Addio alla frode fiscale, prorogato il Reverse charge fino al 2026 per limitare i danni: attenzione ai limiti

Una nuova direttiva UE ha prorogato fino a tutto il 2026 il Reverse charge, strumento che serve per combattere la frode fiscale in materia di IVA.

Fino al 31 dicembre 2026 gli Stati membri possono stabilire che il debitore dell’imposta sia il soggetto passivo nei cui confronti sono effettuate le seguenti operazioni“.

Reverse charge
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Questo è l’art 199 bis della Direttiva UE 2022/890 modificato recentemente dal Consiglio dell’Unione Europea e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale. La modifica è stata apportata alla Direttiva 2006/112/CE e consiste in una proroga temporale di uno strumento che serve a contrastare la frode fiscale riguardante l’imposta sul valore aggiunto (IVA).

Reverse charge: è ufficiale la proroga

Il periodo di applicazione del meccanismo facoltativo di inversione contabile si allarga ed è quello che riguarda la prestazione di determinati servizi, il rischio di frodi, la cessione di determinati beni e il meccanismo di reazione rapida contro le frodi riguardanti l’IVA. Si è quindi ritenuto che sia il meccanismo di reazione rapida che quello di inversione contabile, pur essendo materie temporanee, abbiano prodotto risultati utili. Senza la proroga gli Stati membri si sarebbero ritrovati senza strumenti efficaci per contrastare la frode. Nella nuova direttiva anche il Quick Reation Mechanism, noto come meccanismo di reazione rapida, utilizzato contro le frodi legate all’IVA, è stato prorogato fino al 2026.

La scelta del Consiglio dell’Unione Europea si fonda su diverse considerazioni, prima fra tutte quella che le frodi fiscali in materia di IVA minano il funzionamento del mercato interno e portano a pesanti perdite di bilancio. Gli Stati membri in base alla direttiva 2006/112/CE potevano usare in modo facoltativo il meccanismo di inversione contabile per pagare l’IVA sulle cessioni di prestazioni di servizi predefinite e di beni. Su questi però era elevato il rischio di frode, soprattutto la frode intracomunitaria dell’operatore inadempiente (MTIC).

All’interno della direttiva c’è anche il meccanismo di reazione rapida che permette agli Stati membri di adottare una procedura accelerata per l’utilizzo del meccanismo di inversione contabile, utile a combattere in maniera più efficace le frodi più grandi ed improvvise. Il problema che si presentava a breve era la scadenza di tali misure, la cui validità terminava il 30 giugno 2022. Per arrivare ad un nuovo sistema dell’IVA, quello definitivo volto ad affrontare con maggiori risultati la frode MTIC, la Commissione ha scelto di fare sue due proposte legislative che avrebbero dovuto entrare in vigore 1° luglio 2022.

I tempi però paiono slittare e certamente non verranno rispettati, in quanto le proposte sono ancora ad un punto di negoziazione in Consiglio. Ecco dunque che la recente proroga del Reverse charge da parte dell’UE sembra voler tutelare gli Stati membri, evitando di lasciarli in balia delle frodi. Con il meccanismo di inversione contabile e di reazione rapida ancora attivi si può continuare così a limitare i danni.

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