Piazza Affari, venerdì 9 aprile: chiusura negativa, scendono Saipem e Telecom, vola Tod’s

La chiusura della seduta odierna della borsa di Milano, con uno sguardo anche all’andamento dei principali mercati finanziari. Titoli migliori e titoli peggiori di giornata.

borsa
Adobe stock

Termina con una perdita l’ultima seduta della settimana per la borsa di Milano. Il listino milanese fa registrare la seconda chiusura consecutiva in rosso, a causa dei timori legati alla pandemia provocata dal Covid-19 e dalla campagna di vaccinazione che ancora non mostra quegli evidenti segnali di accelerazione che, probabilmente, gli investitori vorrebbero vedere per tornare ad acquistare azioni delle società quotate a Piazza Affari.

Analogamente a quanto avvenuto durante la seduta di ieri, ha pesato, sulla performance dell’indice principale del listino milanese, un ulteriore calo del settore bancario, che rappresenta una quota importante dei titoli di cui è composto il paniere azionario del FTSE MIB. In sofferenza anche i titoli legati al petrolio.

Andamento contrastato, invece, per quanto riguarda le altre principali piazze europee. Queste, nel dettaglio, le performance registrate in chiusura di seduta:

  • SMI (Zurigo): +0,26%
  • DAX (Francoforte): +0,21%
  • CAC 40 (Parigi): +0,06%
  • FTSE 100 (Londra): -0,38%
  • FTSE MIB (Milano): -0,60% a quota 24.429,41 punti indice
  • IBEX 35 (Madrid): -0,83%

L’indice Euro Stoxx 50 chiude la seduta sui livelli della vigilia (+0,03%), a quota 3.978,84 punti indice. Questo evidenzia come, nel complesso delle borse europee, la seduta sia stata caratterizzata da una certa prudenza da parte degli investitori, i quali, in linea generale, hanno preferito non arricchire i propri portafogli di investimento con nuovi titoli azionari nell’ultima seduta di scambi della settimana.

LEGGI ANCHE >> Quali sono le borse più importanti al mondo e cosa sono gli indici

Migliori titoli del FTSE MIB

Tra i titoli azionari del listino principale della borsa di Milano, spiccano le performance dei seguenti:

  • Buzzi Unicem: +1,44%
  • Nexi: +1,22%
  • Amplifon: +1,19%
  • Atlantia: +0,61%
  • BPER Banca : +0,59%
  • Mediobanca: +0,52%
  • STMicroelectronics: +0,50%
  • Poste Italiane: +0,23%

Peggiori titoli del FTSE MIB

Le vendite hanno, invece, colpito maggiormente questi titoli azionari:

  • Saipem: -3,02%
  • Telecom Italia: -2,56%, a causa dell’incertezza al riguardo della realizzazione del progetto rete unica.
  • Inwit: -2,40%
  • Italgas: -1,85%
  • Pirelli: -1,84%
  • Snam: -1,70%
  • Terna: -1,51%
  • Banca Mediolanum: -1,38%

Il rally di Tod’s: Chiara Ferragni nuovo membro del CdA

Tod’s S.p.a. è un’azienda specializzata nella produzione di calzature e abbigliamento, con marchi Tod’s, Hogan, Fay e Roger Vivier. Non fa parte dell’indice principale della borsa di Milano, ma del FTSE MidCap, del quale fanno parte i titoli azionari di società con capitalizzazione di mercato inferiore rispetto a quelle incluse nel FTSE MIB.

Nella seduta odierna, Tod’s ha fatto registrare una performance straordinaria del +14%, che ha portato il titolo su livelli che non raggiungeva da oltre un anno (febbraio 2020), in seguito all’annuncio dell’ingresso di Chiara Ferragni nel Consiglio di Amministrazione.

Il mercato ha apprezzato l’aumento di visibilità dei prodotti Tod’s, che l’ingresso di Chiara Ferragni nel CdA dovrebbe generare. Di conseguenza, gli investitori si attendono un incremento dei ricavi e degli utili del gruppo e hanno acquistato in massa le sue azioni.

Altre notizie dai principali mercati finanziari: nuovi segnali di ripresa economica negli Stati Uniti

Si appresta a chiudere in leggero rialzo Wall Street, durante l’ultima seduta della settimana. Il Dow Jones e l’S&P 500 continuano ad aggiornare i massimi (molto vicino anche il Nasdaq) sulla spinta dell’ottimismo derivante dai segnali di crescita economica sostenuta degli Stati Uniti e dal contestuale impegno, da parte della Federal Reserve, ribadito in più occasioni, nel non rimuovere troppo presto le misure di sostegno all’economia, almeno finchè la ripresa economica non sarà completata.

Queste le performance su base giornaliera dei tre principali indici azionari statunitensi:

  • Dow Jones: +0.41%
  • S&P 500: +0.29%
  • Nasdaq: +0,03%

Rilasciati in mattinata, come indicato nel calendario economico, i dati relativi alla produzione industriale tedesca nel mese di febbraio: è risultata in contrazione dell’1,6% , al di sotto delle aspettative degli analisti (che si aspettavano un incremento dell’1,5%), ma in miglioramento rispetto al precedente -2,0% riscontrato in riferimento al mese di gennaio.

Tutti positivi, invece, i dati macroeconomici rilasciati nel pomeriggio negli Stati Uniti, dove spicca l’indice dei prezzi alla produzione, relativo al mese di marzo, risultato pari a +1,0%, rispetto ad una previsione degli analisti ed un dato precedente pari entrambi a +0,5%. Molto positivo anche il dato relativo alla variazione nel livello dell’occupazione in Canada, che nel mese di marzo è risultata pari a +303.100, a fronte di una previsione di +100.000. In calo, a marzo, anche il tasso di disoccupazione canadese, risultato pari a +7,5%, migliore rispetto alla previsione di +8% e in calo rispetto al precedente +8,2%.

LEGGI ANCHE >> Fed, ancora stimoli all’economia nonostante la crescita più sostenuta

Torna a salire lo spread Btp/Bund che si attesta a quota +103 punti base. Il Btp decennale ha un rendimento pari a +0,73%, mentre il Bund decennale (titolo di Stato tedesco) rende -0,30%. Leggero rialzo del rendimento del Treasury decennale, che risulta pari a +1,67%.

Nel mercato valutario, poco mosso il cambio Euro/Dollaro USA, che viene scambiato in area 1,19 (-0,08%).

Per quanto riguarda le materie prime, da segnalare il ribasso dell’oro: in questo momento, viene scambiato a quota 1.743,35 dollari l’oncia, con una performance di -0,86%. Scende anche il petrolio: il WTI (prodotto in Texas, Stati Uniti) quota 59,40 dollari al barile, con una variazione di 0,37% rispetto alla chiusura di ieri, mentre il Brent (prodotto in Europa) viene scambiato ad un prezzo pari a 63 dollari al barile, con una variazione di -0,27%.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *