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Economia e Finanza

All’assegno unico e universale si aggiungono specifiche maggiorazioni per i figli disabili, lo precisa l’Inail

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Grazie ai propri servizi web, l’Inail ha fatto chiarezza circa i rapporti tra l’assegno unico e universale e i nuclei familiari con almeno un figlio disabile.

 

L’assegno unico e universale per i figli a carico consiste nello strumento mirato a semplificare il quadro dei contributi a sostegno della natalità e consiste in un aiuto economico per ciascun figlio a carico fino ai ventuno anni di età.

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L’assegno unico è garantito a tutte le famiglie, al di là della loro condizione reddituale. Ciò che varia è soltanto l’ammontare del contributo. In considerazione di ciò, l’importo è legato all’ISEE valido al momento in cui si presenta la richiesta. Tuttavia se non si dispone del documento si può comunque ottenere l’assegno in oggetto, seppur nella misura minima.

Nel corso di queste settimane che seguono all’avvio vero e proprio della prestazione in oggetto, non pochi beneficiari dell’assegno unico si pongono domande circa il corretto calcolo del contributo.

Di seguito vogliamo in particolare considerare il caso del nucleo familiare con figlio maggiorenne disabile grave al 100%, riconosciuto dalla nascita. In effetti, potrebbero sorgere dubbi sull’esatto ammontare del contributo mensile: ecco la risposta dell’Inail a riguardo, fornita dai suoi servizi web.

Calcolo assegno unico: il caso della disabilità del figlio e le regole da applicare

Il caso concreto ovviamente non è affatto raro e c’è chi potrebbe domandarsi quale sia il motivo di un importo non particolarmente elevato dell’assegno unico. Ciò pur in presenza di un figlio disabile grave. Non deve sorprendere che vi sia stato chi ha ritenuto troppo basso l’importo erogato (di poco superiore al centinaio di euro), andando a chiedere spiegazioni all’Inail.

Ebbene, la risposta dell’ente a riguardo è piuttosto chiara e dettagliata: l’ammontare del contributo cambia in base a vari fattori. Il primo è l’indice Isee.

L’Istituto precisa che il beneficio in oggetto è massimo per nuclei familiari con Isee corrispondente o al di sotto dei 15mila euro annui (175 euro mensili per figlio minorenne) e va a scalare fino a un minimo per i nuclei con Isee superiori a 40.000 (50 euro per figlio minorenne).

Nelle circostanze di figlio con disabilità, vi sono delle maggiorazioni dell’assegno unico. In particolare, se il minore è affetto da una disabilità “media”, sarà previsto un incremento della misura di 85 euro mensili, che passa a 95 se “grave”, per poi giungere a 105 euro, in ipotesi in cui il figlio minore sia “non autosufficiente”. Tuttavia l’ISEE non rileva ai fini di questa specifica maggiorazione.

L’ipotesi del figlio maggiorenne disabile

Veniamo ora a caso del figlio maggiorenne disabile. Il quadro delineato da Inail è il seguente:

  • nell’ipotesi nella quale non abbia ancora compiuto 21 anni di età, al di là del grado di disabilità, la maggiorazione sarà corrisposta nella misura fissa di 80 euro (richiesta almeno disabilità di grado medio);
  • altrimenti, nel caso in cui il figlio abbia compiuto 21 anni, è previsto un assegno unico senza maggiorazioni. Esso cambia di importo, in base all’Isee del nucleo familiare, da un minimo di 25 a un massimo di 85 euro mensili. Anche in questo caso è richiesta la disabilità almeno di grado medio.

Pertanto nell’ultimo caso esposto, a determinare l’importo dell’assegno unico sarà esclusivamente l’Isee, come appena indicato.

Ricordiamo inoltre che – in linea generale – l’assegno unico universale (AUU) introdotto dal primo marzo scorso ad opera del d. lgs. n. 230 del 2021 è erogato, su domanda dell’interessato, in base ad un importo mensile parametrato all’ISEE del nucleo familiare, in cui è presente il figlio – o i figli – per cui si ha diritto al sussidio.

Come visto sopra, sono altresì previste una serie di maggiorazioni, in particolare dirette ai genitori di figli con disabilità. Essi potranno peraltro beneficiare del contributo senza alcun limite di età.

Da notare infine che con l’introduzione dell’AUU vengono meno una serie di prestazioni economiche già previste per le famiglie con figli, e ci riferiamo ad esempio alle detrazioni fiscali e agli ANF. In considerazione dell’ampiezza delle novità in gioco, non sono state poche finora le circolari e gli interventi chiarificatori, da parte di Inps, Amministrazione finanziaria e, come visto sopra, Inail.

Claudio Garau

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Da diversi anni ha scelto di svolgere a tempo pieno il lavoro di redattore web, coniugando la sua passione per la scrittura e la tecnologia con quella per l’informazione, specialmente in campo giuridico. Si pone l’obiettivo di spiegare concetti e rendere comprensibili argomenti delle leggi, che è utile conoscere nella vita di tutti i giorni. Tra le sue passioni nel tempo libero ci sono il mare, lo sport e i motori.

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