Piazza Affari, venerdì 16 luglio: chiusura in rosso, scende Bper Banca

La chiusura della seduta odierna della Borsa di Milano, titoli migliori e titoli peggiori di giornata. Uno sguardo anche all’andamento di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari. Una sintesi dei temi più importanti della giornata. 

borsa milano
Ingresso di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Adobe stock)

Chiusura in ribasso per la Borsa di Milano, in linea con quanto osservato nelle altre principali piazze europee (ad eccezione di Zurigo). In calo anche i principali indici di Wall Street, a poco più di due ore dall’apertura della sessione americana, la cui negatività ha ulteriormente spinto le borse europee verso il basso, dopo le 15.30. Prima dell’apertura dei mercati statunitensi, infatti, Piazza Affari era impostata al rialzo, seppur leggermente, con il Ftse Mib che quotava circa 100 punti al di sopra dei livelli della vigilia.

Il listino principale della Borsa di Milano conclude la settimana in perdita dell’1,03%. Si tratta della terza chiusura settimanale al ribasso consecutiva. Pur non trattandosi di ribassi particolarmente intensi (sempre intorno all’1%), la sensazione è che gli operatori di Piazza Affari non siano intenzionati, almeno per il momento, ad arricchire i propri portafogli di investimento con nuovi acquisti. Sembra, dunque, che gli investitori, a prescindere dall’area geografica di residenza, stiano gradualmente diventando più cauti, in considerazione della crescente inflazione, che potrebbe indurre le banche centrali a restringere la politica monetaria prima del previsto, e delle preoccupazioni legate alla diffusione della variante Delta del Covid-19, che sta determinando un nuovo rialzo della curva del contagio in tutta Europa e che, di conseguenza,  rischia di mettere a repentaglio la ripresa economica del continente, qualora dovessero rendersi necessarie nuove misure restrittive per contrastare la nuova avanzata della pandemia.

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La chiusura dei mercati azionari europei: in verde soltanto Zurigo

Di seguito, le performance registrate, in chiusura di seduta e su base giornaliera, dai principali indici azionari europei:

  • SMI (Zurigo): +0,42%
  • FTSE 100 (Londra): -0,06%
  • IBEX 35 (Madrid): -0,24%
  • FTSE MIB (Milano): -0,33% a quota 24.792,78 punti indice
  • CAC 40 (Parigi): -0,51%
  • DAX (Francoforte): -0,57%

L’Euro Stoxx 50, indice composto dalle 50 società europee con maggior capitalizzazione di mercato, termina la seduta con una performance di -0,51%, evidenziando la prevalenza dei venditori nei mercati azionari europei, durante la seduta odierna.

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Titoli migliori del Ftse Mib

I titoli più acquistati di giornata, tra quelli appartenenti all’indice principale di Piazza Affari, sono stati:

  • Ferrari: +1,24%
  • Hera: +1,05%
  • Terna-Rete Elettrica Nazionale: +1,04%
  • Enel: +0,98%
  • Azimut Holding: +0,87%
  • A2a: +0,70%
  • Pirelli: +0,66%
  • Nexi: +0,49%
  • Amplifon: +0,47%
  • Snam: +0,42%

Titoli peggiori del Ftse Mib

I titoli azionari che hanno evidenziato i maggiori ribassi, invece, sono stati i seguenti:

  • Bper Banca: -3,22%
  • Tenaris: -2,83%
  • Banco Bpm: -2,17%
  • Stellantis: -2,01%
  • Moncler: -1,77%
  • Saipem: -1,59%
  • Unicredit: -1,35%
  • STMicroelectronics: -1,08%
  • Cnh Industrial: -1,06%
  • Intesa San Paolo: -1,06%

Stati Uniti: l’attuale incertezza anticipa un imminente ribasso di Wall Street?

