Le 7 regole psicologiche per la gestione della posizione

Come eseguire la parte più difficile del trading in modo ottimale.

Trading e psicologia

Alcuni trader sostengono che quando si è davanti al monitor a mercati aperti, non si è mai soli. Pronti a cogliere i segnali per l’occasione redditizia siamo come divisi in due: una parte di noi prepara la strategia, mentre l’altra parte è incaricata di eseguirla. È questa la parte sulla quale si concentra maggiormente l’attenzione quando l’esecutore si prepara a sostenere il suo carico di emozioni e di aspettative.

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Sette regole per eseguire al meglio la strategia di trading

A questo proposito, ecco le sette regole fondamentali per poter eseguire la parte più difficile del trading in modo ottimale.

  1. Prima di utilizzare un nuovo strumento, assicurarsi di conoscerne il funzionamento, le correlazioni e le caratteristiche della sua price action. Prima di aprire una nuova operazione assicurarsi che la propria decisione non sia basata sull’avidità, sulla speranza, sull’impazienza. Non lasciare che la stanchezza di stare a mercato o di non esservi ancora entrati, ci faccia rifuggire dal buon senso. Sempre nella fase preliminare, in questo senso, è indispensabile considerare il ruolo che l’esperienza passata può avere sulla decisione presente, è importante quindi di non cercare correlazioni tra i risultati dei trade passati con quello presente, sia a livello di gestione che di money management. Evita di compensare emozioni con comportamenti evitanti influendo sull’applicazione tecnica. Cerca quindi come esecutore di non sostituirti alla tua ‘controparte’.
  2. Osservando un grafico non fare previsioni grafiche sull’andamento dei prezzi, non crearsi dei pregiudizi basati sull’esperienza nel mondo quotidiano, per esempio non associare le regole fisiche alla dinamica dei prezzi: le quotazioni non sono soggette alla forza di gravità o altre dinamiche simili. Osservare il prezzo dell’asset da un minimo di tre settimane fino a qualche mese, in modo da valutare con cognizione di causa e cogliere i cambiamenti dell’asset in relazione a quelli del mercato.
  3. Non prendere decisioni su aspettative basate su notizie macroeconomiche di cui non se ne conosce l’esito o l’effetto che il dato potrà avere sulla volatilità del prezzo. Nel caso si fosse già a mercato assicurarsi che la propria  equity o gran parte di essa sia effettivamente messa in sicurezza.
  4. Una volta aperta la posizione lasciare correre il prezzo, non fare previsioni durante il suo movimento. Non considerare una situazione dinamica come statica per via della distorsione percettiva data dalle emozioni rispetto allo scorrere del tempo. Osservare con distacco rispetto alla propria aspettativa iniziale: il cambiamento del prezzo o dello scenario può necessitare di aggiustamenti sui target di prezzo.
  5. Fare attenzione al fatto che la percezione del valore dei soldi cambia in funzione delle circostanze: valutare la cifra sempre in valore relativo e mai in valore assoluto, quindi in base all’influenza sul money management. Fare attenzione al fatto che momenti di ‘abbondanza’ (serie di vincite o di numerose occasioni), fanno relativizzare le buone occasioni e non cogliere vantaggi che avremmo altrimenti colto in momenti di scarsità. Bisogna per questo sviluppare con equilibrio una tendenza all’avidità, concentrandola nei giusti momenti. Lo stesso vale quando siamo difronte a una serie di perdite. Non correlare la chiusura di una operazione su di uno strumento all’ammontare di un guadagno effettuato, non esiste alcuna relazione tecnica tra l’ammontare del nostro profitto o perdita, e la chiusura dell’operazione se non è il momento giusto per farlo.
  6. Ridurre al minimo il numero delle operazioni e lasciare correre i profitti per aumentare al massimo il rendimento compensando il rischio incorso alla sua apertura.
  7. Prima dei soldi la nostra soddisfazione dovrebbe stare nel comprendere la funzione di una strategia, immaginare di eseguire correttamente la propria strategia è come trovarsi all’interno di una gabbia con gli squali attorno: la gabbia ti limita e protegge allo stesso tempo, impedendoti di andare incontro al pericolo, ma anche ai pericoli di poterti colpire.

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