Superbonus in crisi? Arriva il decreto Semplificazioni per sbloccare la cessione dei crediti

In tema di Superbonus 110% finalmente buone notizie con lo sblocco della cessione dei crediti in virtù di quanto incluso nel decreto Semplificazioni. Quali sono le prospettive per la maxi agevolazione nel campo dell’edilizia?

Il Superbonus ha avuto in questi mesi vari problemi di ordine pratico, e ciò è ben noto. Nata con i migliori auspici, la maxi agevolazione non ha mantenuto tutte le promesse per una serie di fattori combinati tra loro.

Superbonus
pixabay

Tra essi, la questione risorse disponibili, il malfunzionamento del meccanismo della cessione del credito che – come ha recentemente ricordato lo stesso Draghi – poteva essere scritto meglio e la difficoltà a reperire i materiali sono elementi che hanno reso molto difficoltoso il percorso di questo beneficio nell’ambito dell’edilizia.

Se a questo sommiamo anche il caro prezzi, il quadro è completo. Il Superbonus si è inceppato e ha bisogno di correttivi per ripartire e rilanciare un mercato in crisi. Obiettivo del Governo è infatti anche salvare il lavoro di migliaia di lavoratori del settore edile e degli imprenditori dell’ambito.

Nonostante la crisi del Governo, culminata nelle dimissioni del Premier, una soluzione sul Superbonus sembra però ormai prossima. Infatti la Camera ha trovato un interessante accordo, grazie al quale da ora le banche potranno cedere i crediti a tutti i correntisti titolari di partita Iva. Vediamo qualche ulteriore dettaglio.

Superbonus: l’approvazione del decreto Semplificazioni consentirà il rilancio?

Tra le criticità dell’agevolazione c’è soprattutto il meccanismo della cessione del credito, che va in qualche modo ‘fluidificato’ per rilanciare il Superbonus dopo mesi di crisi. Nelle ultime ore in Parlamento vi è stato l’ok al decreto Semplificazioni e, in particolare, ad un provvedimento che riapre di fatto alla cessione del credito, con le banche che potranno cederlo a tutti i titolari di p. Iva, di fatto eliminando le regole che impedivano detta possibilità.

Si tratta di un primo passo verso lo sblocco del Superbonus, in quanto il prossimo step prevede l’esame del Senato. Il decreto Semplificazioni, su cui il sì della Camera con 355 voti a favore, 31 contrari ed 11 astenuti, include tra gli altri interventi anche un emendamento che, in sostanza, riapre la cessione dei crediti relativi al Superbonus 110% e agli altri bonus edilizi.

In particolare grazie alla modifica è eliminata la data del primo maggio 2022, come termine da cui far decorrere le cessioni facilitate dei bonus in oggetto. Anzi l’emendamento riporta nel regime facilitato anche le cessioni e gli sconti in fattura resi noti all’Amministrazione finanziaria prima del primo maggio, che rischiavano di rimanere incagliati.

Superbonus: le difficoltà di questi mesi necessitano una soluzione

Le scelte prese alla Camera sicuramente giovano al meccanismo del Superbonus, migliorando di fatto l’impianto normativo di un’idea di potenziale, ma applicata non nel modo migliore. Ricordiamo infatti che, a cominciare dallo scorso mese di febbraio, era stata congelata la facoltà di cessione senza limiti dei crediti per accedere al Superbonus, in ragione di un’iniziativa antifrode messa in piedi nei confronti della maxi agevolazione. Come chiarito anche da numerosi casi di cronaca, il Superbonus ha infatti dato luogo a non pochi fenomeni di illeciti e abusi.

Tuttavia, lo stop si è rivelato una sorta di boomerang. Bloccare la possibilità di compiere nuove e successive cessioni del credito ha generato anche – a catena – un blocco del mercato e dell’acquisto di altri crediti da parte degli operatori finanziari. Una situazione di stallo che ha creato gravi problemi alle aziende del settore edile e che necessitava una risposta puntuale delle istituzioni.

L’alta quantità di crediti ‘incagliati’, vale a dire ceduti a terzi come sicuri – ma su cui non è mai giunta la comunicazione di accettazione o rifiuto – ha costituito una problematica tale da paralizzare il meccanismo del Superbonus.

Insomma, situazione precaria, difficoltà a rientrare nei costi per le piccole imprese, interventi a rischio monetizzazione: questi alcuni aspetti che ci aiutano a capire la situazione di crisi in cui negli ultimi mesi si è trovato il Superbonus. Ma grazie al decreto Semplificazioni nuove risorse saranno sbloccate.

La soluzione per sbloccare il Superbonus sta in una cessione del credito ‘facilitata’

Lo sblocco del Superbonus dunque poggia sulla soluzione di concedere agli istituti di credito di proseguire le cessioni verso i correntisti titolari di partita Iva, in modo che questi ultimi possano avere la liquidità utile ad acquistare nuovi crediti e proseguire con le opere cominciate. Permane l’elemento della solidarietà che scaturisce da questi crediti, vale a dire la responsabilità che ha chi compra il credito verso il Fisco, nel caso in cui emerga che questo sia proveniente da operazioni irregolari.

Da notare altresì che la legge di Bilancio 2022 ha condotto complessivamente a 33,3 miliardi di euro le risorse messe in campo per finanziare la detrazione fiscale pari al 110%, per l’efficientamento energetico e la riduzione del rischio sismico negli edifici. Quindi si tratta di un intervento certamente molto significativo e che non poteva restare ancora ‘impantanato’.

Ricordiamo infine che il decreto Semplificazioni, contenente un emendamento chiave per il futuro del Superbonus, ora sarà vagliato dal Senato per l’ok definitivo. Secondo la tabella di marcia, il provvedimento va convertito in legge entro il 20 agosto.

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