Apple gela gli investitori: difficoltà tecniche con la produzione di iPhone e iPad

I risultati dell’ultimo trimestre per Apple sono stati incoraggianti, tanto che gli investitori avrebbero proseguito nel fornire liquidità all’azienda tramite il mercato azionario, se non fosse per gli annunci che hanno buttato benzina sul fuoco concernenti possibili diminuzioni nella produzione derivanti da rallentamenti nella catena di approvvigionamento.

Apple store

Nel 2020 il fatturato di Apple ha superato per la prima volta i 57 miliardi di dollari, facendo si che il primato per capitalizzazione superasse Aramco, il più grande produttore di idrocarburi Saudita. Oggi l’azienda di Cupertino si trova alle prese con difficoltà nell’assemblare i suoi modelli di iPhone e iPad, mancando i componenti essenziali per gli schermi.

L’industria tecnologica capitanata da Apple sta vivendo recentemente numerosi problemi vista la mancanza delle materie prime relative alla costruzione della componentistica hardware come i microchip, segnando una differenza data dalla resilienza insita nelle singole organizzazioni societarie.

Le notizie negative sono state accompagnate dalla rivelazione dei risultati dell’ultimo trimestre, con una crescita dei profitti derivanti dalle vendite globali del 36% e tali da compensare le prospettive negative per un prossimo rallentamento del giro d’affari. L’azienda ha attualmente dichiarato un introito pari a 81,4 miliardi che potrebbero aggiungersi alle nuove vendite di iPhone previste generalmente per il lancio sul mercato nelle prime settimane di settembre del nuovo modello, che è in grado da solo di rappresentare circa il 30% degli introiti dell’azienda.

Le vendite dell’iPad invece si sono attestate intorno ai 7,37 miliardi cresciute del 12% così come quelle del Mac, che hanno realizzato 8,24 miliardi e un incremento del 16%.

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Quotazioni Apple: possibile svolta ribassista

Dal punto di vista tecnico le quotazioni Apple si trovano attualmente ai massimi relativi intorno ai 145 dollari, già raggiunti a fine giugno e che hanno più volte segnalato un livello di resistenza oltre i quali gli investitori giudicano non più remunerativo l’ingresso o la permanenza a mercato. Il livello dei 145 dollari è attualmente l’apice di un ciclo quadrimestrale che si muove intorno agli stremi di una trend line di lungo periodo, intorno a questo prezzo la price action è supportata da volumi in ingresso che dopo un doppio massimo 149,80 dollari, segnato tra il 15 e il 26 di luglio, potrebbe innescare alla sua violazione l’inizio di una fase ribassista, arrivando fino al primo supporto di prezzo a 137 dollari.

Ultimamente l’azienda californiana sta lavorando per lanciare un nuovo servizio di credito che permetterà ai consumatori che utilizzano Apple Pay, di pagare posticipatamente o a rate i propri acquisti. Il servizio si mette sulla scia dell’offerta resa già popolare dai servizi di pagamenti come PayPal, è supportata per quanto riguarda Apple dagli accordi commerciali con Goldman Sachs che fungerà da creditore per l’azienda, al fine di ricevere il denaro utile a dilazionare i pagamenti con Apple Pay.

Fin dal 2019 l’istituto di credito aveva come proprio cliente l’azienda della mela, supportando la carta di credito Apple Card, che sarà col tempo messa da parte, data l’evoluzione dei servizi digitali, per venire sostituita da un sistema di pagamento che non fa ricorso a un conto corrente e può essere utilizzato direttamente dal proprio iPhone. Dal 2014 ogni dispositivo Apple è in grado di scaricare un proprio portafoglio digitale, che viene creato semplicemente per mezzo dell’associazione della propria carta di identità e viene accettato per i pagamenti dall’85% dei negozi al dettaglio negli Stati Uniti.

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L’azienda sta cercando di sviluppare in questa direzione ulteriori servizi che possano espandere le possibilità dei suoi clienti di accedere a un ecosistema finanziario esclusivo,  che è attualmente è in grado di generare utili dati dal pagamento delle commissioni e pari a 50 miliardi di dollari all’anno.

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