Settimana lavorativa corta e non solo, svolta epocale: dove è già realtà

Flessibilità per dipendenti che potranno scegliere la settimana lavorativa corta, e non è l’unica importante novità in Belgio: il punto sull’Italia

Grandi novità dal Belgio, con i lavorativi dipendenti che avranno modo di scegliere la settimana lavorativa di 4 giorni, e non è la sola novità: i dettagli e il punto sull’Italia, ecco di cosa si tratta.

Settimana lavorativa corta e non solo, svolta in Belgio: e l'Italia?
Scrivania (fonte foto: Adobestock)

A stabilire la novità in questione un pacchetto di riforme che è stato approvato dal Governo, che permette la possibilità per dipendenti di spalmare le ore settimanali di un full time su 4 giorni lavorativi, senza che vi siano modiche rispetto allo stipendio. Inoltre, previsto anche il diritto alla disconnessione alla fine dell’orario di servizio previsto.

Il vicepremier e ministro del Lavoro Dermagna, si legge dal Corriere.it, ha affermato: “Progressi concreti per tutti i lavoratori”. Il progetto di legge sarà esaminato prima dell’emanazione, non è noto al momento quindi quando entreranno in vigore le nuove regole.

Settimana lavorativa breve e corta in Belgio, diritto alla disconnessione

Gli aspetti principali riguardano in particolare ed in sintesi il diritto concreto alla formazione dei lavoratori, più tutele per chi lavora sulle piattaforme, equilibrio tra vita lavorativa e privata, misura di rafforzamento dell’occupazione, come riportato dal Corriere.it.

Il primo aspetto circa la formazione, consente lo sviluppo di un piano per dar sostegno e far fruttare competenze dei lavorativi a tutte le aziende che hanno più di 20 dipendenti. Rispetto a chi lavora su piattaforme come Uber, Just Eat e gli altri, questi avranno maggior protezione legale, un’assicurazione per infortuni sul lavoro e vi saranno regole più dettagliate circa la definizione o meno di lavoratore autonomo.

Capitolo flessibilità oraria e organizzazione lavoro dipendente. Vi sarà la possibilità di fare richiesta di spalmare le 38 ore lavorativa in 4 giorni e non 5, per sei mesi. Poi decideranno se tornare indietro o restare con tale nuova impostazione.

Allo stesso modo vi è l’obbligo per le azione di dare comunicazione ai lavoratori sottoposti a turni, degli orari di lavoro almeno una settimana prima. Le richieste circa la settimana lavorativa breve potranno essere rifiutate, ma motiviate per iscritto.

L’opzione flessibilità oraria è stata concepita anche come supporto alla genitorialità. Altro punto importante riguarda il diritto alla disconnessione, già sperimentato dai lavoratori del pubblico a gennaio e che ora potrà essere adottato da tutti i dipendenti di aziende private con più di 20 dipendenti. Questi saranno autorizzati, nel rispetto di quanto previsto, a non rispondere a mail, messaggi ecc., fuori dall’orario di lavoro.

Lavoro autonomo, novità importante che bisogna conoscere: è obbligatorio

Settimana lavorativa corta e breve in Italia: è possibile?

In molti potrebbero chiedersi se fosse possibile prendere in considerazione tale opzione anche in Italia, ma la settimana lavorativa corta al momento sembra essere lontana. Come spiega Money.it, è una opzione impiegata da due aziende internazionali con sede a Milano, che applicano il medesimo salario per 4 giorni lavorativi, ma non si tratta di qualcosa di diffuso.

Un passaggio che sembrerebbe esser stato accelerato in molti Paesi a causa del Covid, con l’impiego dello smart working, ma in Italia il lavoro da remoto sembra andare incontro a varie difficoltà, tanto nella PA quanto nel privato.

Money spiega che le priorità della politica sembrano essere altre, con i temi caldi che riguardano ad esempio il caro bollette, oppure pensioni, RdC e altro, ma la cui attenzione non sembra essere concentrata molto sul tema orario lavorativo.

Al momento, a prescindere dalle difficoltà di applicazione e da discorsi pratici, non sembrerebbe esserci la volontà politica, sottolinea Money.it, di aprire la discussione su tale argomento, a differenza di quanto avviene in alcuni Paesi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *