Boom di Tod’s: Chiara Ferragni innesca un’inversione rialzista?

Il gruppo attivo nel settore dell’abbigliamento di lusso è stato il migliore nell’ultima seduta della borsa di Milano. L’analisi tecnica del titolo può fornirci uno spunto operativo.

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Tod’s S.p.a. è una società italiana, controllata dalla famiglia Della Valle, specializzata nella produzione di calzature e abbigliamento di lusso, ma anche di borse ed accessori vari in pelle. Questi prodotti vengono commercializzati con marchi Tod’s, Hogan, Fay e Roger Vivier.

Tod’s  è quotata nella borsa di Milano dal 2000: non fa parte dell’indice principale del listino milanese (0vvero il FTSE MIB), ma del FTSE MidCap, del quale fanno parte i titoli azionari di società con capitalizzazione di mercato inferiore rispetto a quelle incluse nel FTSE MIB.

Nella seduta di venerdì 9 aprile,  Tod’s ha fatto registrare a Piazza Affari una performance straordinaria del +14%, che ha consentito al titolo di chiudere gli scambi sui massimi di seduta, precisamente ad una quotazione pari a 32,74 euro per azione. Si tratta di un prezzo che il titolo azionario Tod’s non raggiungeva da oltre un anno (fine febbraio 2020).

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Il motivo del boom di Tod’s a Piazza Affari: l’effetto Chiara Ferragni

Questo rally è stato innescato dall’annuncio dell’ingresso di Chiara Ferragni nel Consiglio di Amministrazione della società. La nomina di Chiara Ferragni quale membro del CdA dovrebbe generare, infatti, un notevole incremento di visibilità per i prodotti Tod’s, perciò questa novità è stata molto apprezzata dagli investitori, i quali hanno acquistato con grande entusiasmo le azioni Tod’s, in previsione del probabile incremento dei ricavi e degli utili del gruppo che questa mossa dovrebbe determinare.

Chiara Ferragni è l’influencer più famosa d’Italia e tra le più seguite al mondo, oltre che la più seguita dagli adolescenti, e la sua notevole “influenza” è stata dimostrata proprio da quanto accaduto ieri in borsa, dopo la notizia del suo ingresso ufficiale nel Consiglio di Amministrazione del gruppo Tod’s S.p.A.

Tod’s aveva chiuso la seduta di giovedì 8 aprile con una capitalizzazione di mercato (numero di azioni in circolazione x prezzo di mercato di un’azione) pari a  945 milioni di euro. Dopo la chiusura di venerdì, invece, la capitalizzazione di mercato risulta pari a quasi 1.040 milioni con un “effetto Ferragni” quantificabile in quasi 100 milioni di euro.

Le ragioni alla base della decisione di Tod’s

Diego Della Valle, CEO di Tod’s, ha così motivato, in una nota, la sua decisione di introdurre Chiara Ferragni nel CdA del gruppo Tod’s:

“Ritenendo sempre più importante occuparsi di impegno sociale, della solidarietà verso il prossimo e della sostenibilità nel rispetto dell’ambiente e del dialogo con le giovani generazioni, il gruppo Tod’s nomina Chiara Ferragni membro del consiglio di amministrazione. Siamo certi che la conoscenza di Chiara del mondo dei giovani, unita all’esperienza dei membri del CdA, possa costruire un gruppo di pensiero dedicato a progetti focalizzati alla solidarietà verso gli altri, con forte attenzione al mondo giovanile che, mai come in questo momento, ha bisogno di essere ascoltato”.

Secondo quanto affermato da Diego Della Valle, la nomina di Chiara Ferragni quale nuovo membro del Consiglio di Amministrazione, sarebbe legata  alla volontà di Tod’s di prestare maggiore attenzione ai temi dell’impegno sociale, della solidarietà verso il prossimo e della sostenibilità ambientale (cosiddetta Environmental Social Governance), con l’obiettivo di coinvolgere in progetti di questo tipo anche le nuove generazioni, sulle quali Chiara Ferragni è in grado di generare una certa influenza con la sua attività di comunicazione sui social network.

