L’Assegno di invalidità torna cumulabile con i redditi da lavoro: aumento dal 74% al 99%

Grande passo avanti per i lavoratori invalidi, l’assegno di invalidità torna cumulabili con i redditi di lavoro. 

Assegno di invalidità torna cumulabile con i redditi da lavoro
Assegno di invalidità torna cumulabile con i redditi da lavoro

L’assegno di invalidità torma cumulabile con i redditi di lavoro, una grande vittoria dopo il messaggio dell’INPS che aveva sospeso l’assegno a molti invalidi che svolgevano piccoli lavoretti. Un emendamento al disegno di legge di conversione al Decreto lavoro e fisco, (n. 146/2021) è stato approvato al Senato e ribalta l’orientamento della Corte di Cassazione. L’emendamento chiarisce che, gli invalidi civili che percepiscono l’assegno di invalidità, potranno lavorare rispettando il limite di reddito previsto per la misura. Nel 2021 tale limite è di 4.931,29 euro.

Assegno di invalidità torna cumulabile con i redditi da lavoro

L’emendamento supera così il messaggio INPS n. 3495 del 14 ottobre 2021, che negava, alla luce delle sentenze della Corte di Cassazione che si erano pronunciate in merito (sentenze: n. 17388/2018; n. 18926/2019), il diritto della fruizione dell’assegno a coloro che lavoravano a prescindere dal reddito percepito.

L’assegno di invalidità è riconosciuto ai sensi della legge 118 dell’anno 1971 all’articolo 13 agli invalidi civili e mutilati con un’età da 18 ai 67 anni, che hanno un’invalidità accertata tra il 74% al 99%. Nel 2021 l’assegno erogato è pari a 287,09 euro, lo ricevono coloro che hanno redditi annui uguale o inferiore al valore di 4.931,29 euro.

Con questo emendamento i lavoratori disabili potranno continuare a lavorare rispettando il limite di reddito. Ricordiamo che l’INPS ogni anno pubblica le variazioni del limite di reddito annuale da rispettare.

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Prossimo passo aumento dal 74% al 99%

Vinta una lotta, c’è ancora tanto da fare. Si spera che il prossimo passo preveda l’aumento della pensione di invaldità anche agli invalidi civili che hanno una percentuale che va dal 74% al 99%. A chiedere equità della misura sono gli interessati e le associazioni di categoria che lottano per difendere i diritti degli invalidi.

L’assegno di invalidita come sopra riportato è di circa 287,09 euro erogato mensilmente e con l’incremento al milione può arrivare ad un valore massimo di circa 651 euro al mese. Attualmente percepiscono quest’aumento solo i titolari di prestazione di invalidità civile totale, cecità assoluta e sordità e i titolari di pensione di inabilità al lavoro. Quindi, sono esclusi gli invalidi con una percentuale invalidante dal 74% al 99%. L’assegno di invalidità civile è erogato per tredici mensilità, quindi, spetta anche la tredicesima mensilità. Nel cedolino pensione dicembre 2021 tantissimi bonus, incluso l’assegno sostitutivo e la 14esima

L’Anmic (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili) ha presentato una proposta che ha ricevuto molti sostenitori, per incremento al milione anche gli invalidi appartenenti con una percentuale dal 74% al 99%. La proposta evidenzia come la normativa ha creato una ingiusta disparità di trattamento assistenziale tra i pensionati. Sempre nello stesso periodo l’INPS ha bloccato l’assegno di invalidità a coloro che lavorano, e c’è stata una vera rivolta delle associazioni che hanno vinto, infatti, l’assegno di invalidità con il nuovo emendamento approvato, permetterà a coloro che svolgono piccoli lavoretti di continuare a ricevere l’assegno di invalidità civile.

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