L’euro è in circolazione ormai da quasi 20 anni, ma c’è una banconota in particolare che ha visto moltiplicato il proprio valore.
Tutti conosciamo la banconota da 500 euro. Ha fatto il suo ingresso nelle nostre tasche (purtroppo non in tutte), con l’introduzione dell’euro nel 2002. Al momento questo taglio rappresenta il 30% di tutti gli euro in circolazione ed è presente in 25 paesi. In verità la sua nascita va datata al 1999, ma per i suoi primi 3 anni di vita ha vissuto come moneta virtuale venendo utilizzata solo per fini contabili.
La banconota fu disegnata dal designer austriaco Robert Kalina nel 1996. In questi anni sono state mantenute sempre le stesse norme di sicurezza e le stesse dimensione per il taglio da 500 euro. A cambiare è stata solo la firma del presidente BCE di turno. Vi sono quindi tre versioni: una firmata da Duisenberg, una da Trichet e infine una dal nostro Mario Draghi.
Al momento non è prevista un’altra serie di questa banconota. Il grosso valore del taglio in questione si pensa possa favorire le organizzazioni criminali. Proprio per questo si è deciso di sospendere la circolazione di tale taglio a partire dal 2019 (già dal 2014 non veniva più stampata). A maggior ragione quindi alcuni esemplari di queste 500 euro possono valere una fortuna.
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Tra le più rare in particolare ci sono le Fior di Conio a firma Duisenberg del 2002. Quell’anno furono messe in circolazione “solo” 61 milioni di banconote da 500 euro. In particolare però la versione irlandese, che riporta il codice nazionale “T” è praticamente introvabile in FDS visto che ne furono stampate solo in 200mila. Nello stato SPL, invece, ha un valore commerciale di 5mila euro. Ad avere un grosso valore è anche la versione Finlandia con codice “L”, sempre del 2002, con l’assenza dell’ologramma.
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