Dopo aver aperto gli scambi in territorio positivo, si sono verificate delle vendite nei mercati azionari statunitensi che hanno portato gli indici in territorio negativo. Continua, dunque, l’andamento tendenzialmente laterale di Wall Street, dove si verificano, però, sempre più spesso delle correzioni ribassiste a livello intraday. Finora, sono sempre state riassorbite nel giro di poco tempo, ma potrebbe essere considerato come un segnale di allarme, nel senso di una imminente e più profonda correzione, il fatto che ogni giorno ci siano delle scosse al ribasso. Inoltre, oggi l’indice S&P 500 non ha superato il massimo della seduta di ieri e anche questo potrebbe essere un ulteriore segnale della scarsa convinzione degli investitori nel procedere a nuovi acquisti. Per chi investe nell’azionario statunitense, ma di riflesso anche in tutti gli altri mercati azionari, sarà necessario operare con molta prudenza perché da qui a settembre è molto probabile un ritracciamento dagli attuali livelli, che potrebbe precedere il tipico (in annate rialziste) rally dell’ultimo trimestre dell’anno.

Questo l’andamento dei tre principali indici di Wall Street, alle 18:40 ora italiana:

  • Dow Jones: -0,26%
  • S&P 500: -0,22%
  • Nasdaq 100: -0,15%

Per quanto riguarda i dati macroeconomici, risultano in ripresa le vendite al dettaglio: a giugno, su base mensile, le vendite sono aumentate dello 0,6%, superando le aspettative degli analisti (-0,4%) e in netto miglioramento rispetto al dato rilevato con riferimento al mese di maggio (-1,7%). Non altrettanto positivo il rilascio preliminare, riferito al mese di luglio, dell’indice di fiducia dei consumatori, elaborato dall’Università del Michigan, che è risultato pari a 80,8, al di sotto delle stime degli analisti (86,5) e della lettura precedente (85,5).

Altre notizie dai principali mercati finanziari

Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bundovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, scende a quota 109 punti base, in calo di 2 punti rispetto all’ultimo valore di chiusura: in ribasso il rendimento del Btp, che si attesta  a +0,70%, mentre il rendimento del Bund scende leggermente a -0,39%. Piuttosto stabile il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato USA), che risulta pari a +1,31%, poco mosso rispetto al valore di chiusura della scorsa seduta.

Piccolo rimbalzo del Bitcoin, che evidenzia una sempre maggiore compressione di volatilità e movimenti laterali, con i prezzi che, ormai da quasi due mesi, oscillano nell’area di trading range delimitata dal livello di supporto dei 30.000 dollari e dal livello di resistenza dei 40.800 dollari. Sono questi due i livelli da monitorare per ottenere segnali operativi nel mercato del Bitcoin: sarà possibile esporsi al rialzo in caso di rottura rialzista della resistenza, o al ribasso in caso di rottura ribassista del supporto. In entrambi i casi, la rottura deve avvenire in chiusura di una candela giornaliera. Nell’ultimo mese, il range di oscillazione delle quotazioni è ancora più ridotto e pari, approssimativamente, a 5.000 dollari. Attualmente, la criptovaluta più famosa quota 32.000 dollari circa, corrispondenti ad una performance di +0,50% su base giornaliera.

Nel mercato valutario, poco mosso il cambio Euro/Dollaro USA, che resta sui livelli della vigilia. Attualmente, viene scambiato ad un tasso di 1,1808, corrispondente ad una variazione su base giornaliera di -0,03%.

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Per quanto riguarda il mercato delle materie prime, in ribasso il prezzo dell’oro, pari attualmente a 1.816 dollari l’oncia, corrispondenti ad una performance su base giornaliera di -0,75%. In rialzo, invece, il prezzo del petrolio, dopo due sedute consecutive di ribasso: il WTI (West Texas Intermediate, prodotto negli Stati Uniti) quota 71,97 dollari al barile, con una performance di +0,60% su base giornaliera, mentre il Brent (prodotto in Europa) quota 73,67 dollari al barile, con una variazione di +0,27% rispetto all’ultimo valore di chiusura.

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