Analisi tecnica: differenza tra pullback, ritracciamento e inversione

L’analisi tecnica è una disciplina complessa che si avvale di numerosi termini tecnici. Alcuni di questi come ritracciamento, pullback e inversione possono essere confusi tra loro suscitando alcune incertezze.

Nonostante possa sembrare che queste parole siano sinonimi, tra esse ci sono importanti differenze determinanti per la comprensione degli effetti e delle evoluzioni price action.

Un pullback è una variazione contraria alla tendenza generale di una quotazione. Questa tuttavia risulta temporanea e avviene solitamente in presenza di livelli chiave come medie mobili, trend line o supporti e resistenze. Il pullback è quindi un momentaneo ripiegamento del prezzo causato da una temporanea incertezza e dalla reattività dei trader. Al pullback segue solitamente un consolidamento per poi proseguire in direzione del trend.

In questo senso i pullback sono delle opportunità di ingresso a mercato che segnalano un momentaneo equilibrio tra acquirenti e venditori. È sempre necessario contestualizzare i segnali della price action all’interno di una strategia di trading. Se il pullback dovesse essere influenzato da eventi di mercato e da variazioni impreviste dei volumi presenti può trasformarsi in una inversione.

La relazione tra pullback e inversione e ritracciamenti

L’inversione è l’evento di mercato che segnala la fine della tendenza e l’inizio di movimento opposto, questa può spezzare il trend ed essere temporanea oppure innescare l’inizio di una tendenza contraria. L’inversione di un trend long è definibile dal superamento del precedente minimo di prezzo, con le quotazioni che non riescono a raggiungere o superare gli ultimi massimi relativi. Viceversa per quanto riguarda l’inversione di un trend short.

La tendenza prevalente può essere interrotta da una generale presa di profitti, o da una perdita di fiducia dei trader. I fattori in grado di determinare la fine di un trend sono molteplici e in generale un’inversione significa un cambiamento profondo nel sentiment di mercato.

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Quando invece la tendenza prosegue in modo regolare le variazioni opposte a quella generale del prezzo costituiscono quelli che sono chiamati ritracciamenti. Ogni tendenza non prosegue con un prezzo che varia in modo lineare, ma alterna cicli rialzisti e ribassisti. In un trend long ad esempio i cicli rialzisti sono circa 2/3 maggiori di quelli ribassisti, questi costituiscono i ritracciamenti all’interno della tendenza. Il ritracciamento è quindi la variazione fisiologica del prezzo dovuto all’alternanza di fasi di prevalenza di vendite o ad acquisti. Acquirenti e venditori si alternano all’interno della prevalenza di una delle controparti. Quando in un trend long i volumi in acquisto sono maggiori di quelli short il ritracciamento si mantiene tra il 25 e il 50% dell’ultima variazione rialzista. Gli stessi valori sono validi naturalmente anche nei trend short che hanno come punto di riferimento l’ultima variazione ribassista.

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