell’ultima settimana, le scorte sono diminuite di ben 2.979.000 barili, a fronte di un calo stimato dagli analisti in 2.683.000 barili. Il WTI (West Texas Intermediate, prodotto negli Stati Uniti) quota 68,20 dollari al barile, corrispondenti ad una performance di +0,55% su base giornaliera, mentre il Brent (prodotto in Europa) quota 70,94 dollari al barile, con una variazione di +0,75% rispetto all’ultimo valore di chiusura.

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