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Economia e Finanza

TFR e TFS, pagamento a rate, tempi troppo lunghi: arriva la decisione tanto attesa

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Il TAR, mediante ordinanza si è espresso in tema di TFR e TFS: c’entrano i pagamenti a rate talvolta troppo lunghi: ecco di cosa si tratta

Tema TFR e TFS, i quali vengono erogati a rate in tempi diversi, e talvolta lunghi: ad intervenire in merito una ordinanza del TAR che ha dichiarato illegittima tale modalità di erogazione: i dettagli a seguire.

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Questioni e temi importanti quelli che si legano al TFR, il trattamento di fine rapporto, e al TFS, il trattamento di fine Servizio, i quali spettano ai dipendenti alle fine del rapporto lavorativo. Si tratta di una sorta di buonuscita anticipata e, al fine di far si che fosse più facile avanzare la richiesta circa l’anticipo, ad esser stata istituita è una piattaforma online. Su cui poter inviare la relativa domanda.

A parlarne nel relativo approfondimento è InformazioneOggi.it, il quale si sofferma proprio su tali aspetti e l’ordinanza del TAR in quesitone.

TFS e TFR, l’ordinanza del TAR sulla questione rateizzazione dei pagamenti: i dettagli

Si tratta di un tema dunque importante e che sta a cuore a tanti, quello in questione, e può interessare approfondire quali sono le differenze tra TFS e TFR e come vengono calcolate.

Rispetto al tema in questione,  si legge che il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, circa il pagamento rateizzato del Trattamento Fine Servizio e Rapporto, mediante una ordinanza, lo ha ritenuto quale illegittimo ed anticostituzionale.

Si tratta dell’ordinanza n.6223 del diciassette maggio del 2022, attraverso cui vi è la richiesta alla Corte Costituzionale di modificare la legge. La quale istituisce il pagamento rateale. Per quanto concerne la buonuscita.

E ciò, si legge ancora, dal momento che in taluni casi i dipendenti del settore pubblico devono attendere tempistiche lunghe per poter entrare in possesso degli importi spettanti. Anche ventiquattro mesi.

A tal riguardo, va menzionata la legge n.147 del 2013, il cui ingresso in vigore risale al primo gennaio del 2014. Mediante tale legge, i dipendenti del settore pubblico possono avere il trattamento in una sola soluzione. Oppure in una modalità a rate. In tal caso, entro un dato importo, con la soglia che è di cinquanta mila€. Ove mai si andasse oltre tale limite, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale andrà ad erogare la restante parte della liquidazione. In 2 o un numero maggiore di rate annuali.

Ipotizzando il trattamento di fine servizio di un soggetto pari a centotrenta mila€, questi avrebbe una 1°rata da cinquanta mila€. Dopo dodici mesi, una 2°rata dal medesimo importo. Poi l’ultima, ma dall’importo di trenta mila€ dopo altri dodici mesi.

L’ordinanza del Tar riguarda proprio le tempistiche troppo lunghe, e su InformazioneOggi.it si legge al riguardo che ad esser stata sostenuto è il fatto che la rateizzazione è illegittima. E ancora, che va contro quanto previsto dall’art.36 della Costituzione.

Dunque, stando all’ordinanza sopracitata, la Corte Costituzionale dovrebbe prendere una decisione, col fine di rendere più brevi i tempi di attesa riguardo tali aspetti.

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