Tra l’altro, Tod’s aveva già collaborato con la Ferragni nel 2017: l’influencer, in veste di designer, aveva firmato la capsule collection denominata ‘Chiara Loves Tod’s‘.

Va anche detto che i ricavi di Tod’s sono risultati in calo per due esercizi consecutivi, perciò appare scontato che, oltre alla nobile causa legata al tema della sostenibilità socio-ambientale, dietro questa decisione ci sia anche (se non soprattutto) la volontà di dare una svolta ai risultati economici del gruppo, in sofferenza anche a causa del Covid-19, tramite un aumento dell’appetibilità dei propri prodotti tra i giovani, puntando sulla notorietà di Chiara Ferragni. Nel 2020, infatti, il fatturato del Gruppo Tod’s è stato pari a 637,2 milioni di euro, registrando un considerevole calo del 30,4% rispetto al 2019. Nel quarto trimestre, quando in Italia era in corso la seconda ondata della pandemia, i ricavi sono scesi del 22,6% a 184,5 milioni di euro. Nel 2019, invece, il Gruppo aveva chiuso l’esercizio con ricavi pari a 916 milioni di euro, ovvero -2,6% rispetto al 2018.

Analisi tecnica di Tod’s: partenza di un nuovo trend rialzista di lungo periodo?

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Tod’s, timeframe settimanale. Fonte: TradingView

Il titolo azionario Tod’s è reduce da un lungo trend ribassista, partito nel lontano 2013, quando un’azione valeva oltre 140 euro.

Come è possibile notare dal grafico settimanale, a partire da marzo 2020, quindi nel corso dell’ultimo anno, il prezzo ha costruito una tipica figura di inversione del trend, secondo gli insegnamenti dell’analisi tecnica classica, ovvero il testa e spalle rovesciato. Sul grafico sono state indicate le tre componenti della figura, ovvero la spalla sinistra (S), la testa (T) e la spalla destra (D), la quale, come da manuale, è costituita da un minimo più alto dei due precedenti. La testa è, come l’analisi tecnica prevede, il minimo più basso dei tre.

L’ultima candela settimanale, grazie all’annuncio dell’ingresso di Chiara Ferragni nel CdA, ha effettuato il breakout (rottura rialzista) della neckline della figura, cioè la resistenza posizionata in area 31,06 euro. Ciò vuol dire che, a differenza della situazione descritta qualche giorno fa sul titolo Saipem, in questo caso la figura è stata completata e, dunque, il segnale rialzista può essere subito sfruttato per un’ingresso a mercato in acquisto, alla riapertura delle negoziazioni del prossimo lunedì.

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Si potrebbe, dunque, eseguire nella propria piattaforma di trading un’operazione long, impostando i seguenti ordini:

  • entrata a mercato immediata alla riapertura degli scambi oppure, per un trader più prudente, con un ordine “buy limit” in area 31,20 circa;
  • stop loss (linea orizzontale rossa sul grafico): al di sotto del minimo della testa della figura, pari a 17,80 (ad esempio stop loss=17,40);
  • take profit (linee orizzontale verdi): per mantenere un rapporto rischio/rendimento superiore ad 1, andrebbe impostato in area 47/47,20. Prima di questo livello c’è, però, un’altra resistenza che potrebbe frenare la salita dei prezzi in area 39,40. Si potrebbe, perciò, se il prezzo arrivasse nei pressi di quest’ultima resistenza, chiudere una parte dell’operazione, incassando parte dei profitti e portando, contestualmente, lo stop loss sul livello di entrata in modo da eliminare il rischio di perdita.

Nota: questo articolo ha finalità puramente informative e didattiche, non deve essere inteso come consiglio operativo di investimento. L’attività speculativa comporta notevoli rischi e chiunque la svolga se ne assume piena responsabilità. Pertanto, gli autori declinano ogni responsabilità circa danni derivanti da decisioni di investimento prese dal lettore.

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